Né Lombardo, né Miccichè | Il solo vincitore è Dell'Utri - Live Sicilia

Né Lombardo, né Miccichè | Il solo vincitore è Dell’Utri

IL DOTTOR SOTTILE
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Ora che le deleghe del governo sicilianista sono state distribuite e la Regione è stata così prepotentemente “decuffarizzata”, ora che Lombardo e Miccichè, i due alleati forti, hanno saputo così bene spartirsi le spoglie di quel grande apparato di potere che s’intestava all’Udc, vogliamo finalmente tirar di conto e vedere chi è il vero e unico vincitore di questa turbinosa battaglia di mezza estate?
Che Raffaele Lombardo e Gianfranco Miccichè siano diventati i padroni della Regione non può negarlo nessuno. Certo, ancora debbono spiegare al mondo e anche a noi poveri sicilianuzzi come riusciranno a tirare avanti senza una maggioranza all’Assemblea regionale; ma intanto dominano governo e sottogoverno, uffici di gabinetto e vertici burocratici, società di servizio e società collegate; hanno spaccato il Pdl e il correntone del Pdl; hanno spaccato gli ex di An e persino quel mostro sacro e paludoso del Pd. Con una idea fissa: umiliare i nemici. Prendete, per esempio, Renato Schifani. Fino a un mese fa credeva di essere il padre padrone del Pdl e amava accreditarsi come l’unico consigliere in grado di influenzare le scelte dell’Imperatore. Ma alla stretta finale la situazione gli si è rovesciata addosso: Berlusconi ha incoronato Lombardo e Lombardo tratta ormai il presidente del Senato come l’esponente di una corrente di minoranza del Pdl.
Nella distribuzione delle deleghe al “suo” Mario Milone è toccato, guarda caso, l’assessorato al Territorio: una scelta di serie B.
L’altro perdente è Angelino Alfano, ministro Guardasigilli. Fino a un mese fa era il plenipotenziario del Cavaliere e sembrava che l’unico suo divertimento – politico, va da sè – fosse quello di tenere inchiodati in un angolo quell’arruffone di Miccichè e i quattro straccioni del Pdl che ancora gli andavano dietro. Era talmente sicuro di sè, il ministro, che voleva prendersi tutto.
Tanto è vero che aveva nominato coordinatore del partito in Sicilia Giuseppe Castiglione, il più acerrimo nemico di Lombardo.
Ma alla stretta finale, quando Berlusconi si è guardato bene dal seguire i consigli di Castiglione e dei coordinatori nazionali del Pdl, la minestra si è rovesciata addosso anche a lui. Lo prova il fatto che i vincitori hanno riservato al suo uomo, Nino Beninati, un assessorato politicamente tra i meno incisivi: i Lavori Pubblici. Mentre a Dore Misuraca, che si è staccato da Alfano per schierarsi con Lombardo e Miccichè, è stato assegnato un assessorato di maggior peso: il “suo” Gaetano Armao, oltre alla Presidenza, ha la delega per la protezione civile e la programmazione, con un controllo non secondario sui fondi europei.
Terzo perdente, Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Aveva dato copertura ad Alfano nell’assalto a Lombardo e aveva affiancato a Castiglione, come coordinatore di complemento, Domenico Nania. Ma alla stretta finale, ci ha rimesso le penne pure lui: Nania non ha avuto nemmeno il contentino di un assessorato di serie C. I due uomini scelti dal presidente della Regione per rappresentare gli ex di An sono Luigi Gentile e Nino Strano, due fedelissimi di Pippo Scalia, l’ex coordinatore sostenuto da Fini ma defenestrato in malo modo proprio da La Russa.
Tutto qui? No. Schifani, La Russa e Alfano, non c’è dubbio, hanno pagato un prezzo alto e amaro. Da uomini di punta delle istituzioni sono stati costretti a subire, in terra di Sicilia, una batosta che brucerà ancora per molto tempo e che distillerà altro fiele e altri rancori. Resta però in piedi una domanda: la loro sconfitta è solo opera di Lombardo e Miccichè oppure dietro questo rovesciamento di forze, così improvviso e così inaspettato, c’è la regia callida e sapiente di un siciliano d’alto mare come Marcello Dell’Utri?
I perdenti, a cominciare da Totò Cuffaro, sostengono apertamente – non senza l’aggiunta di pesantissime allusioni – che, al momento decisivo, Berlusconi ha preferito ascoltare i consigli del suo vecchio amico di Publitalia anzichè quelli del giovane Alfano. Da qui il successo di Miccichè, talmente legato a Dell’Utri da dichiarare pubblicamente, in una intervista al Corriere della Sera, che “dietro Miccichè c’è stato e ci sarà sempre Dell’Utri”.
Una ammissione che gli fa onore. Un qualunque quaraquaqua, chiamato a parlare di un amico condannato in primo grado a nove anni per mafia, avrebbe cercato di sfumare i toni e di barricarsi dietro il politically correct. Invece Miccichè, che veniva intervistato sulle prospettive di un ipotetico partito del Sud, è stato fin troppo esplicito: dietro di lui c’è stato e ci sarà sempre Dell’Utri. Che cosa significa? Per trovare una risposta credibile è necessario allontanare lo sguardo dalla Sicilia e concentrarsi su ciò che succede nel cuore di Roma, per l’esattezza a palazzo Grazioli, residenza dell’Imperatore. Lì dove fino a poco tempo fa c’era gaiezza e certezza del potere ora c’è inquietudine e preoccupazione. Quante ragazzine, quante escort, quante veline, hanno conosciuto quei saloni e quelle stanze da letto? Quanto potrà durare il tiro al bersaglio di Repubblica, della magistratura e della stampa internazionale? Visto che la legge sulle intercettazioni non passa e sul lodo Alfano pesa il giudizio della Corte Costituzionale, l’Imperatore avrà quel colpo d’ala capace di sottrarlo alla trappola mortale? Saprà inventarsi una seconda vita politica più severa e più credibile? Le domande potrebbero continuare all’infinito. Ma l’effetto dei tanti interrogativi è uno solo: che non c’è a Roma un solo uomo politico, di alta o di bassa statura, che non abbia già messo nel conto la possibilità che l’Imperatore esca di scena prima della scadenza naturale. Tutti pronti, dunque, per la guerra di successione.
Se questo è lo scenario, quale sarà il ruolo di Dell’Utri che nel ’94 fu il cervello organizzativo della discesa in campo del Cavaliere? Potrà il socio fondatore di Forza Italia affrontare senza truppe la battaglia, che si preannuncia lunga e dolorosa, per la conquista del trono? Potrà mai rischiare di essere travolto da un ex missino come Gianfranco Fini o da un ex socialista come Giulio Tremonti? Potrà mai affrontare l’onta di essere scavalcato o messo da parte da un Alfano sempre più rampante o da uno Schifani sempre più invadente?
Piaccia o no, uno dei pochi ad avere in mano un disegno per affrontare il dopo-Berlusconi è proprio Dell’Utri. Con il partito del Sud, appunto, quel partito tanto auspicato e tanto accarezzato da Miccichè e Lombardo. Dentro “Forza Sud”, sembra questa la sigla fortunata, ci sono gli uomini e i vettovagliamenti necessari, le lobby massoniche e i poteri forti; c’è una linea politica e c’è un forte legame con il territorio, simile a quello che la Lega di Bossi ha con il Nord. Cosa si può volere di piu’?
Strano destino però quello degli ardori meridionalisti. Negli anni Cinquanta, quando la Sicilia scopriva la propria vocazione autonomista o addirittura separatista, i capipopolo riscuotevano l’applauso sghembo e scellerato dei mafiosi: il film di Rosi sul bandito Giuliano sta lì a dimostrarlo. I sicilianisti di oggi, invece, hanno il sostegno leale e convinto dell’antimafia militante, a cominciare dai duri e puri chiamati da Lombardo a far parte del suo governo.
Dell’Utri è veramente grande. E Miccichè è il suo profeta. Viva la Sicilia. Viva Santa Rosalia.


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Commenti

    Cosa dire… di questo articolo…….non ho parole.
    Bisognerebbe essere degli oracoli per sapere come andrà a finire, anche se ormai il tutto si stà delineando.
    Comunque….. è tutto uno schifo. Lotta di potere….solo lotta per la conquista del potere! altro che…..
    Che schifo!!! e noi cosa possiamo fare? NULLA….dobbiamo subire.
    Quando andremo dentro la cabina elettorale dobbiamo riflettere prima di mettera la croce non sulla scheda ma sul futuro dei nostri figli.
    Viva Lomabrdo…, Viva Dell’UTRI….Viva Miccichè, VIVA “FORZA SUD” PARTITO CHE RIVOLUZIONERA’ LA NOSTRA SICILIA E L’ITALIA INTERA.”Berlusconi e company sono avvisati”
    e che il buon Dio ci salvi.
    Amen.

    Certo che è veramente strana la vita dott. Sottile. In queste poche righe ci illumina su un futuro, che se tale dovesse essere, sarebbe meglio non viverlo nemmeno. Sono cresciuto a Palermo in questi anni con la gente intorno a me che mi parlava di una Regione e di una Città in cui le coscienze si risvegliavano e le morti dei tanti magistrati e servitori dello stato, le associazioni antiracket, le nuove norme antimafia approvate, le fiaccolate e le commemorazioni potevano indicare la via maestra da seguire affinchè la nostra Sicilia potesse rinascere. Ed invece come ci ritroviamo? Ci ritroviamo con le prospettive che Lei ci delinea e gli uomini che hanno combattuto e che continuano a combattere questi sistemi o morti o indagati perchè accusati da chi questi sistemi li ha creati e sostenuti (vedere quello che sta succedendo a Palermo in questi ultimi mesi).

    Mi scusi ma l’amarezza prende il sopravvento!

    infinita, estrema, profonda tristezza……
    la Sicilia nelle mani di uno, indipendentemente dal fatto che sia colluso o meno…, che ha solo un pregio:
    CON TUTTE LE COSINE CHE SA (LUI ED IL SUO PROFETA) ….. TIENE L’IMPERATORE… IN PUGNO!!!!!!!!!!

    Meglio non pensarci a certe cose!

    Mi dispiace, caro dottor Sotile, ma dalla sua penna raffinatissima mi aspettavo che parlasse chiaro pane al pane e vino al vino. A chi si riferisce quando parla di lobby massoniche? A chi vuole sottintendere quando parla di poteri forti? Si riferisce forse all’avvocato Armao che prende 300 mila euro per una consulenza alla distrata aziendapalermitana dei rifiuti? Che cosa dirà il moralizzatore Lombardo ai lavoratori disoccupatio della Fiat, che un suo assessore guadagna 300 mila euro in una botta, tanto pantalone paga?

    Non ditemi tonto… secondo voi il Dott. Sottile (che stimo) era ironico quando ha detto “Dell’Utri è veramente grande”…? Perchè a leggere quelle parole ho avuto un conato… 🙂

    Che l’imperatore non sia eterno, credo che non faccia notizia, nonostante i tentativi dei barzellettieri, cent’anni di salute si augurano a tutti, ma insomma prima o poi…..
    Sul come finirà io personalmente un’idea ce l’ho.
    berlusconi nel bene e nel male resta insostituibile, se non per il governo del paese certamente per la vita del PDL. lui solo può decidere, e le vicende siciliane sono l’ennesima dimostrazione, cosa fare e tutti, anche turandosi il naso (sarà vero?), obbediscono.
    Nessuno, da Fini in giù, ha riscontro pari e leggittimazione uguale, da consentirgli di raccogliere l’eredità con continuità di azione e di scelte.
    Pertanto la soluzione non potrà trovarsi che in ambito locale, con la costituzione di forze politiche anche trasversali rispetto gli attuali schemi, che portino avanti le istanze dei propri territori, aiutati o forse costretti dal federalismo fiscale prossimamente in onda.
    per cui Dell’Utri, Lombardo, Miccichè e quant’altri sono promotori dell’ovvio, ossia dell’unica via praticabile dalla politica odierna.
    Oggi questo provoca scandalo,rotture, traumi, certamente molti tremano davanti alla prospettiva di perdere posti comunque non sudati, ma ricevuti dalla dea bendata, ma parimenti c’è interesse, ripresa del dibattito politico che non sia solo gossip.
    Nel breve termine soffriremmo e soffriamo i traumi.
    Nel medio termine potremmo vedere nascere forze locali che messe insieme riequilibreranno il paese rispetto le pretese del nord leghista.
    Nel lungo termine ci ritroveremo con partiti locali, federati a livello nazionale, per quella unità del paese che comunque va garantita e che troverà naturalmente i suoi nuovi leader, che verranno leggittimati dal dibattito e dal consenso che sapranno costruire nella quotidianità e con l’impegno continuo e costante, e non per grazia ricevuta come oggi purtroppo avviene.

    Qoalche giorno fa ho scritto su un altro sito questo articolo che mi sembra pertinente con quanto scritto dal Dottor Sottile……..

    Ritengo che nel panorama del centro destra Marcello Dell’Utri è l’unico che smuove le acque. Effettivamente il PDL nasce come sommatoria di due movimenti che non conobbero mai la struttura tipica del partito. Ma bensì due raggruppamenti basati sulle leaderships di Berlusconi e Fini. La loro unione nasce dall’idea di ingessare ancora di più la politica italiana con un bipolarismo che nelle finalità di Berlusconi e Veltroni doveva o dovrebbe divenire perfetto. Cioè caratterizzato da un solo partito a destra uno solo a sinistra. Sin d’ora questo progetto è stato bocciato dagli Italiani, che hanno premiato e rinforzato i due partiti coalizzati con i soci fondatori. Inoltre sussiste un area centrista, storicamente presente in Italia, che raccoglie consensi nel mondo cattolico che difficilmente perderà la propria identità basata su valori che difficilmente posso essere rappresentati compiutamente dai due bipoli. Esempio il caso Englaro. Cosa accade nelle nostre parti? Accade che Dell’Utri soffre di penitenza laringoiatrica , per cui non può parlare. A Roma la sua presenza muta da fastidio a molti. Si è per questo scelto porta voce il ragazzo Miccichè. Uno tosto badate bene, uno che io riesco persino a stimare per la sua capacità di rivoltare dal torpore melassico una classe politica Siciliota davvero pessima. Dell’Utri intuisce che Roma diventa ormai infrequentabile dal Palazzo, e Gianfranco ha una delega potente ma di fatto spuntata dai temperamatite di Tremonti, Calderoli e Draghi.

    Allora da grand commis intuisce che il suo personale introito lo si riscuote stuzzicando i soloni del PDL che alla Lega consentono di dettare le linee programmatiche della politica nazionale. Come? Con la suggestione di creare un antagonista al nord. E la suggestione già comincia camminare in altre teste meridionali. Bassolino per esempio, che se dal lato sinistro si ritrova nelle medesime condizioni di Dell’Utri. Rifrequentare il Palazzo dal quale è stato estromesso. Vendola che non ha mai avuto una casa tutta sua e che spera di metterla su, per quel disegno utopico di rinascita di una sinistra rappresentativa delle classi deboli che in Italia in fondo sono maggioranza ( ah se gli schiavi potessero contarsi! ). Miccichè è la voce di dell’Utri ma di suo riteneva che Lombardo e qualche desinistrato potessero con slogans autonomistici decuffarizzanti conseguire, attraverso il potere derivante dalla nomina diretta del Presidente, identico risultato. Fallito miseramente Miccichè( elezioni locali perse su quasi tutti i fronti) è tornato a fare il portavoce rilanciando l’idea del partito del sud. Voi ritenete che un Berlusconi anni 90 avrebbe permesso questo? Il crollo dei voti, oltre a tante altre nobili motivazioni, è da ascrivere solamente al Sottosegretario portavoce che ha giocato con la faccia dei Pidiellini facendoli divenire gli unici bersagli degli scherni dei siciliani che si aspettano di essere Governati. Il Governo continua a latitare perchè? C’entra il partito del Sud? L’immobilismo totale e la crisi aperta al Comune è frutto dell’antimeridionalismo di Tremonti e Bossi? L’immondizia che sommerge le città siciliane hanno a che vedere con il mancato arrivo dei fondi Fas. Un bilancio regionale vorace che quadruplica in un anno le spese correnti è da attribuirsi al federalismo fiscale voluto dalla lega e votato da Lombardo?

    Miccichè mi piace. Gli auguro di parlare bene e di agire altrettanto bene. Magari uscendo da subito dal PDL e lasciando la carica di Sottosottosegretario. Bossi non fondò la Lega occupando ruoli in Forza Italia!

    Una recente canzone dei Negrita la dice lunga sul futuro: nessun futuro, nessun futuro…… e palesa la condizione dei giovani di oggi ed anche dei meno giovani che rischiano o hanno già perso il posto di lavoro. Comunque, il vero punto è non per chi votare prima di mettere la croce nella scheda elettorale, ma di comprendere se questo gesto che rappresenta nelle parole un diritto e un dovere,serva ancora a qualcosa…….. Personalmente, comincio a pensare che ha una funzione meramente strumentale nei confronti di quello che non azzardo a definire un regime. Facciamo attenzione! Non stò criticando il governo di centro-destra, stò soltanto dicendo che qualsiasi governo che nasca all’interno di questo sistema nasce con queste chiare prerogative,lontane anni luce dai bisogni della collettività…..

    La situazione è, in effetti, angosciante e non me ne vorrete se, rispondendo a una domanda contenuta in questo articolo aggraverò la situazione.
    L’autore (si) chiede: “Visto che la legge sulle intercettazioni non passa e sul lodo Alfano pesa il giudizio della Corte Costituzionale, l’Imperatore avrà quel colpo d’ala capace di sottrarlo alla trappola mortale?”
    E’ in atto una modifica dell’art. 190 del codice di procedura penale, il cui primo comma attualmente recita “Le prove sono ammesse a richiesta di parte. Il giudice provvede senza ritardo con ordinanza escludendo le prove vietate dalla legge E QUELLE CHE MANIFESTAMENTE SONO SUPERFLUE O IRRILEVANTI”. L’excipit messo in enfasi è l’oggetto della modifica (soppressione), conseguentemente – anche ove il lodo Alfano fosse cassato dalla Consulta – basterà che gli avvocati del Cavaliere chiedano l’assunzione di ogni sorta di prova acciocché sia ritardata la definizione della causa sino a finire nelle implacabili fauci della prescrizione.

    Dell’Utri è veramente grande come eufemismo. Del resto se paragonato alla claque dirigente siciliana è un gigante. Ma è chiaro che la claque è formata da puffi.
    Puffo Presidente senator ,
    Puffo Ministro guarda e copia testi di legge,
    Puffa Ministra papera,
    Puffo Verde Pistacchio (con un po di giallo torna blu!),
    Puffo Anti Anticiancimino,
    Puffo Diego de la Topa
    Puffo Rifiuto Dentista
    Puffo Viagra Farmacista
    Puffa Velina Certosina
    Puffo Nano dei Nebrodi
    Puffo Fuori coma
    Puffo Gratta e sniffi
    ecc. ecc.

    Ma insomma si può sapere quanto guadagna l’avvocato Armao, lo sponsorizzato da Misuraca? Il presidente della Regione tanto per fare un regalo ai poveri operai disoccupati della Fiat non potrebbe pubblicare la cartella delle tasse di questo potentissimo assessore? Questo regalo lo aspettano tutti, e non solo i disoccupati della Fiat. Lo aspettano in particolare modo i palermitanio che a causa dell’immondizia saranno costretti tutti a pagare più tasse dell’Irpef. Ma se l’Amia non avesse pagato tante vergognose parcelle all’avvopcato Armao le perdite sarebbero state minori e pure le tasse. Armao, il consulente meravigliao. Come il cacao.

    CHE BELLO …!! FINALMENTE .. QUALCUNO HA AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE COME STANNO LE COSE .. DOPO CHE HO LETTO L’ARTICOLO SUL CORRIERE DELLA SERA , MI CHIEDEVO COME MAI NESSUN GIORNALISTA AVEVA TRATTO LE CONCLUSIONI CHE HA TRATTO IL DOTTOR SOTTILE . ED A DIRE IL VERO LA COSA MI E’ SEMBRATA AL QUANTO INQUIETANTE … COME MAI TUTTO QUESTO SILENZIO DA PARTE DEGLI ORGANI DI STAMPA SU FATTI COSI IMPORTANTISSIMI ??? MENO MALE KE C’E’ IL DOTTOR SOTTILE .. IL QUALE HA SAPUTO DITINGUERE I PUPI DAL PUPARO .. GRAZIE

    Caro dottor Sottile lei scrive bene anzi benissimo però deve essere più chiaro. Altrimenti, visto che siamo in Sicilia, potrebbe essere omertoso. Chi sono i duri e puri del governo Lombardo che fanno tanti applausi al sicilianista Dell’Utri? I due magistrati che sono entrati nella giunta, cioè la dottoressa Chinnici e il pubblico ministero Massimo Russo? Sia chiaro a tutti che questi coraggiosissimi antimafiosi sono nel governo per garantire la moralità e l’eticità della politica. Se poi nella politica c’è Dell’Utri a loro non interessa niente. Quella cosa lì interessa solo a Miccichè.

    Sono una precaria e lavoro in una assoociazione che ogni volta per avere una lira dalla Regione è costretta a stare mesi e mesi con il cuore in gola. Sentire che nel governo della Regione ci sono assessori che guadagnano 300 mila euro per una pratica dell’Amia, la società della spazzatura, è un’offesa ai sicIliani onesti che non riescono neppure a guadagnarsi il pane e non sanno come mantenere i figli. VERGOGNA LOMBARDO… VERGOGNA MICCICHE’..E.. VERGOGNA ARMAO!!!!!

    Sono un giovane catanese del Mpa e debbo dire che il dottor Sottile scrive benissimo però è poco informato. L’avvocato Armao Meravigliao non è sponsorizzato dal palermitano Misuraca ma dal senatore Giovanni Pistorio, tanto è vero che la più cara amica di quest’ultimo lavora dentro lo studio di Armao e presenta pure lei alla pubblica amministrazione parcelle d’oro come il titolare. Questa cosa il presidente Lombardo l’ha saputa e si è molto innervosito. Infatti quando ha dato l’assessorato dei Beni culturali ha preferito puntare sull’onorevole Lino Leanza anzichè sull’uomo indicato da Pistorio. E questo significa che anche dentro l’Mpa purtroppo cominciano a nascere le correnti. Io sono d’accordo con il presidente Lombardo. Pistorio che già come suo uomo in giunta ha in maniera occulta l’assessore Armao, voleva mettere le mani in maniera esplicita pure sui Beni culturali. Davanti al potere questi signori non hanno nemmeno il senso del limite. Ma il presidente Lombardo sa chi sono quelli corretti e quelli insaziabili.

    Caro signor autore dell’articolo,
    lasci perdere “l’applauso sghembo e scellerato dei mafiosi” dato agli indipendentisti siciliani, poichè lei sa benissimo che a ricevere l’applauso sghembo e scellerato dei mafiosi sono stati tutti i partiti politici nazionali, di destra e di sinistra, che in Sicilia hanno mantenuto sempre un potere succube delle segreterie romane, a loro volta agli ordini dei VERI poteri forti – massonici – del centronord.

    Di quali poteri forti al Sud parla quando, da sempre, la politica espressa dai parlamentari meridionali è stata costantemente all’insegna dell’ascarismo più abbietto e a favore degli interessi padani.

    Se lei non conosce bene la storia del Popolo Siciliano le faccio presente che i movimenti di affrancamento in Sicilia hanno avuto sempre una componente popolare importantissima se non decisiva e l’idea di un eventale partito che difenda finalmente gli interessi del Sud, le assicuro che è molto sentita dalle nostre parti.

    Lasci perdere quindi la facile l’ironia e si concentri invece a conoscere le istanze di libertà del Popolo Siciliano che hanno fatto storia durante gli ultimi mille anni.

    per siciliano,perfettamente d’accordo…….manca la scintilla al nuovo vespro

    Viva Santa Rosalia e viva il dottor Sottile. Finalmente uno che ha il coraggio di dire chi è il grande burattinaio di questo disastro. Qui hanno fatto un governo che non può governare perchè, come dimostra la legge sugli aiuti alle imprese, non c’è una maggioranza. Insomma hanno fatto un governo solo per spartirsi poltrone e consulenze e per dare un altro incarico al professore Gianni Puglisi che di incarichi ne ha già ventisette già tutti stipendiati dal denaro pubblico. Nel mentre le imprese e la Sicilia tutta muoiono. Mi domando una sola cosa. Dove sono quelli della sinistra che dicono di difendere il popolo? Dovrebbero occupare l’aula dell’Assembblea per protestare contro lo scandalo delle parcelle all’avvocato Armao e anche per il fatto che i due magistrati della giunta, Chinnici e Russo, non si accorgono nè del potere di Dell’Utri nè del potere massonico… e invece Cracolici tiene bordone a Miccichè. Vorrei sentire che cosa pensa Rita Borsellino. E’ anche lei è d’accordo con Dell’Utri, Puglisi, Armao e Miccichè? Ce lo faccia sapere a noi che l’abbiamo sempre sostenuta.

    Ma è possibile portare avanti un disegno ambizioso con questi personaggi alla Lombardo e alla Miccichè. Care Dott.Sottile a mio parere questo è il canto del cigno.

    Prego il direttore di questo bellissimo quotidiano on line di girare la seguente domanda alla signora Borsellino. Gentile onorevole Rita Borsellino, quando il suo partito voleva inciuciare con Cuffaro Lei ha detto giustamente che “non siamo la stessa cosa”. Ora che Cracolici inciucia con Miccichè e fa finta di non sentire e di non vedere gli scandali del nuovo governo, vorrei sapere se siete la stessa cosa con Miccichè, con Armao, con Puglisi e con Pistorio. La risposta, mia cara onorevole, dovrebbe essere semplice. Se non arriva significa che anche la vostra antimafia si è iscritta al partito di Dell’Utri.

    Insomma a chi appartiene questo Armao? Il presidente Lombardo dice che è stato segnalato da Misuraca: Però secondo la voce dell’Mpa è diviso a mezzadria tra Misuraca e Pistorio. Le sue parcelle invece dicono che ha lavorato per mmigliaia e migliaia di euro con il sindaco Cammarata e anche con Simona Vicari, sindaco di Cefalù. E siccome Cammarata e la Vicari sono a disposizione di Schifani si capisce che Armao tira qualche lira da quella parte. Al tatro Massimo però lo ha messo Miccichè e dunque… Insomma la mia impressione è che questo personaggio prende per i fondelli tutti quanti e che alla fine l’unica cosa che GLI interessa è ricevere consulenze da tutte le parti, destra sinistra e centro. E poichè ha guadagnato con la pubblica amministrazione UNA MONTAGNA DI SOLDI Lombardo lo premia dandogli pure un assessorato. Ma perchè non ve ne andate tutti a casa? TUTTI… Ma ai DISOCCUPATI e ai PRECARI chi ci pensa, Armao meravigliao?

    Molto lucido l’articolo del Dott.Sottile, che apre però le riflessioni, insieme ai commenti seguenti, sulle sorti della Sicilia, sempre più affidata a politici che per convenienze intrinseche o no alla politica, nominano o fanno nominare uomini loro vicini, non per competenza, non per capacità, ma per simpatia e convenienza politica.
    La Sicilia deve assolutamente svincolarsi dalle grinfie di chi per tutelare se, i suoi uomini e il suo governo, chiama in causa i magistrati, tecnici o velatamente politici,che comunque seppur bravi e responsabili nel loro lavoro di magistrati, nulla hanno a che fare con le deleghe loro assegnate.
    Dobbiamo svincolarci da chi, nella speranza di ottenere le briciole, attraverso gli apparati di governo, sostiene in maniera implicita o meno, un governo che invece dovrebbe avversare, per come non è in grado di rappresentare ne la maggioranza che l’ha eletto ne l’assemblea che con la quale dovrebbe rapportarsi.
    Dobbiamo svincolarci da chi ha chiesto ed ottenuto il consenso dei siciliani in nome dell’autonomia e poi autonomo non è, ma anzi decide le linee guida del suo governo a Roma e non in Sicilia, dimostrando che l’autonomia di cui parlava era rispetto ai siciliani stessi che l’hanno eletto.
    Infine dobbiamo sbarazzarci di chi, nonostante abbia scelto tanto tempo addietro di non vivere i territori siciliani, ma di trasferirsi a Roma e a Milano, adesso va cercando, per meri motivi politici e interessi, che non so definire se personali o meno, di riscattare il suo ruolo nei confronti della Sicilia e dei Siciliani, incurante però che il suo stesso partito e i suoi alleati, l’interesse dei siciliani non fanno, drenando risorse al sud per portarle al nord, lasciando però al sud l’arretratezza e la disoccupazione degna di chi ha avuto nell’assistenzialismo il suo massimo concetto di riferimento.
    Il vero articolo che i giornalisti dovrebbero scivere non è quello su Miccichè che dichiara che ha sempre avuto e avrà sempre dietro di lui Dell’Utri, ma dovrebbero andare da Dell’Utri a chiedere cosa ha intenzione di fare, chi c’è dietro di lui, se lui è disponibile e crede al Partito del Sud, cosa rappresenterebbe per lui e per i suo amici tale partito, se Berlusconi infine è al corrente delle sue riflessioni su tale partito.
    Mi rendo però conto che difficilmente troveremo tale articolo, perchè alla stampa fa più comodo avere un Dell’Utri amico, che non nemico!!!!!

    Grazie a questo giornale on line per avere intervistato la signora Borsellino, almeno sappiamo che il Pd in teoria non può fare inciuci nè con l’ala di Cuffaro nè con l’ala di Miccichè e dell’Utri. Non si capisce bene però che cosa pensa la signora Borsellino dei due magistrati antimafia che fanno gli assessori nella giunta appoggiata non solo da Dell’Utri ma anche da una trimurti che si muove dietro le quinte ed è composta dalle lobby dell’avvocato Armao, di Gianni Puglisi e dell’ingegnere Bevilacqua. Il primo colleziona consulenze milionarie, il secondo ricopre ventisette incarichi si sottogoverno, anche questi a colpi di milioni, e il terzo amministra tutti gli appalti di lavori pubblici. Mi dispiace ma dalla signora BORSELLINO MI ASPETTAVO DI PIU’ CORAGGIO. Dov’è finito il CORAGGIO di cui ci riempiamo la bocca, cara onorevole BORSELLINO????? Come si Concilia l’Antimafia con queste CRICCHE DI POTERE????

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