SCORDIA – Nasce da una riunione del centrodestra (presenti i consiglieri Ferro, Caniglia, Calandra, Frazzetto, De Pasquale e La Magna), l’idea di presentare una mozione di sfiducia nei confronti dell’attuale amministrazione. Un’attività amministrativa denotata da un momento di immobilismo che dura oramai da parecchio tempo, secondo i proponenti. “Addirittura – spiegano – negli ultimi cinque mesi non è stata presentata alcuna delibera su iniziativa dell’amministrazione”. Le diverse delibere bocciate, quelle ritirate dalla stessa amministrazione, consigli comunali senza numero legale, mozioni di indirizzo votate dall’interno consiglio comunale è completamente disattese dall’amministrazione rappresentano solo pochi motivi di una corposa e giustificata mozione di sfiducia.
“A questi appena elencati, si aggiungono problemi di vitale importanza per tutti i cittadini, il problema della sicurezza urbana, svariati i furti e le rapine accadute in questi ultimi mesi; l’acqua potabile che oramai manca anche a dicembre; il tunnel del dissesto comunale che dura oramai da ben due anni e all’orizzonte la luce è ancora lontana; all’innalzamento del costo dell’energia elettrica corrisponde il non funzionamento dei pannelli fotovoltaici; il depuratore comunale mai completato e continuamente depredato; l’assenza di sicurezza nelle scuole e l’asilo nido chiuso oramai da due anni” – continuano.
“A 30 mesi dalle ultime elezioni, quelli elencati sono solo la minima parte di una sfiducia civile, ancor più che politica – afferma il consigliere Nicolò Ferro. Riteniamo che non ci siano più i requisiti minime né le speranze per un futuro migliore, ecco perché è doveroso mettere la parola fine a questo triste pezzo di storia scordiense. La sottoscrizione del nostro documento anche da parte di altri consiglieri dell’opposizione di sinistra ci lusinga ed apre scenari positivi, segno di un sentimento di sfiducia condiviso nei confronti di questa amministrazione. Ci auguriamo che il senso di responsabilità dei consiglieri di maggioranza possa contribuire all’approvazione della sfiducia”.

