Niente sorveglianza per l'imprenditore legato a Messina Denaro

Niente sorveglianza speciale per l’imprenditore vicino a Messina Denaro

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Fu condannato per intestazione fittizia
MISURE DI PREVENZIONE
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1 min di lettura

PALERMO – Revocata la misura di prevenzione nei confronti di Rosario Firenze. Lo ha deciso la Corte di Appello di Palermo, accogliendo il ricorso dell’avvocato Roberto Mangano. A Firenze, considerato favoreggiatore di Matteo Messina Denaro, il Tribunale di Trapani aveva inflitto la sorveglianza speciale per anni 3 e mesi 6 inflitta.

L’avvocato Roberto Mangano

Rosario Firenze, noto imprenditore edile, era stato condannato in primo grado a 10 anni di reclusione. Era considerato l’uomo di riferimento di Matteo Messina Denaro, della sorella Patrizia e del marito Vincenzo Panicola, del nipote Francesco Guttadauro, del cugino Lorenzo Cimarosa e di Giovanni Risalvato.

Furono le dichiarazioni accusatorie di Cimarosa, suffragate da una mole di intercettazioni, a portare alla condanna di primo grado. In appello caddero le accuse di mafia. Restarono in piedi le ipotesi di intestazione fittizia a la pene scese a tre anni.

Dopo la scarcerazione gli fu applicata la misura di prevenzione personale che si fondava sui rapporti fra Firenze e personaggi di spicco di Cosa Nostra.

La Corte di Appello, presieduta da Giacomo Montalbano, ha accolto l’appello della difesa e revocato la misura di prevenzione per carenza di attualità: non sono sopraggiunti nuovi elementi rispetto a quelli già emersi nel processo.


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