Nicastri fa nomi e cognomi: | "Tangenti per 500 mila euro"

Nicastri fa nomi e cognomi: | “Tangenti per 500 mila euro”

Vito Nicastri

Commenti

    Un applauso alla procura di Palermo! Fate pulizia!

    INSOMMA IN REGIONE SICILIA IN MOLTI POSTI STRATEGICI SEMBREREBBE CHE IL PERSONALE SIA POCO SELEZIONATO.

    Ma è lo stesso imprenditore del vento il Nicastri che nel 2008 era rimasto coinvolto anche in operazioni di società maltesi e lussemburghesi con altri soggetti?

    che bel Calderone che si e scoperchiato

    La procura è trapani e Roma ed anche la dda di Palermo trapani

    Non capirò mai cosa si risolve con le rotazionim, oltre a bloccare l’Amministrazione.
    Alla fine se questi signori, anzichè prendere tangenti in quell’Assessorato, erano spostati, averebbero cambiato indole e non sarebbero stati lo stesso criminali prendendole altrove? boh…

    Saliamo in alto, ancora più in alto.
    Grazie alla Procura per l’eccellente lavoro

    Visto il quadro desolante composto da disonesti di ogni tipo che gestiscono le Istituzioni più alte , la dove invece, si dovrebbero garantire il rispetto delle leggi ed il progresso della società non potremmo aspirare che si nominasse una squadra di Uomini seri come Scarpinato, Bertone, De Lucia, Zuccaro , Patronaggio ecc.ecc.ecc.per la gestione della cosa pubblica all’insegna della trasparenza e del rispetto delle regole?
    Non è arrivato il momento di mettere da parte disonesti, affaristi, cose inutili scaldapoltrone e anche ponzi pilati?

    Personale poco selezionato? Altro che poco selezionato, certo personale è selezionato proprio “ad hoc”, altrimenti non avverrebbero tante cosette, capito mi hai?

    Confiscate tutti beni anche dei familiari riconducibili a loro e lasciarli marcire neille patrie galere x sempre solo così il malaffare potrà essere sconfitto.

    bene bene…fali tutti i nomi …pure di assessori decaduti e in carica!

    Alla regione c è il magna magna oltre al parassitismo…altro che divano con il reddito di cittadinanza…negli uffici della regione si dorme direttamente ed Hanno un bel reddito di cittadinanza…che dura a vita fino alla pensione…quindi investimenti tutti a debiti!

    La cosa che mi fa più rabbia è che se un professionista serio ha un progetto in questi assessorati e non ha “padrini” perché non ne cerca , può attendere anni e anni per avere una autorizzazione , andando incontro a centinaia di problematiche sollevate da questi solerti e preparatissimi funzionari e dirigenti……
    La verità è sempre quella e cioè che la burocrazia è un toccasana per il malaffare, per la mafia, per i delinquenti.
    È tutto il mondo è paese, cioè come accade in Sicilia accade in Lombardia, la differenza è che da noi c’entra sempre la mafia , al nord l’associazione a delinquere è di tipo semplice.
    Va spezzata questa catena di contatti , di rapporti, si potrebbe inventare, per esempio,lo stesso metodo che si usa per gli esami degli avvocati; i compiti svolto dagli aspiranti avvocati di PALERMO o Catania o Caltanissetta li corregge una commissione istituita in un altra regione d’Italia che chiaramente varia d ogni concorso. Ecco le pratiche autorizzative della Regione Siciliana potrebbero essere autorizzate dalla regione Toscana e viceversa. Cambiando ogni anno lo scambio tra regioni. Del resto non vi é mai alcun sopralluogo da fare e i vari documenti da analizzare, tipo carte dei vincoli o PRG dei comuni interessati al progetto , si trovano regolarmente On line.
    Immaginate il panico ……correre da una regione all’altra , istituire rapporti preparare mazzette , insomma direi qualche difficoltà la creerebbe questo sistema.
    Ma non sono fiducioso che al di là della mia idea qualcuno voglia trovare una soluzione .

    con vittorio concordo: il personale che rispetta ed applica la legge difficilmente raggiunge i posti apicali della regione

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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