Musumeci a Conte: "Autonomia?| Sì ma rispettando solidarietà" - Live Sicilia

Musumeci a Conte: “Autonomia?| Sì ma rispettando solidarietà”

L'iniziativa del governatore. L'attacco di Faraone. Le preoccupazioni dei sindacati.

PALERMO – Nello Musumeci prende carta e penna e scrive al premier Giuseppe Conte. Battendo un colpo, ufficiale, nel dibattito sull’autonomia alle Regioni del Nord. E cioè quel processo in atto che i critici definiscono una sorta di secessione nascosta. Le Regioni meridionali in queste settimane hanno protestato. Non la Sicilia. Ma adesso il governatore, che già si era espresso in questo termini intervenendo a Porta a Porta,  mette nero su bianco la richiesta della Regione, ossia sì all’autonomia ma rispettando il principio di solidarietà. E cioè della perequazione, quel principio costituzionale che mira a evitare un Nord sempre più ricco e un Sud sempre più povero e che in buona parte è rimasto lettera morta.

“Il Governo nazionale, nel rispetto delle norme costituzionali, assicuri il principio di solidarietà e di equità tra le Regioni italiane, nella sintesi tra spirito unitario e autonomistico”. Questi chiede il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in una nota inviata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, in merito al processo attualmente in corso del ‘regionalismo differenziato’. In una seduta straordinaria della Giunta, tenutasi ieri, il Governo regionale ha infatti adottato una delibera con la quale ribadisce l’importanza dell’autonomia come strumento di responsabilizzazione della classe dirigente locale e di maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali.

“L’applicazione del regionalismo differenziato – sottolinea il governatore nella lettera al premier Conte – non può infatti mettere in pregiudizio il principio della perequazione, quale strumento di riequilibrio a sostegno delle Regioni deboli, anche sul piano infrastrutturale, e con minore capacità fiscale. Il Governo della Regione muove, altresì, voti affinché, parallelamente al processo di regionalismo differenziato, si definisca il tavolo istituito presso il ministero dell’Economia, per dare finalmente compiuta attuazione a tutte le norme rimaste disattese dopo 72 anni dall’entrata in vigore dello Statuto Siciliano e per preservare la vita delle Province e delle Città metropolitane siciliane, salvandole dal prelievo forzoso loro imposto dallo Stato”.

“La Sicilia, quale regione ad autonomia speciale – continua Musumeci – promuove e sostiene ogni processo di riorganizzazione delle Autonomie, nel rispetto del generale principio della unità indissolubile della Nazione” e rivendica, quindi, “il pieno rispetto dei principi contenuti all’articolo 10 della Legge costituzionale n. 3 del 18 novembre 2001 e conseguentemente il trasferimento anche alla Regione Siciliana di ogni nuova competenza attribuita alle Regioni ordinarie, ove già non assegnata”.

A sollecitare un intervento del presidente della Regione era stato nei giorni scorsi il segretario del Pd siciliano Davide Faraone. Che oggi è tornato sulla vicenda commentando la prima pagina del quotidiano Libero: “Quando il titolo è tutto un programma. Stamattina Libero sintetizza così la questione dell’autonomia rafforzata: ‘Odiano l’autonomia del Nord: temono di perdere la pappa’. In rosso, l’Italia mantenuta contro la riforma. Se qualcuno aveva dubbi sulle reali intenzioni del governo Lega/M5S, è stato accontentato. Questa non è autonomia rafforzata, è pregiudizio secessione dei ricchi, razzismo territoriale, il Nord contro il Sud “parassita”, che aspetta la pappa. Vergogna”.

A lanciare l’allarme sul rischio che il processo di riconoscimento dell’autonomia differenziata del Nord pregiudichi la coesione sociale è stata ieri anche la Cisl. “Temiamo – ha detto il neosegretario Sebastiano Cappuccio – che sotto lo scudo della richiesta autonomistica si celi il tentativo di qualcuno di garantirsi privilegi e diritti differenziati. Altro che autonomia. Ma il Paese cresce solo se unito. Solo se capace di sostenersi, cooperare. E marciare insieme”. L’allarme nel mondo sindacale è diffuso. “Il regionalismo differenziato è una condanna per la scuola siciliana e per tutto il Sud”, dice Graziamaria Pistorino, segretaria regionale della Flc Cgil Sicilia.

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