Melinte, in arte Paperino | con lo zione Zamparini - Live Sicilia

Melinte, in arte Paperino | con lo zione Zamparini

Scarso? Ma anche assai sfigato
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Se lo avesse conosciuto il buon Walt, ne avrebbe sicuramente tratto spunto per dar vita ad un nuovo personaggio. Lo avrebbe fatto vivere a Paperopoli, magari come vicino di casa di Paperino. Già perché Christian Melinte dal suo “immaginario” dirimpettaio ha preso tutto: la sfiga, la goffaggine e l’innata capacità di far danno. Sia mai avesse fatto colpo anche su Paperina. Non ci sono altre possibilità, il piccolo rumeno deve venire per forza dal mondo dei fumetti. 21 anni e già troppa sfiga sul groppone. Due partite in Italia e ti ritrovi davanti Maicon ed Alvarez; davanti per modo di dire, perché basta un soffio e ti stanno già alle spalle. 21 anni, due partite e due rigori procurati alla squadra sbagliata. Roba da venire presi per i fondelli anche da Pisano. Ciononostante, Christian Melinte a Paperopoli non è da solo; perché per un Paperino che starnazza impaurito c’è un Zamparin De Paperoni che urla ai quattro venti quando si rende conto di aver fatto l’affare sbagliato. In fondo, se proprio si doveva tenere un ventunenne con licenza di sgarrare una partita su venti, si poteva stare abbracciati al buon Mazzotta. Invece no: il picciotto la ed il rumeno qua. Allora la soluzione dov’è? Prendere un terzino d’esperienza, con la barba bianca e le spalle abbastanza grandi per sedersi in panchina con il plaid e sfoderare sette in pagella quando interrogato. Ma forse era troppo semplice e non sarebbe uscita fuori una bella storia. C’è da fare attenzione però, perché se ci si stanca di Paperino si può anche chiudere il fumetto, ma se ci si stanca di Melinte non lo si può ridicolizzare come nel dopo Bari. I cartoons sono una cosa, le persone un’altra. Paperopoli è Paperopoli e Palermo è Palermo,


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Commenti

    Palermo è anche la città in cui una parte dei tifosi ha idolatrato Zenga, a scatola chiusa, il quale ha portato Melinte.
    Palermo è anche la città in cui esonerato Zenga, non di certo per l’infelice uscita a vuoto del mundial ’90, che pur ci costò un’ipotetica finale, si è anche scritto sperando in un ritorno, a marzo se non erro, di chi ha lasciato in eredità anche Melinte.
    Palermo è anche la città in cui, prescindendo da chi asserisce di essere un bravo ragazzo -e lo è da quel che sembra- ci si è chiesto che cosa si è fatto di male per meritarsi Liverani.
    Allora, delle due l’una, se si discute, giustamente e con civiltà, su Liverani, si può anche concedere l’imprimatur della facilità con la quale si cambia opinione su questioni di calcio, escluso quello da rifilare, ed ammettere che il popolo pagante ha il diritto di non ritenersi imbecille ma anche il presidente pagante che ha anche il diritto di vedersi additato quale incapace ma solo a risultati conclusi.

    per chi non lo sapesse i giocatori (compresi hernandez kiaje etc.) non li compra il presidente li paga soltanto. Ha ragione a lamentarsi quando si prendono bidoni simili grazie sopratutto a coach z

    Maurizio, dovrebbe funzionare così: Zenga suggerisce, Sabatini supervisiona, Zamparini decide. La parte decisiva è la terza. Sia in positivo che in negativo. Cordialmente.

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