Morgan in concerto a Catania:| “Se potessi verrei a vivere qui”

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Un evento culturale entusiasmante quello realizzato da due strumentisti Morgan e Megahertz, che ha già toccato numerose tappe nei club delle più importanti località italiane.

CATANIA. Tra curiosità e ammirazione è stata partecipatissima la tappa catanese del BioElectric Tour di Marco Castoldi in arte Morgan e Megahertz. La storica voce dei Bluvertigo sul palco  al Qubba (vicino al centro Sicilia) assieme all’amico e collega polistrumentista, Daniele Dupuis. Un viaggio nella storia della musica partendo dai successi indimenticabili del repertorio new wave anni 80’, passando agli omaggi ai grandi artisti del panorama internazionale, attraverso una rivisitazione dei pezzi in chiave rigorosamente elettronica. Un evento culturale entusiasmante quello realizzato da due strumentisti Morgan e Megahertz, che ha già toccato numerose tappe nei club delle più importanti località italiane. Il musicista qualche ora prima del concerto, nonostante un mal denti implacabile resistente persino agli antidolorifici, non ha rinunciato ad incontrare la stampa e curiosi per presentare l’unica data in Sicilia orientale del tour.

Con il suo inconfondibile look alla ‘Morgan’, simpatico e gentile con fan e giornalisti, l’eclettico compositore si è generosamente concesso alle interviste in un clima informale immerso nel verde assolato della masseria sonora che ha ospitato il suo concerto, approfittando del momento per gustare anche un dolce tipico siciliano. E ha subito iniziato parlando della sua particolare ammirazione per la Sicilia. “ Per me questa terra è una meraviglia, io ci starei sempre, purtroppo per via degli impegni di lavoro vivo Milano, ma io qui ci verrei a vivere. Amo Catania, città bellissima e in generale adoro questa terra, come si mangia, come si dorme. Qui ho dormito benissimo, forse per questo avete tempi così rilassati. A Milano non si dorme mica così”.

E la scelta della new wave anni 80’ non è certamente un caso: si tratta dei suoni e dei brani che hanno ispirato i due artisti e la loro crescita artistico musicale negli anni novanta. “Nella corrente dominante – dice Morgan – della ‘nuova ondata’ degli anni ondata ci sono grandi sonorità, tante influenze: oltre a quelle dei cantautori, ci sono anche quelle del rock e della musica classica”. Morgan è chitarrista e pianista, ma anche strumentista. Le sonorità elettroniche infatti saranno protagoniste del concerto, grazie anche alla speciale presenza del polistrumentista Daniele Dupuis in arte Megahertz. Un maestro nell’uso dei sintetizzatori come il vocoder e il sinth, ma soprattutto nel suo cavallo di battaglia il thererim. Uno strumento difficilissimo che pochi musicisti sono in grado di adoperare, che Megahertz suona interferendo con le mani nel campo magnetico che circonda un’antenna, modulando manualmente il suono prodotto. Sul palco, Morgan e il collega poi hanno dato omaggio alla musica internazionale come David Bowie, Depeche Mode, Duran Duran e Kraftwerk.

Morgan, grande conoscitore della musica è un personaggio amato, criticato e spesso finito sotto i riflettori anche per delicate vicende personali. Nella sua carriera anche molta televisione , e durante la sua chiacchierata non ha risparmiato l’affondo all’ipocrisia di X – Factor. “X Factor è degenerato, prima quando era trasmesso dalla Rai, si spegnevano le telecamere e si continuava a lavorare con i ragazzi, portando avanti un progetto, guardavamo dvd insieme, da De Andrè ai Pink Floyd, loro dovevano sapere cosa stavano facendo, cosa stavano cantando. A Sky, invece, si spengono le telecamere e tutti a casa. Nell’ultima edizione non conoscevo nemmeno i nomi dei concorrenti, non potevo avvicinarli. Quale talento? Sono prodotti fatti per durare una stagione”.

“Ritorniamo alla vita offline – è stato infine l’invito del musicista lombardo – l’elettronica deve essere a servizio del musicista. Il mondo non riesce più a distinguere il fatto di lavorare col computer ed essere online, ma sono due discorsi diversi, bisogna pensare di ricominciare a tornare offline. Adesso è tutto legato ad una connessione, anche la musica che finisce in un cloud, non abbiamo più i supporti fisici. Prima compravo la musica e la tenevo dentro il pc, adesso finisce nel cloud e senza una connessione non la posso ascoltare. Suonare dal vivo è la dimensione più interessante della musica. Per me la musica è una dimensione di pace, ti senti al mondo, è in una dimensione metafisica che ti riporta all’essere vivo, essere umano. È un’ottima medicina” – conclude Morgan.

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