Masterchef, Rachida si salva |Eliminate Emma e Beatrice - Live Sicilia

Masterchef, Rachida si salva |Eliminate Emma e Beatrice

Al talent cooking, tra una portata e l'altra, si piange. Ma la cipolla non c'entra. La concorrente marocchina, accusata di ipocrisia, continua la sua corsa tra i mugugni dei compagni di avventura.

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L’ottava puntata di “Masterchef” si apre con una lettera: quella nascosta sotto la scatola dove abitualmente si trovano gli ingredienti della Mystery Box. Michele C. piange: a scrivere è la moglie. Ma il “Cannibale” non è l’unico a commuoversi, poichè ogni concorrente riceve la lettera di un proprio caro e i telespettatori escono fuori i kleenex. D’altronde non c’è reality senza lacrime, neanche quando a farla da padrone sono piatti e fornelli. E, stavolta, la cipolla non c’entra. Tra le righe delle missive c’è il nome di una pietanza: il piatto forte di ogni aspirante chef. Ciascun concorrente dovrà spedire la propria lettera ad un avversario cui toccherà realizzare la portata indicata. Beatrice stupisce i giudici con il “filetto di maiale con foie gras” affidatole da Almo e si aggiudica la prima prova.

L’Invention Test vede l’ingresso nella MasterClass di un super ospite: Philippe Léveillé, chef francese di fama internazionale. Beatrice, che parte avvantaggiata avendo vinto la Mystery Box, sceglie uno dei tre piatti nascosti sotto le cloches: il “cappuccino di rane, crema di piselli, schiuma di zenzero e lemongrass”. I cuochi amatoriali dovranno cucinare una pietanza accostando rane e burro. Léveillé, forte delle due stelle Michelin, svela a Beatrice i segreti per realizzare il piatto perfetto e la prova ha inizio con i concorrenti visibilmente preoccupati per l’approccio con le rane. Alla fine i giudici si mostrano soddisfatti, ma il vincitore è solo uno: Michele C. A togliersi il grembiule, lasciando la Masterclass, è Emma che delude per le fettuccine a base di rane non disossate. Rachida, seconda peggiore della prova, tira un sospiro di sollievo.

La cucina più sognata d’Italia trasloca quindi a Comacchio, in provincia di Ferrara, per la Prova in Esterna. La squadra blu, guidata dal “Cannibale”, e la squadra rossa , capitanata da Rachida per volere del vincitore dell’Invention Test, dovranno mostrare le proprie capacità nella preparazione di un risotto alla comacchiese e di un brodetto d’anguilla, pesce tipico del luogo. Il tutto accompagnato da polenta gialla, anguilla allo spiedo e insalata di radicchio e cipolle. Giudici supremi saranno venti abitanti della cittadina lagunare. Beatrice viene esclusa dalla prova per un “cavillo” numerico dal momento che ogni squadra potrà annoverare al massimo tre concorrenti. Messa da parte sia da Rachida che da Michele, la concorrente ripescata nella scorsa puntata va dritta al Pressure Test dove viene raggiunta ben presto da Rachida, Eleonora, Almo e Salvatore, usciti sconfitti dalla Prova in Esterna vinta dai blu di Michele.

Protagonista del Pressure Test è il linguino di vitello da servire con quattro salse di cui tre tipiche del Piemonte e una inventata dagli stessi concorrenti. La peggiore è Rachida. Bastianich è impietoso nei confronti della salsa della concorrente marocchina: “Acidità violenta, da ulcera”. La sfida finale prevede la realizzazione di tre piatti utilizzando due galletti in modi diversi. Il pollo alla diavola cucinato da Rachida convince i giudici che spediscono a casa, per la seconda volta, la studentessa di Pescara. Il finale è all’insegna dell’”ipocrisia” con Rachida che abbraccia l’eliminata. Beatrice la accusa di falsità e, fuori di testa per la sconfitta, sbotta: “Allah ti sta guardando”. Di sicuro, Allah protegge la sarta marocchina che si salva ancora una volta. E quel che conta a “Masterchef” è il risultato.


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