Epidemia da hantavirus sulla nave da crociera: tre morti

Allarme su nave da crociera: 3 morti e casi sospetti di hantavirus

Nave da crociera epidemia
Un cittadino britannico è ricoverato in terapia intensiva

Tre morti, una nave da crociera ferma al largo di Capo Verde a causa di un’epidemia e l’Oms al lavoro su un possibile focolaio di hantavirus. Il caso della MV Hondius, partita dall’Argentina e in navigazione nell’Oceano Atlantico, ha acceso l’attenzione internazionale, anche se le autorità sanitarie invitano a evitare allarmismi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato un evento di salute pubblica legato a una nave da crociera nell’Atlantico a cui sta fornendo supporto. “Ad oggi, un caso di infezione da hantavirus è stato confermato in laboratorio e altri cinque casi sono sospetti. Delle sei persone colpite, tre sono decedute e una (un cittadino britannico, ndr) è attualmente ricoverata in terapia intensiva in Sudafrica”, ha dichiarato.

Epidemia su nave da crociera, Capo Verde nega lo sbarco

Le autorità di Capo Verde non hanno autorizzato lo sbarco delle persone a bordo per ricevere assistenza medica, secondo quanto riferito dalla compagnia di crociere. Il personale sanitario è comunque salito sulla nave per valutare le condizioni dei pazienti.

Secondo il quotidiano locale “A Nacao”, citato dalla Bbc, la presidente dell’istituto di sanità pubblica di Capo Verde, Maria da Luz, avrebbe indicato che la nave dovrebbe “proseguire la sua rotta” e che i passeggeri non sbarcheranno a Capo Verde. La decisione sarebbe stata presa per proteggere la popolazione locale.

Le vittime e i rimpatri

Un portavoce del ministero degli Affari Esteri olandese ha confermato che un cittadino olandese si è sentito male a bordo ed è morto a metà aprile durante la traversata dall’Argentina a Capo Verde. Un secondo cittadino olandese, anche lui ammalatosi, è stato trasferito in Sudafrica, dove è deceduto.

I Paesi Bassi coordineranno il rimpatrio di due membri dell’equipaggio malati presenti sulla MV Hondius, ancorata al largo delle coste capoverdiane. È previsto anche il rientro nei Paesi Bassi della salma di uno dei passeggeri deceduti insieme a un parente stretto, che non presenta sintomi.

Epidemia hantavirus, sulla nave da crociera 150 passeggeri

La MV Hondius è gestita da Oceanwide Expeditions. Secondo l’itinerario pubblicato sul sito della compagnia, sarebbe partita da Ushuaia, in Argentina, il 20 marzo, con arrivo previsto a Capo Verde il 4 maggio. Il ministero della Salute sudafricano ha riferito che a bordo ci sarebbero circa 150 turisti.

La nave è lunga 107,6 metri e larga 17,6 metri. Dispone di 80 cabine, può ospitare fino a 170 passeggeri, 57 membri dell’equipaggio, 13 guide e un medico. Secondo Sky News, sarebbe salpata circa tre settimane fa facendo scalo in Antartide e in altre località lungo il percorso.

Il sito dell’operatore pubblicizza una crociera di 42 notti tra Ushuaia e Praia, capitale di Capo Verde, con prezzi compresi tra 6.000 e 18.000 sterline a persona, cioè tra circa 7.000 e 21.000 euro. Il viaggio include attività come l’avvistamento di balene e uccelli e la visita di alcune tra le isole più remote del mondo.

Oms: “Rischio basso per la popolazione”

Nonostante la gravità dei casi, l’Oms invita alla calma. “Il rischio per la popolazione in generale rimane basso. Non c’è bisogno di panico o di restrizioni di viaggio”, ha affermato Hans Kluge, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa. Kluge ha aggiunto che le infezioni da hantavirus sono “rare e solitamente legate all’esposizione a roditori infetti”.

Attenzione, ma senza panico: i consigli degli esperti

Sulla vicenda è intervenuta anche Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali: “Teniamo la guardia alta, senza allarmismi ingiustificati”.

La trasmissione dell’Hantavirus da uomo a uomo – spiega – è piuttosto rara. Si tratta di virus trasmessi all’uomo da vettori animali, come i roditori. Possono causare un’infezione polmonare grave con patologie come polmonite interstiziale, come sembra sia accaduto a bordo della nave da crociera, ma anche grave insufficienza renale”.

Epidemia su nave da crociera, le ipotesi sul contagio

Secondo Mussini, gli hantavirus sono conosciuti da tempo. “Si tratta di tipi di virus che conosciamo abbastanza bene: sono presenti da anni nei Paesi balcanici e piuttosto frequenti in Serbia e in Bosnia. Ma non ci sono mai stati casi autoctoni nel nostro Paese”.

La trasmissione tra esseri umani resta estremamente rara. L’esperta sottolinea però l’importanza dell’indagine epidemiologica, anche perché l’incubazione dell’hantavirus varia da 2 a 20 giorni. È quindi possibile che uno o più passeggeri fossero già infetti al momento dell’imbarco.

L’esperto: “Il peggior posto possibile”

La Bbc cita anche l’epidemiologo Michael Baker. Secondo il suo parere è “molto insolito” che la malattia emerga su una nave da crociera. “È il peggior posto possibile in cui ammalarsi gravemente“, ha affermato.

Secondo l’esperto, chiunque presenti sintomi dovrebbe essere evacuato rapidamente e trasferito in terapia intensiva. L’epidemia dovrà ora essere “indagata a fondo” per capire se vi siano stati fattori prevenibili, compresi eventuali ambienti ad alto rischio visitati durante l’itinerario.

Hantavirus, come si trasmette e sintomi

L’hantavirus è un gruppo di virus trasmessi all’uomo principalmente attraverso roditori infetti, soprattutto tramite l’inalazione di particelle contaminate da urina, feci o saliva presenti nell’ambiente. Più raramente può avvenire per contatto diretto o, in casi eccezionali, tra esseri umani. Dopo un periodo di incubazione che varia generalmente da 2 a 20 giorni, l’infezione può manifestarsi con sintomi iniziali simili a quelli influenzali – febbre, dolori muscolari, mal di testa – che nei casi più gravi evolvono in problemi respiratori (come la sindrome polmonare da hantavirus) o in insufficienza renale (febbre emorragica con sindrome renale).

Trattamento e prevenzione

Non esiste una terapia antivirale specifica universalmente efficace: il trattamento è principalmente di supporto, con ricovero ospedaliero nei casi severi e assistenza respiratoria o intensiva se necessario. La prevenzione si basa soprattutto sull’evitare il contatto con roditori e i loro escrementi, mantenere puliti gli ambienti, usare dispositivi di protezione in aree a rischio e adottare misure igieniche adeguate.
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