PALERMO – Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia, chiede la sostituzione del responsabile dell’ufficio trasparenza della Regione, Luciana Giammanco. Ma va oltre, chiedendo anche che il segretario generale di Palazzo d’Orleans, Patrizia Monterosso, “avverta il senso di responsabilità di lasciare”.
“La vicenda Corsello ripropone l’esigenza di predisporre un modello organizzativo che consenta un controllo costante ed efficace sugli uffici regionali più vulnerabili e di questa esigenza si occuperà la commissione Antimafia nella prossima seduta”, aveva commentato a caldo ieri Musumeci dopo le notizie sull’indagine che ha portato alla sospensione della dirigente Anna Rosa Corsello. “Da mesi denuncio il conflitto d’interessi in cui si trova la dottoressa Giammanco, responsabile del personale e, al tempo stesso, responsabile dell’ufficio trasparenza. Come dire, controllore e controllata. Anche da questo fronte il silenzio del Governo appare inquietante”, attacca Musumeci.
In che modo ha denunciato questo problema in passato?
“Lo abbiamo fatto già l’anno scorso. E lo denunceremo anche a Cantone quando verrà nei prossimi giorni. Denunciammo il problema con un’intervista a Livesicilia e con una nota scritta. Ma niente, solo silenzio. Tocca al segretario generale vigilare. Se fossi al posto dell’alta dirigente, avvertirei, per pudore e per dignità personale e professionale, la responsabilità di lasciare quel ruolo”.
Perché?
“Intanto per una questione di dignità personale. È assurdo che una figura di vertice possa non essere inattaccabile”.
Perché il segretario generale è attaccabile?
“Anzi tutto è una persona che ha subito una condanna della Corte dei conti”.
Ma in questa fattispecie, nell’inchiesta che coinvolge la dottoressa Corsello, Patrizia Monterosso non è nemmeno indagata.
“Il segretario generale sovrintende a un sistema. Avrebbe dovuto compiere una supervigilanza sulla delicata questione. Ma il personale sa di essere impunito. Del resto, i risultati finora raggiunti non alimentano troppe illusioni. Vogliamo chiederci quante denunce sono state fatte dall’ufficio creato nel 2012, da quando è entrata in vigore la legge sulla prevenzione della corruzione? Vero è che il presidente Crocetta ha minacciato in questi tre anni una decina di licenziamenti di dipendenti disonesti: ma quanti sono stati mandati a casa? Basti pensare che nel procedimento penale a carico dell’architetto Canova, dirigente dell’assessorato ai Trasporti, la Regione non si è costituita parte civile.. Non c’è nessuna azione di controllo, nessuna autorevolezza. Se è vero quello che dice la Corsello, di avere ricevuto pressioni dell’organo politico, siamo alla dimostrazione del teorema. Quando tra politica e burocrazia si determina una sorta di tacito patto, di scambio di favori, non si può pretendere trasparenza. Il segretario generale deve avvertire il senso della responsabilità di lasciare. E bisogna procedere alla rimozione della dottoressa Giammanco”.
All’Ars il Movimento 5 Stelle aveva proposto una mozione contro Patrizia Monterosso, rimanendo in solitudine.
“Non ho condiviso la mozione contro il segretario generale perché le responsabilità del segretario generale riconducono all’organo di governo non all’organo parlamentare. Non mi sono prestato a questa strumentalizzazione. Però al posto della dottoressa Monterosso avvertirei ormai per pudore l’esigenza di lasciare. Non si può essere credibili verso gli altri se chi deve dare l’esempio non è nelle condizioni oggettive di poterlo fare”.
Quali proposte arrivano dalla commissione Antimafia su questo genere di argomenti?
“La Commissione regionale Antimafia ha varato un Codice Etico per gli eletti a cariche pubbliche, per gli amministratori e per i dipendenti della Regione Siciliana, disegno di legge già all’esame della Prima Commissione. Ma se le regole di comportamento non si traducono in modelli organizzativi, in cui ognuno è sottoposto a controllo, le regole scritte diventano relative. Ecco perché sono convinto che la prevenzione della illegalità presuppone uno studio di modelli organizzativi sui livelli di vigilanza, a partire da quegli uffici che si ritiene essere più vulnerabili ed esposti alle prassi corruttive. Ne parlerò alla prossima seduta della Commissione, per valutare la opportunità di procedere in questa direzione, anche con la collaborazione delle strutture universitarie”.

