CATANIA – “E’ stata la madre a convincere l’omicida a confessare”, il procuratore capo di Catania Michelangelo Patanè conferma, nel corso della conferenza stampa in Procura, quanto già trapelato ieri dopo il fermo di Paolo Cartelli per l’omicidio di Maria Ruccella. Ma i carabinieri della Compagnia di Giarre e del Nucleo Investigativo di Catania, con il fondamentale supporto dei Ris di Messina e dei Sis di Catania, erano già sulle tracce dell’assassino. “La confessione resa ha trovato totale e immediato riscontro negli accertamenti compiuti dai carabinieri – prosegue Patanè – in particolare dei Ris di Messina che, sui frammenti di vetro della bottiglia usata per uccidere, ha riscontrato le impronte dell’uomo. E’ allarmante che un soggetto di 36 anni uccida una povera donna che conosceva per recuperare un credito di 10 euro maturato per aver raccolto della legna”.
Paolo Cartelli non ha precedenti penali, solo uno di polizia per un tentato furto. A fornire supporto alle indagini anche le articolazioni dei Ros di Catania e Palermo e il Reparto Crimini Violenti di Roma. “L’assassino conosceva bene la vittima – spiega il sostituto procuratore di Catania Pasquale Pacifico, titolare delle indagini – Il fatto che l’uomo sia fuggito attraverso una porta secondaria dimostra che conosceva bene lo stato dei luoghi. Spesso si era recato a casa della donna per compiere piccoli lavoretti. Mi preme sottolineare l’ottimo lavoro svolto dall’Arma dei carabinieri in sinergia con la Procura. E’ stato davvero uno sforzo investigativo massiccio – prosegue – portato avanti nelle primissime ore dopo l’omicidio. Anche perché questo tipo di delitti, se non si risolvono entro le prime 48 ore, diventa poi difficile venirne a capo”.
I nastri dei sistemi di videosorveglianza, acquisiti immediatamente dai carabinieri, avrebbero fornito ulteriori riscontri al racconto del reo confesso, su quanto accaduto anche prima e dopo l’assassinio.
Una certificazione medica rinvenuta in casa dell’omicida evidenzierebbe un lieve ritardo mentale dell’uomo. “E’ prematuro stabilire adesso se sarà compiuta una perizia – dice ancora Pacifico – Posso solo dire che durante l’interrogatorio è stato molto lucido. Ha risposto a tutte le domande che gli sono state fatte, ha ricordato anche dettagli estremamente piccoli rispetto alla ricostruzione del delitto. Quindi al momento non abbiamo elementi per ritenere che ci siano stati problemi di questo genere”.
Probabilmente domani si terrà l’udienza di convalida davanti al gip. Nel pomeriggio intanto, nell’ospedale Cannizzaro di Catania, sarà eseguita l’autopsia sulla salma della 75enne.

