Miccichè: "Rischiamo di arrivare ad avere il chip" VIDEO

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Commenti

    Micciche’ e Monterosso… la rappresentazione vivente di ciò che è la classe dirigente ai vertici della burocrazia nell’isola, penso che la SICILIA merita in effetti di più….. Speriamo

    Concordo con Gianfranco ma vorrei anche dire che la maggioranza delle persone, soprattutto giovani, non si ribellerà affatto in quanto ormai è totalmente smartphone dipendente. Il green pass è uno strumento fatto apposta per i tantissimi che camminando per strada osservano costantemente il loro cellulare sempre tenuto in mano a rischio pure di andare a sbattere contro un palo o essere investiti, che quando guidano più che stare attenti alla strada o alle altre auto o pedoni guardano il loro apparecchio anzi l’impianto multimediale, si coricano con lo stesso attratti più da lui piuttosto dalla loro moglie o compagna e se lo portano pure in bagno quando eseguono i loro bisogni fisiologici. Una volta il popolo si prendeva per fame ora basta una semplice App…..

    Bravo Miccichè . Questa volta sono con te

    Se abbiamo il Draghi ( Big Jim) è solo per la nullità della politica tutta inclusa

    Condivido pienamente la riflessione di Miccichè, sempre chiaro e schietto

    Miccichè si è reso conto che è un provvedimento antipopolare dunque si sbilancia imitando un pochino la Merkel

    il rispetto della costituzione ,siamo uomini liberi ,liberi di scegliere, e non schiavi della tecnologia.il generale faccia il suo lavoro e basta. anche se situazioni simili non vanno gestite da militari o da sceriffi.

    abbiamo rischiato di peggio x il condono alle case e ville a 150 mt dal mare grazie alla opposizione la sua assurda proposta non e’ passata.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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