PALERMO – La dirigente di una scuola della provincia di Palermo butta acqua sul fuoco dopo la protesta attuata da alcune mamme martedì scorso, quando non hanno portato i loro figli a lezione per manifestare il disagio provocato in classe dalla presenza di un bambino autistico di sette anni. La madre del disabile – come scrivono alcuni organi di informazione – si è rivolta all’associazione Parlautismo, che a sua volta ha scritto al ministero dell’Istruzione. Martedì scorso, infatti, quando il bimbo è arrivato a scuola si è accorto che era solo. Le altre mamme si erano messe d’accordo per questo irrituale “sciopero”. “Non sapevamo nulla della protesta – ha ribadito la dirigente che puntualizza come il gesto delle mamme sia stato del tutto inaspettato – E’ stato un episodio estemporaneo. Ho subito convocato i genitori per capire quello che era successo”. La preside ha anche precisato in una nota che: “L’azione è rientrata con lettera di precisazione inviata alla mamma dell’alunno. L’alunno, in atto, è pienamente integrato nella classe, anche alla luce dei principi di inclusione che questa istituzione scolastica ha portato avanti da sempre. Pertanto, l’episodio, che ha destato tanto clamore mediatico, va ricondotto ad una presa di posizione estemporanea da parte di alcuni genitori a seguito di reazioni non previste e non prevedibili di cui talvolta è protagonista l’alunno”. La madre del bimbo, però, sostiene che il figlio viene tal volta emarginato. “Ha un rendimento altissimo – ha spiegato – ma viene identificato come un bambino che si comporta male. E quindi viene punito: a esempio, è stato obbligato a mangiare da solo”.
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