Muore dopo 12 giorni di ricovero | Indagati in 11 tra medici e infermieri - Live Sicilia

Muore dopo 12 giorni di ricovero | Indagati in 11 tra medici e infermieri

Carlos Eduardo Aparicio Quinonez

I familiari: "Vogliamo sapere cosa è successo". L'Asp avvia un'indagine interna.

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RAGUSA – Arrivano i primi avvisi di garanzia per la morte di Carlos Eduardo Aparicio Quinonez, lo sfortunato 31enne deceduto venerdì scorso dopo 12 giorni di ricovero all’ospedale Busacca di Scicli. Il provvedimento sarebbe stato notificato a 11 tra medici e infermieri che lo hanno avuto in cura, e questi ultimi avrebbero già provveduto alla nomina dei periti di parte che hanno presenziato allo svolgimento dell’esame autoptico sul corpo dello sfortunato giovane. L’autopsia si è conclusa proprio da pochi minuti e sarà fondamentale per capire quale male abbia strappato alla vita, inspiegabilmente, il giovane, che lavorava come responsabile antincendio dell’aviosuperficie di Modica e che, fino ad un mese fa circa, godeva di ottima salute. La famiglia del ragazzo chiede giustizia e ha sporto denuncia alla Procura di Ragusa, che ha subito messo in modo la macchina delle indagini affidandola ai carabinieri.

Era un giovane forte e senza problemi, Carlos, quando ha iniziato ad accusare i primi sintomi del malessere. Dapprima sembrava una semplice indigestione con vomito incontrollabile, poi si sono aggiunti la spossatezza e i dolori alle gambe. Arriva il primo ricovero, al Cannizzaro di Catania, dove viene diagnosticata una polinevrite acuta, ossia un’infiammazione dei nervi motori e sensitivi. Carlos viene dimesso poco dopo ferragosto, ma in breve tempo ricomincia a stare male. Va al Pronto Soccorso dell’Ospedale “Maggiore” di Modica, ma non essendoci posti letto viene ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale “Busacca” di Scicli. Qui i medici cambiano la diagnosi e iniziano a parlare di sospetta pancreatite, sospendendo la terapia dei medici etnei. “Dopo 12 giorni senza alcun miglioramento – dicono i familiari – abbiamo chiesto il trasferimento in un’altra struttura specializzata, ma non c’è stato tempo. La sera del 29 agosto le condizioni di Carlos sono peggiorate drasticamente”. Inutile il trasferimento nella rianimazione di Modica, il 31enne spirerà poco dopo l’arrivo.

Una morte assurda, che ha lasciato sgomenta la famiglia e un’intera comunità. “Prima del decesso – continuano i familiari – i medici continuavano a ripetere che era tutto sotto controllo, dopo si sono chiusi nel silenzio. Noi vogliamo sapere cosa è successo! Devono dircelo”. Anche il direttore generale dell’Asp 7, Maurizio Aricò, ha disposto un’indagine interna per ricostruire l’intera vicenda. “Ci troviamo, senza dubbio, di fronte ad una tragedia – ha dichiarato – e cercheremo di rivalutare con calma tutto quello che è stato fatto a Scicli. Se la famiglia ha percepito un disagio è perché, innanzitutto, c’è stato un problema di comunicazione. Vedremo se, a questo, dovrà essere aggiunto anche un oggettivo problema di diagnosi e cura sbagliata o se il decesso era inevitabile”. Domani, intanto, nella chiesa evangelica di Modica, l’ultimo saluto a Carlos.

 


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