Musumeci prova a unire la destra |"Lotta all'immigrazione e Pd"

Musumeci prova a unire la destra |”Lotta all’immigrazione e Pd”

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Musumeci ha chiamato a raccolta i suoi. E l’assalto lanciato è in direzione di quel panorama politico regionale che, stando al leader di Militello, “è assolutamente desolato”.

#diventeràbellissima
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CATANIA – “Una sfida con noi stessi che abbiamo vinto grandiosamente”, tira un sospiro di sollievo Nello Musumeci che con queste parole manda in soffitta la tre giorni catanese del movimento #Diventeràbellissima. “Un progetto visto sin dal principio con diffidenza da tutti, ma oggi siamo l’unico elemento di novità del panorama politico siciliano”. Il presidente della commissione regionale antimafia guarda in grande e strappa così l’applauso dei fedelissimi che lo attendono in quella piazza al coperto che è il complesso della vecchia dogana per l’intervento finale.

Manco a dirlo, sono tanti gli ex An ad ascoltarlo. Il che è già un fatto politico in sé. Fabio Granata da un lato, Raffaele Stancanelli dall’altro. Riunire, infatti, parte dei nazionali di Sicilia ormai privi di struttura significa centrare parte degli obiettivi che il gruppo dirigente che fa capo a Musumeci si era prefisso all’indomani del voto regionale del 2012. Certo, l’età media in sala non è delle più basse. Tuttavia, a differenza della folla intercettata per l’incontro alle Ciminiere dei mesi scorsi, in sala sono in pochi a bazzicare il recinto di Forza Italia, dell’Ncd o di altre formazioni figlie della diaspora  pidiellina. Al netto di ogni contaminazione, Musumeci ha chiamato a raccolta i suoi. E l’assalto lanciato oggi è in direzione di quel panorama politico regionale che – stando al leader di Militello – “è assolutamente desolato”.

Così il presidente della commissione antimafia rilancia il guanto di sfida a Crocetta, a Renzi, ma soprattutto al Partito democratico, che “dal 2008 è al governo della Sicilia, prima con Lombardo e poi con l’attuale compagine, determinando un calo del Pil regionale pari al 15%”. Affila i coltelli Musumeci. Ma prima di affondare il colpo manda un messaggio di solidarietà ai “colleghi di Antenna Sicilia”, sottolineando che “quando si spegne una luce del panorama dell’informazione si alimenta l’assolutismo”.

C’è spazio anche per quei temi che più scaldano l’elettorato a destra. A partire dal contrasto dell’immigrazione. Qui Musumeci evita in tutti i modi di scadere nel populismo o di inseguire l’agenda di Matteo Salvini. “No, l’immigrato non è un delinquente e una frase simile non me la sentirete mai dire”. Ma c’è da fare i conti con la crisi legati agli sbarchi, la gestione dei profughi e all’esistenza del Cara di Mineo: “I richiedenti asilo vanno accolti – dice dal palco – ma i cosiddetti immigrati economici, mi spiace, devono tornare a casa: è la legge”. E ancora: “Fino a quando c’è un uomo in mare lo dobbiamo salvare, ma l’uomo in mare – si concede un chiasmo Musumeci – in mare non ci deve arrivare”. Sul duplice omicidio di Palagonia, Musumeci, parla da uomo d’ordine e alza pure la voce: “Se l’assassino fosse il ragazzo posto in arresto, andrebbe sbattuto in galera e gettata la chiave”. L’applauso scatta immediato.  Il pubblico, probabilmente, non voleva sentire altre parole che queste.

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