Marino: "Il tram non si fermerà"| Ma l'Amat resta in bilico - Live Sicilia

Marino: “Il tram non si fermerà”| Ma l’Amat resta in bilico

Il consiglio chiede di rivedere la direttiva e l'azienda avverte: non abbiamo i 29 milioni.

PALERMO
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PALERMO – Il primo agosto il tram non si fermerà e il Comune sta studiando una soluzione per l’Amat su cui però vige il più stretto riserbo, mentre il consiglio chiede di modificare la direttiva del sindaco e l’azienda continua a battere cassa. E’ questo l’esito della conferenza dei capigruppo del consiglio comunale di Palermo, che questo pomeriggio ha convocato i vertici dell’azienda e parte della giunta per fare il punto sulla situazione dell’Amat.

La società di via Roccazzo è infatti in profondo rosso: oltre alle perdite ormai consuete, deve fare i conti con l’ordine di Palazzo delle Aquile di stralciare dai propri bilanci quasi 30 milioni di euro. Una mazzata in piena regola, rispetto a una situazione di per sé già critica: basti pensare che il presidente Gristina ha scritto, senza tanti giri di parole, di essere pronto a restituire il tram al Comune.

Da settimane la politica si arrovella alla ricerca di possibili soluzioni, mentre sindacati e lavoratori sono sempre più in apprensione. Da qui la decisione del consiglio comunale di convocare tutti: oggi a piazza Pretoria c’erano il vicesindaco Sergio Marino, i dirigenti Maneri e Basile, il presidente dell’Amat Gristina, il consigliere Bellia e il direttore dell’azienda Rossi. Grande assente Leoluca Orlando, tanto che il presidente del consiglio convocherà una nuova riunione alla presenza del sindaco.

Dall’Amministrazione sono arrivate parole di conforto. “Mi sono confrontato col sindaco, il primo agosto il tram non si fermerà”, dice Marino che ha annunciato interlocuzioni istituzionali a più livelli e strategie in campo per salvare l’azienda e il tram, che al momento restano riservate ma che dovrebbero riguardare la messa a sistema dei fondi.

Ma al di là degli impegni ufficiali, in molti hanno notato il nervosismo dei rappresentanti dell’Amat che hanno ribadito tutte le proprie preoccupazioni: hanno confermato di non aver ricevuto alcuna contestazione sui chilometri pagati e non effettuati, che i bilanci sono sempre stati approvati dal socio unico (il Comune), che Amat non ha i 29 milioni da stralciare e, soprattutto, che sono pronti a difendere l’azienda in tutte le sedi, in mancanza di soluzioni immediate. La società, infatti, è al centro di un vero e proprio ciclone con i creditori che bussano alla porta con maggiore insistenza, proprio per le polemiche delle ultime settimane.

Il consiglio ha però sottolineato l’assenza di un contraddittorio con Amat e, alla fine, si è giunti a una mediazione: il presidente scriverà al primo cittadino per chiedergli di rimettere al lavoro la cabina di regia dei dirigenti comunali, perché valuti se ci sono le condizioni per rivedere la direttiva che impone lo stralcio da 29 milioni.

“Oggi abbiamo vinto una prima e importante battaglia in difesa del servizio dei trasporti locale – esulta il grillino Ugo Forello – La conferenza dei capigruppo ha richiesto un ulteriore approfondimento all’unità di crisi per comprendere se ci sono elementi aggiuntivi che possano portare ad una revisione della direttiva del sindaco. Il presidente Gristina ha evidenziato che, qualora dovesse applicare le disposizioni della direttiva del sindaco, la società rischierebbe la chiusura e l’amministrazione non ha indicato soluzioni”.

“Secondo noi non sono stati considerati a sufficienza il piano d’esercizio dell’Amat, su cui va fatta un’attenta analisi, e la questione del chilometraggio pagato e non pagato dalla Regione – dice Giusto Catania di Sinistra Comune – possono esserci le condizioni tecniche per modificare la direttiva, tenendo in considerazione per esempio le somme che la Regione ha annunciato di voler trasferire a breve”.

Il capogruppo di Palermo 2022, Tony Sala, assicura: “Non possiamo permetterci di assistere passivamente al fallimento di un’altra partecipata, dopo Amia e Gesip, saranno intraprese tutte le iniziative necessarie a salvare l’Amat oggi e in futuro, quando ci saranno le nuove linee del tram. L’ipotesi di revisionare il lavoro della cabina di regia si accompagna con la necessità di rimodulare il contratto di servizio e di riorganizzare l’azienda”.

 


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    Ma questo consigliere che parla delle nuove linee di tram è lo stesso che si è candidato alle ultime regionali col PD dell’ex rettore e di Faraone ed ha preso 450 voti??

    Ma dopo questo putiferio e senza un serio studio di fattibilità originario (per chi non lo avesse studiato lo trova sul sito del Comune vale la pena leggerlo!) con analisi costi-benefici, verifica di sostenibilità etc. etc. si continua a parlare di nuove linee tram?
    E poi non una.. non due… non tre, ma ben sette nuove linee!
    Con chiusure di arterie (vedi via Roma o via Marchese di Villabianca) non verificate attraverso uno studio più ampio sulla mobilità e condite dalla proposta di realizzare ben 12 enormi parcheggi sotterranei, di cui uno “subacqueo” sotto viale Galatea a Mondello, come se i parcheggi fossero un’alternativa a arterie viarie chiuse…
    Ma Orlando e i suoi la metropolitana non l’hanno esclusa proprio perché costava scavare?
    Oramai siamo alla farsa anche se in realtà viene da piangere…

    Da notare che il “grande” assente a questa importante riunione era il sindaco Orlando, che ormai si è specializzato a tenersi lontano da tutti i problemi che lui crea. Il caso Ponte di Corleone è un esempio. Probabilmente era troppo “impegnato” .

    in Italia devono privatizzare seriamente non fare ste buffonate di privatizzazione con proprietà dello stato…..datele in mano ai privati….eliminano i dipendenti “fannulloni” e miglioreranno le tratte.

    Chi gestisce la cosa pubblica non risponde di ciò che fa (la versione ufficiale è che “risponde in sede elettorale” – espressione priva di reale senso pratico).
    Orlando, così come i suoi consiglieri comunali, non si comporterebbe così se dovesse gestire un’azienda di sua proprietà. O se anche, semplicemente, dovesse pianificare i lavori di ristrutturazione di casa sua.

    buonasera, premesso che i voti non sono 450..ma questo poco importa, esistono politici che prendono più voti e magari non sono in grado di fare la “O” con il bicchiere.. ritengo positive le iniziative rivolte alle nuove vie del tram e sicuramente più opportuno concentrarsi ora, sulle attività mirate alla ripresa dell’Amat.

    Questo era chiarissimo a tutti che iltram non si fermava , figuratevi se il megalomane folle sogno del tram può mai essere fermato da questa amministrazione che lo ha voluto , porteranno la città e i lavoratori interessati al baratro ma non si fermeranno mai tanto quando ci ssara il botto finale dovrà piangerselo un altra amministrazione e i cittadini palermitani contribuenti ovviamente

    Be’… non tutti i mali verrebbero per nuocere! Magari chi non è “in grado di fare la “O” con il bicchiere” non sarebbe in grado neppure di amplificare il danno urbanistico ed economico prodotto dal tram, promuovendo la realizzazione di nuove linee.
    Se ci sono persone che invece “sono in grado di fare la “O” con il bicchiere” sarebbe giusto che ad esse venissero dati una matita, un bicchiere e dei fogli di carta, e solo quelli; il fatto di essere andati al di là di ciò, ed aver conferito mandato ad essi per fare di più, conduce inevitabilmente allo spettacolo cui assistiamo tutti i giorni: un tram che sfila vuoto in una città distrutta, occupata da interminabili colonne di auto, ed altrettanto interminabili discussioni sul futuro di AMAT. Con i cittadini costretti, loro malgrado, a finanziare ambedue gli aspetti.
    Meglio una serie di “O” con il bicchiere… meno costose e meno dannose!

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