Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


una bella condanna tutta da scontare in galera sarebbe corretta, anche il personale della sanità suppongo sia equiparato a incaricato di servizio pubblico, galera per tutti gli aggressori.
PALEMITANO? adottato da palermitani, e’un turco e pure comunista
rapina + lesioni personali aggravate + minaccia e violenza a Incaricato di Pubblico Servizio + porto illegale di armi o oggetti atti ad offendere + interruzione di pubblico servizio = una settimana di carcere e forse neppure quella, dipende dal giudice.
Pure
Se si continua a legiferare , con previsione di pene leggerissime , e questo produce
fra chi delinque , la certezza dell’ impunità , hanno poco da fare i giudici , costretti
ad applicarle , e i cittadini continueranno ad essere sfacciatamente vessati .
In un momento in cui la delinquenza là fa’ da padrona , i governanti hanno il dovere
di correre ai ripari , leggi a questo punto pesantissime , sono l’unica strada . Solo
così non diventerà conveniente il delinquere .