Dopo la sparatoria il riscatto |Un campetto simbolo di speranza - Live Sicilia

Dopo la sparatoria il riscatto |Un campetto simbolo di speranza

Il campetto di calcio era diventato una discarica a cielo aperto, nel 2011 i bimbi e i giovani del quartiere lo hanno ripulito e riqualificato. Un'iniziativa che manifesta la voglia di riscatto di un territorio che non è solo sparatorie e illegalità. LA GALLERY (Foto di Orazio Di Mauro)

CATANIA – Pensando alla parabola del seme si può pensare che nessun fiore possa crescere rigoglioso in un terreno roccioso o arido. Ci sono storie, però, che dimostrano che la pianta della speranza può mettere radici anche in un campo impervio. Lo dimostrano i giovani di Monte Po’ che invece di lamentarsi e arrendersi alle regole della strada hanno costruito con le loro mani e le loro fatiche uno spazio per poter stare insieme e giocare a calcio. Davanti agli occhi di chi vive nell’illegalità c’è chi ha deciso di “scrivere una nuova pagina di Monte Po'”, dove non esistono le parole crimine e delinquenza.

Tutto inizia nel 2011. Il campetto comunale di Monte Po’ in totale stato di abbandono si era trasformato in una discarica a cielo aperto. Lorenzo Valastro, dell’Associazione Mani Tese lancia un’idea e lo spazio urbano ritrova una nuova vita. “E’ stata una proposta detta così senza neanche troppa convinzione – dichiara a LiveSiciliaCatania – ma invece loro mi hanno preso sul serio e ci siamo messi subito al lavoro”. Hanno installato una grande tenda in Piazza del Mercato ed hanno organizzato un mercatino dell’usato. Con il ricavato hanno comprato il materiale necessario per rimettere in sesto l’erba e recintare il campetto.

Bimbi dai 6 ai 20 anni, con molti genitori hanno preso ramazza e rastrello ed hanno ripulito l’intero spazio: dalle panchine, alla strada, alle aree di parcheggio. Hanno potato le piante, tagliato le sterpaglie. E sono sempre loro che ogni sabato mettono in ordine il loro campo. “Questo è l’unico spazio che abbiamo a disposizione – raccontano i piccoli Gaetano e Peppe – in tutto il quartiere. Quindi dobbiamo curarlo e custodirlo”. Con loro altri piccoli “campioni” di calcio, c’è chi indossa la maglietta della nazionale o della squadra del cuore. In questa terrazza sul golfo di Catania si respira “voglia di riscatto”.

Giuseppe Allegra lavora al chiosco di Piazza del Mercato ed è un papà. “Con il mio lavoro  – spiega – conosco ogni aspetto di questo quartiere, il bene e il male, e quando Lorenzo e Mani Tese hanno proposto questa iniziativa ho deciso immediatamente di esserne coinvolto pienamente. E’ importante per i bambini, come mio figlio che ha sei anni, avere un posto dove giocare in sicurezza”.

Un momento delle interviste a Lorenzo Valastro e Giuseppe Allegra

L’anno scorso grazie a una donazione di AddioPizzo sono riusciti anche a realizzare una fontanella di acqua potabile. E’ un via vai continuo di ragazzi che vanno ad abbeverarsi o a darsi una rinfrescata dopo una partita. Sorridono e si avvicinano curiosi mentre Lorenzo e Giuseppe raccontano: “Sono loro i custodi di questo spazio, è importante che si sentano responsabili”.

Ora la loro ultima conquista è potere avere l’illuminazione pubblica per poter permettere ai ragazzi d’inverno di poter usufruire del campetto anche nel tardo pomeriggio. “L’assessore D’Agata – dice Lorenzo incrociando le dita – ci ha promesso un incontro e ci ha detto che qualcosa si potrà fare. E’ la prima volta dopo anni che ci aprono uno spiraglio”.

Questi giovani con coraggio hanno scelto la via più difficile, quella di rimboccarsi le maniche e non aspettare che qualcuno agisse al suo posto. Non vogliono nemmeno commentare ciò che è successo il 24 agosto scorso, quel colpo di pistola lo hanno falciato dalla memoria. Non per indifferenza, ma perchè vogliono diventare creatori di un nuovo volto del quartiere.

Anche se le difficoltà e gli ostacoli non mancano. “Purtroppo – commenta Valastro di Mani Tese – non tutti apprezzano quello che facciamo”. Sono state sollevate in sede di Municipalità delle irregolarità in merito al servizio idrico della fontanella. “Sfido chiunque a indagare – continua Lorenzo – qui è stato fatto tutto secondo le normative vigenti, dai permessi, alle certificazioni fino al pagamento delle bollette”.

La nascita del campetto ha creato rumore nel quartiere. E l’urlo di legalità creato da questi bambini può avere la forza di un tornado per estirpare definitivamente le radici della parte oscura di Monte Po’. 

 

 


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