Ingroia criticato da Md | Lui replica: "Berlusconismo" - Live Sicilia

Ingroia criticato da Md | Lui replica: “Berlusconismo”

Non viene mai citato direttamente ma il procuratore aggiunto di Palermo è il classico "convitato di pietra" del documento approvato dall'esecutivo di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe. "Inaccettabile" per i giudici la "ricerca del consenso sulle indagini". Il magistrato, stasera a Palermo, alla festa di Liberazione replica: "Berlusconismo".

Palermo, alla festa di Liberazione
di
16 Commenti Condividi

PALERMO – “A un certo punto ho pensato che questi di Md avessero visto quel famoso film di Benigni girato a Palermo: quello che dice che il problema principale qui é il traffico”. Il commento dell’avvocato Armando Sorrentino, autore del saggio ‘Chi ha ucciso Pio La Torre’, è lapidario. Il comunicato con cui Magistratura Democratica, la corrente di sinistra della magistratura, ha criticato i pm che cercano “consenso alle indagini in corso” è stato infatti uno degli argomenti principali del dibattito organizzato da Rifondazione Comunista durante l’annuale Festa di Liberazione al Giardino Inglese di Palermo. Ospite principale del convegno è stato il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, oggetto non citato della reprimenda di Md, la sua stessa corrente. “Non spetta a me interpretare quel documento – ha detto il magistrato a livesicilia.it – chi lo ha scritto se ne prenderà la responsabilità”. Poi il pm che indaga sulla Trattativa Stato-mafia, parlando davanti ad un centinaio di spettatori, è andato oltre. “Non riconosco più il gruppo di Md al quale appartengo: questa vicenda mi conferma che noi siamo nel pieno di un processo di grave arretramento politico-culturale. Un processo che non riconosce la libera espressione: è il berlusconismo imperante che ha contagiato ampi settori della vita sociale”.

I presenti hanno poi applaudito Ingroia quando ha sottolineato che non intenderà “fare un passo indietro nelle pubbliche manifestazioni di pensiero”. Un passaggio del suo discorso, il pm lo ha dedicato anche alla politica antimafia del governo, “non inteso come governo Monti, che d’altra parte non ha una vera politica antimafia” ha sottolineato Ingroia, “ma mi riferisco invece alla politica antimafia dello Stato italiano, che se avesse avuto come obiettivo quello di sconfiggere Cosa Nostra sarebbe stata ovviamente fallimentare. A questo punto bisogna chiedersi se è fallita perchè condotta da incompetenti o per altri motivi. Si continua a vedere la mafia come uomini con coppole e lupare e si continua ad ignorare la classe dirigente collusa, si fa finta di non vedere che mafia e Stato abbiano sempre avuto rapporti, a volte burrascosi ma pur sempre rapporti. La verità è che la politica antimafia dello Stato italiano ha avuto momenti di emergenza, in cui ha delegato alla magistratura la lotta alla mafia, ma non ha mai avuto l’obbiettivo di sconfiggere Cosa Nostra”.

Quindi Ingroia ha ribadito l’appello già lanciato durante la festa del Fatto Quotidiano a Marina di Pietrasanta. “Non ci libereremo dal malaffare solo con l’opera della magistratura: occorre cambiare indirizzo alla nostra classe politica e a quella dirigente. E questo è un compito che tocca soltanto ai cittadini”. Il procuratore aggiunto di Palermo ha poi commentato, ai microfoni di livesicilia.it, il servizio in uscita domani su settimanale Panorama, che annuncia di ricostruire “il circo Ingroia”, passando in rassegna gli elementi gli elementi che coordinerebbero la segreteria organizzativa del pm. “Stiamo parlando del giornale che annunciava la pubblicazione delle intercettazioni Mancino – Napolitano, penso che i loro servizi si commentino da soli”. Infine una battuta sulla polemica più recente: “Aver dichiarato che Falcone e Borsellino non sono personaggi positivi è una frase che si commenta da sola. Non aggiungo altro”.

Il presidente di Md: “Sì alle critiche, no alle interferenze”.
“Deve considerarsi impropria ogni sovrapposizione tra vicenda processuale e il dibattito interno agli organismi associativi dei magistrati: la prima resta ancorata al rispetto delle norme ed è estranea alle regole e logiche del confronto associativo e di quello politico”. Lo afferma, parlando dell’inchiesta di Palermo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, Luigi Marini, presidente di Magistratura democratica, la corrente delle toghe di sinistra di cui fa parte Antonio Ingroia, che ieri aveva bacchettato l’esposizione mediatica del pm di Palermo. Secondo Marini, “l’esercizio del diritto di critica dei provvedimenti giudiziari non può essere escluso per i magistrati” (a patto che si eserciti “in forma documentata, continente e rispettosa”), “a maggior ragione quando prende forma di corrispondenza privata e di scambio di opinioni nel corso di riunioni e seminari”. Ma “ferma restando la libertà di critica, anche severa, dei provvedimenti giudiziari, deve essere ribadita la assoluta necessità – afferma Marini – che il dissenso sull’operato dei magistrati non si trasformi in azioni miranti a interferire col normale corso delle indagini e dei processi e ad alterarne i risultati, soprattutto quando sono in gioco delicatissimi equilibri istituzionali. Si tratta di condotte che nulla hanno a che vedere con il normale e utile confronto e costituiscono deviazioni intollerabili”.

 



Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

16 Commenti Condividi

Commenti

    Un po’ di buon senso comincia a serpeggiare anche nei santuari della magistratura. Tutti hanno diritto di esprimere il proprio pensiero, ma chi decide ogni giorno sulla libertà, e di conseguenza sulla vita degli altri, non può mitragliare quotidianamente sentenze mediatiche sull’universo mondo.

    P.S.: Sono sinceramente convinto che il dr. Ingroia sia un uomo di valore e spero che non reagisca gridando alla censura, ma riducendo l’esposizione mediatica che, nell’ultimo periodo, ha raggiunto vette parossistiche.

    ingroia si vuole candidare come tanti suoi colleghi oppure fare l’assessore regionale accontentatelo, tanto peggio di come vanno le cose non potrebbero andare.

    Ingroia a questo punto fa bene a non sottrarsi alle sortite pubbliche che tanti suoi colleghi hanno sempre fatto indisturbati e anche apprezzati.l’argomento della trattativa ha inquietato pezzi della politica ,delle istituzioni e forse della stessa magistratura. Molti preferivano il silenzio e l’oblio rispetto alla ricerca della verita’. Per il resto Ingroia diversamente da suoi colleghi che si sono catapultati direttamente dalla toga al parlamento o agli esecutivi nazionali e regionali va fuori ruolo e si reca in Guatemala per l’ONU a rischiare personalmente. Quello che fara’ dopo lo vedremo ma comunque il suo percorso e’ limpido.

    io penso che faccia bene ingroia a parlare a ruota libera. penso anche che molti non gradiscano il suo modo “indubbiamente mediatico” di esprimersi perchè lo temono e la paura che molte cose vengano alla luce li fa coalizzare nel cercare di denigrarlo e di isolarlo così come avvenne venti anni fa per falcone. ricordate?
    ci sono diversi modi per far tacere un magistrato: il tritolo e le lupare oppure isolarlo, attaccarlo sui giornali ed in tv e farlo bacchettare da qualche esponente del csm vicino a certi politici corrotti.
    viva ingroia se continuerai così chissà quante altre verità (oltre quella della trattativa tra mafia e stato) verranno a galla.
    e poi concludo dicendo: sicuramente un ingroia in politica farebbe molto meglio di tanti cialtroni che vanno solo a scaldare la sedia e a pappare dalla mattina alla sera (scandalo regione lazio docet!!!!)
    viva ingroia continua e non mollare, non ti fare intimidire e vai dritto come un treno.

    A questo punto Ingroia ha mostrato quello che è : un personaggio politico, che si schiera, come tutti i politici, ora contro uno ora contro l’ altro dei suoi “nuovi” colleghi

    Diventerà uno dei tanti Magistrati-Politici che lasciano la cosa pubblica peggio di come la trovano

    é un uomo intelligente ,sarebbe stato un buon presidente.

    ingroia ottimo magistrato..vuol far politica? bene..lasci la carica di magistrato

    ingroia non mollare,abbiamo bisogno di sapere che ci sono ancora persone che hanno voglia di andare oltre la maschera..grazie siamo con te.

    Ingroia: esempio vivente del pensiero di Falcone ,Borsellino, Don Puglisi e di tutti i Martiri della liberta’ che esercita benissimo ogni suo ruolo a difesa della Costituzione.
    Ingroia:ideale Ministro della Giustizia altro che assessore.

    Nel primo post scritto prima della replica del dr. Ingroia, auspicavo una sua riflessione sul ruolo che sta assumendo con le continue esternazioni. Forse spinto dal clima dei dibattiti che suole frequentare, ha invece ritenuto di rincarare la dose, accusando di “berlusconismo” i suoi colleghi di Magistratura Democratica (ideologicamente legata ai valori della sinistra). Mi permetto di riassumere i concetti che si deducono dalle sue dichiarazioni:
    1 – A lui è concesso un diritto di critica illimitato e incondizionato che riguarda la classe politica in blocco, la classe dirigente in blocco, il Capo dello Stato e addirittura lo Stato tout court, che “non vuole combattere la mafia”;
    2 – Chiunque lo critichi, da destra, dal centro o da sinistra o è corrotto, o è colluso, o è afflitto da sindrome;
    3 – Non è più disponibile ad applicare soltanto la legge, come spetta ai magistrati, perchè ritiene che gli organi che emanano le leggi (il Parlamento) e devono farle rispettare (l’apparato istituzionale – amministrativo) non siano legittimati e ne invoca il totale ricambio.
    A parte la sostanza delle argomentazioni, alcune delle quali condivisibili, è ormai chiaro a tutti, tranne che a lui e ai suoi sostenitori acritici, che il ruolo assunto dal dr. Ingroia è squisitamente politico, che i suoi appelli sono apertamente rivolti agli elettori e che non gli interessa apparire imparziale, anzi vuole fortemente apparire partigiano.
    Sembra proprio che Ingroia, insofferente ai principi deontologici della sua professione, che gli sembrano inadeguati rispetto alla crisi politica e istituzionale che stiamo vivendo, voglia tirare la corda fini alle estreme conseguenze, per poi presentarsi nell’agone politico come perseguitato dal sistema politico – affaristico – mafioso che egli contrasta. Spero ardentemente che le accuse da lui formulate nei procedimenti giudiziari, siano più fondate di quelle che lancia pubblicamente ai suoi colleghi di Magistratura Democratica.

    @ Il gatto& la volpe
    Alla Sua bella e onesta analisi va aggiunto un elemento.
    Lei afferma che Ingroia “vuole fortemente apparire partigiano”. E’ così e gli eccessi da lui compiuti ne sono la prova. Però: chi ricorre agli eccessi per vendere con maggior fortuna il proprio prodotto non può non confidare nella dabbenaggine altrui. Ne consegue che, verosimilmente, il dottor Ingroia consideri che i suoi potenziali sostenitori si trovano in quella larga fascia umana poco dotata e che, quindi, ha bisogno di riempire i propri vuoti. Questa è una dinamica storicamente ripetitiva.
    Cordialità.

    Dimenticavo: questa scelta di “riempire” la fascia più debole che cos’è se non berlusconismo?

    Spiace dover constatare come ogni giorno appaia sempre meno affidabile il magistrato Ingroia e più politico e populista l’uomo Ingroia.
    La sua ostinazione a rivendicare per sé i diritti di un qualsiasi cittadino lo pone ovviamente sul piano della dialettica socio- culturale-politica e quindi rende lui facilmente criticabile e
    legittimo qualsiasi giudizio sul suo operato. Per cui diventa conseguenziale ritenere che, consapevole della debolezza della sua indagine sulla “trattativa”, egli voglia di fatto esercitare una indebita pressione sul gip che deve prendere decisioni che avvalorino o sconfessino il teorema alla base di quell’inchiesta.

    …bastaaaaaaaaaaaaaaaaaa. Dimettiti e fai il politico. Partito Talebano Italiano…e ti fanno presidente subito. Abbiamo bisogno di magistrati operosi e silenziosi. Falcone e Borsellino erano famosi in tv per il loro prestigio e la loro serietà…tu per le minkiate che spari! Viva la magistratura…abbasso i magistrati politicizzati.

    Lo Stivale è augurabile che si inabissasse nel Mediterraneo per evitare che inquinasse, con il suo miasma morale, il resto del mondo. Paesi Sudamericani compresi. Perché niente è paragonabile a quello che succede nella penisola italica. Neppure ciò che succede in Colombia. Non avendo uguali al mondo il reticolato di malaffare che indifferentemente politici e mafiosi, allo luce del sole, hanno intrecciato, per meglio mangiarsi l’Italia. Lazio, Sicilia, Campania, Puglia, Lombardia, e chi più ne ha più ne metta, sono le regioni che più delle altre in questo scampolo di estate hanno conquistato le prime pagine dei quotidiani per le nefandezze praticate a danno di quelle popolazioni. Ma dal più piccolo comune alla regione più grande, nessuno è sano. E si ruba ovunque tutto quello che si può. In questo contesto, Ingroia, sostituto procuratore di Palermo, alle dure critiche che gli vengono da Md a proposito delle sue dichiarazioni sulla diatriba Quirinale Procura di Palermo, rivendica la sua libertà di pensiero e di azione. Non importa se il più delle volte quello che dice, direttamente o indirettamente, ha attinenza con il suo lavoro di pm. E ancor di più con le sue tesi investigative, peraltro ancora tutte da dimostrare. Eppure, un giornalista, un direttore di giornale, rischia di andare a finire in galera per 14 lunghi mesi per quello che ha scritto. Roba da non crederci. Poi leggi che “A querelare Sallusti, e a ottenere nei suoi confronti una pena di una durezza senza precedenti, è stato un magistrato.” Ed è subito tutto lampante. A loro tutto è concesso: la libertà di parola e la libertà di togliere agli altri la parola.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *