ROMA – “Siamo assolutamente tranquilli, monsignor Mogavero sopporta tutto questo con assoluta serenità. Riteniamo che il vescovo in questo processo sia persona offesa dal reato. I fatti che gli sono stati astrattamente addebitati esulano da ogni responsabilità il vescovo. Si tratta di fatti che il vescovo ha denunciato e che sono ascrivibili ad altri che a sua insaputa hanno malversato somme della Diocesi”. Lo ha detto l’avvocato Stefano Pellegrino legale del vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, in un’intervista al Tg2000 (in onda stasera alle 18:30), il telegiornale di Tv2000, in merito all’avviso di garanzia notificato dalla Procura di Marsala per appropriazione indebita. “E’ stato provato documentalmente – ha spiegato l’avvocato Pellegrino – che nessun transito di denaro vi è stato sui conti correnti del vescovo. Si tratta di irregolarità contabili commesse da altri e comunque da sviste degli inquirenti che si sono fermati al dato contabile senza accertare l’effettiva destinazione delle somme che certamente non sono andate nei conti correnti di mons. Mogavero”. “L’ipotesi contestata più grave”, ha proseguito il legale, è “rappresentata da una somma di 100 mila euro che sarebbe transitata sul conto corrente di mons. Mogavero” ma “questa somma è andata ad un fornitore della Diocesi vescovile di Mazara del Vallo e non come prospettato ingiustamente dall’accusa nel conto corrente del vescovo. Attraverso l’iban tale accertamento lo avrebbe potuto fare anche un ragazzino di terza media”. “Mons. Mogavero – ha aggiunto l’avvocato – è sereno, si sta dedicando alle funzioni pastorali piuttosto che a queste attività che ha lasciato a noi legali, tra l’altro è un’attività meramente ragioneristica. Si tratta di questioni contabili in cui è stata dimostrata documentalmente l’estraneità del vescovo: non vi sono delle prove fornite attraverso testimoni, si tratta di prove documentali che escludono ogni responsabilità del vescovo che in relazione a questi fatti è persona offesa così come si era già qualificata l’anno scorso quando denunciò questi fatti”. (ANSA)
La nota dei legali
«Può capitare che per fare emergere tutta la verità e fare pulizia, si debba assumere, anche se temporaneamente, per esigenze di copione processuale, la veste di indagato» spiegano gli avvocati Stefano Pellegrino e Nino Caleca, difensori del Vescovo monsignor Domenico Mogavero, indagato dalla Procura di Marsala per appropriazione indebita di denaro. «Una sofferenza, questa, che vale la pena sopportare pur di rendere un efficace e proficuo servizio alla verità e alla giustizia. L’indagine è stata determinata da una precisa volontà del Vescovo di denunciare, al primo sospetto, la irregolarità gestionale del servizio economato della Diocesi. Monsignor Mogavero – continuano i due – ha provato di aver gestito con trasparenza le libere offerte dei fedeli istituendo un conto corrente per la tracciabilità della gestione delle attività caritatevoli in contanti o mediante titoli, contrariamente a quanto avveniva precedentemente al suo incarico». Altresì spiegano in merito alle accuse mosse al Vescovo: «In particolare, in relazione alla vicenda meno chiara relativa a un bonifico di 100 mila euro, del quale il Vescovo contabilmente sarebbe stato il beneficiario, è stato provato, accertato e documentato tramite il codice Iban che il suddetto bonifico risulta addebitato sul conto diocesano acceso presso la Banca Prossima e accreditato regolarmente a Ernesto La Magna (artista che ha realizzato le opere sacre nella nuova chiesa madre di Pantelleria, ndr) sul conto corrente dallo stesso aperto presso la Banca Monte Paschi di Siena – e non su quello del Vescovo come dice l’accusa – quale acconto per le spettanze dovute per le opere realizzate per la chiesa di Pantelleria. Si è trattato di un mero errore di redazione della scrittura contabile effettuata da altri». I due avvocati concludono: «È risultato provato, accertato e documentato da una relazione dettagliatissima che mai il Vescovo si sia appropriato o abbia sottratto, a qualsiasi titolo, alcuna somma di denaro o di altre utilità».

