PALERMO – Ci sono le famiglie storiche della cultura in Sicilia, un sindaco e un ex sindaco, i nomi più in vista dello spettacolo e i teatri più conosciuti. L’inchiesta della guardia di finanza ha portato nel registro degli indagati una buona fetta del mondo del teatro siciliano: dagli Zappalà a Gianni Nanfa, dall’uomo forte della cultura cammaratiana Alfio Scuderi ai rappresentanti dei teatri palermitani “I candelai”, Agricantus e Ditirammu, sono molti gli indagati in vista.
Ci sono, innanzitutto, due sindaci. L’avviso di conclusione delle indagini è stato recapitato, fra gli altri, a Michele Truscello e Nicolò Ferrara, rispettivamente ex sindaco di Novara di Sicilia e primo cittadino di Calatafimi. Con loro, sono finiti nei fascicoli predisposti dalle fiamme gialle il presidente della fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto Corrado Valvo, il rappresentante dell’ente Teatro Stabile di Enna Vittorio Spampinato, l’ex numero uno del Luglio musicale trapanese Antonio Ettore Galfano e il rappresentante del Teatro Al Massimo di Palermo Aldo Morgante.
Poi ci sono i nomi notissimi. Giovan Battista Nanfa, meglio conosciuto come Gianni, ma anche Lollo Franco, Vincenzo Pandolfo, che guida il “Gruppo Teatro Scuola”, e poi Antonino e Franco Zappalà, rispettivamente rappresentante dell’associazione “Figli d’arte Zappalà” e presidente dell’associazione Parsifal. Non solo: fra gli indagati c’è Vito Parrinello teatro Ditirammu, Giuseppa Lelio dell’Agricantus, Lina Gnani di “Quarta parete”, Katja Iseler dell’associazione “Teatro Garibaldi”, Massimo Campagna de “I candelai” e Carmine Maringola, marito della regista Emma Dante. Tutto – o quasi – il mondo della cultura in Sicilia.
Nell'inchiesta della guardia di finanza i nomi di molte famiglie storiche della cultura in Sicilia. Ecco chi sono.
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