"Non basta dire 'no' ai rientri| Musumeci affronti il problema"

“Non basta dire ‘no’ ai rientri| Musumeci affronti il problema”

Commenti

    Bravo , il momento di trovare una soluzione è davvero arrivato!

    Il problema si affronta mandando chi arriva in albergo, sottoporlo a tampone e tenercelo fino a quando non risulta negativo

    Bene Lupo, parole ragionevoli e democratiche.

    Bene Lupo, parole sagge e democratiche

    Solo parole.il sig. Lupo invece di parlare a vuoto perché non prospetta lui qualche idea in merito in un clima di collaborazione non per Musumeci ma per la Sicilia intera . Ma questa sicuramente è utopia

    I nostri figli sono rimasti lontani per correttezza, in attesa della seconda fase, adesso viene loro negato il diritto di raggiungere la propria casa e la propria famiglia. Cosa hanno fatto di male questi giovani cui viene negato il lavoro nella propria terra, che stanno rischiando la vita al nord ed adesso negato anche il ritorno a casa?

    Dovete rimanere fuori! Questa non è piu la vostra terra! Prima faceva schifo e non offriva nulla, ve chi dice che la Sicilia non gli sta stretta! Rimanete nel civilissimo e ricchissimo nord!

    Eh lupu lupu……

    È giusto fare rientrare i siciliani che si trovano fuori sede, non si può impedire il rientro a noi poveri siciliani. Non è il modo perfetto per combattere la pandemia. Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI