PALERMO – Ancora tensioni e minacce e un inquietante episodio: un modellino di cassa da morto lasciata sulla scrivania dell’ufficio per le politiche abitative del comune di Palermo guidato dall’assessore Fabrizio Ferrandelli.
Cambia la zona – dallo Zen in via Oreto – ma la storia si ripete: famiglie assegnatarie di case minacciate affinché rinuncino a viverci. Ferrandelli ha denunciato gli episodi alla polizia e li ha segnalati alla prefettura. La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta.
Le case nella zona di via Perez
I due immobili sono passati dall’Agenzia nazionale per i beni confiscati al patrimonio comunale dopo essere stati tolti a Vincenzo Filingeri, figlio di Sebastiano. Quest’ultimo ha una pesante condanna per mafia nella fedina penale. Era stato coinvolto nel blitz denominato “Apocalisse” che nel 2014 colpì le famiglie mafiose di Tommaso Natale, Resuttana, Partanna Mondello, San Lorenzo e Acquasanta.
Il Comune ha assegnato le case che si trovano nella zona di via Francesco Perez a due nuclei inseriti in graduatoria. Si tratta di una famiglia con quattro figli e di una coppia di ragazze. Prima sono state avvicinate da qualcuno che suggeriva, senza andare troppo per il sottile, di girare alla larga dalle abitazioni.
Quando hanno deciso di trasferirsi sono iniziate le azioni di disturbo. Bussavano alla porta in maniera energica nel cuore della notte e coprivano lo spioncino per non farsi vedere. “Ve ne dovete andare, la casa è nostra, vi bruciamo vive come hanno bruciato mio fratello”, urlava una donna facendo un esplicito riferimento ad un altro episodio di cronaca.
C’è di più. Uno degli assegnatari ha raccontato di avere incontrato quattro donne. “Ve l’hanno assegnata la casa?”, ha chiesto una di loro. “Iddu è qua (lui è qua?)”, ha aggiunto un’altra.
“Iddu è qua?”. il riferimento a Ferrandelli
Il riferimento potrebbe essere proprio all’assessore Ferrandelli che ha accompagnato le famiglie e da mesi ha deciso di ristabilire la legalità nel delicatissimo settore delle assegnazioni delle case popolari. Uno dei primi provvedimenti, tra l’altro, ha riguardato un componente della famiglia di Gaetano Ciaramitaro della Marinella, pure lui coinvolto nel blitz Apocalisse.
Il modellino di cassa da morto
A completare il quadro l’inquietante episodio di venerdì scorso, 3 aprile. Un’impiegata della segreteria dell’ufficio per le politiche abitative di via Montalbo ha trovato una piccola cassa da morto sulla scrivania. Qualcuno l’ha lasciata nell’unica stanza che non era chiusa a chiave. Dell’episodio si occupano i carabinieri. Purtroppo non ci sono immagini di telecamere. Gli investigatori stanno analizzando vecchi e nuovi episodi come quello di un uomo picchiato allo Zen.

