Mattarella ricorda Mauro Rostagno, ucciso dalla mafia 35 anni fa

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Mauro Rostagno
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L'agguato il 26 settembre 1988
IL RICORDO
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1 min di lettura

ROMASergio Mattarella ricorda Mauro Rostagno. Il presidente della Repubblica ha voluto commemorare con un messaggio il sociologo e giornalista ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988.

“Trentacinque anni fa un vile agguato mafioso strappò Mauro Rostagno all’affetto della figlia, dei familiari, degli amici e di quanti con lui condivisero l’impegno sociale e le battaglie contro l’oppressione criminale. A loro, anzitutto, esprimo i sensi della vicinanza e della solidarietà della Repubblica“, afferma Mattarella.

“La società ha reagito”

“La mafia – prosegue – decise di uccidere Rostagno, giornalista nella provincia di Trapani, per la sua attività di denuncia di reti affaristiche e di trame organizzate dalle cosche. I capi mafiosi avevano adottato una strategia terroristica che colpì barbaramente magistrati, uomini delle Istituzioni e delle forze dell’ordine, con l’intento di annientare la libertà di cittadini e comunità. La società ha reagito. Le Istituzioni democratiche hanno dimostrato che è possibile combattere e sconfiggere le mafie”.

“La mafia è negazione della vita”

“I giovani hanno compreso ciò che Rostagno ripeteva: “La mafia è la negazione della vita“. Ricordare il suo assassinio richiama al dovere di continuare, in ogni ambito della vita sociale, nell’impegno per la libertà dalle mafie e per lo sviluppo civile delle nostre comunità”, conclude Mattarella.


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