Omicidio Velardi, 3 indagati |"Nessuna svolta, ma atto dovuto" - Live Sicilia

Omicidio Velardi, 3 indagati |”Nessuna svolta, ma atto dovuto”

Dietro l'iscrizione nel registro degli indagati di tre persone, tra cui il figlio di Maria Concetta Velardi Fabio Matà, ci sarebbe solo una procedura stabilita dalla legge per compiere accertamenti irripetibili. L'avvocato Lipera convoca una conferenza stampa.

l'inchiesta
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CATANIA – “Si tratta di una procedura stabilita dalla legge. L’iscrizione nel registro degli indagati è stata fatta in considerazione degli accertamenti svolti dalla Squadra Mobile  e anche per il proseguimento delle analisi scientifiche che sono in atto. Non c’è nessuna pista privilegiata e nessuna svolta nelle indagini dell’omicidio di Maria Concetta Velardi”. Il commento alla notizia riportata oggi sul quotidiano La Sicilia arriva direttamente dagli inquirenti che si stanno occupando dell’inchiesta per far luce sul delitto della vedova Matà uccisa barbaramente al cimitero di Catania lo scorso 7 gennaio. Tra i nomi iscritti nel registro degli indagati il figlio Fabio Matà e due uomini, che sarebbero stati nella zona del camposanto, secondo alcune testimonianze raccolte, quel maledetto pomeriggio.

Insomma il provvedimento, secondo quanto asseriscono gli stessi investigatori, è stato notificato qualche settimana fa per permettere alla polizia scientifica di Palermo di eseguire diversi test, tra cui le analisi del dna su quel ciuffo di capelli trovato nelle mani della vittima, come già LiveSiciliaCatania aveva scritto il 29 gennaio scorso durante il sopralluogo dell’ex generale dei Ris Garofano ingaggiato dai legali di Fabio Matà per le indagini private. Il figlio di Maria Concetta Velardi è stato più volte sentito dal sostituto Giuseppe Sturiale, titolare dell’inchiesta assieme al procuratore Giovanni Salvi.

Non si fa attendere il commento di Giuseppe Lipera, difensore di Fabio Matà: “Il mio assistito – dice il penalista all’Ansaè indagato, assieme ad altre due persone, ma è un atto dovuto, a tutela degli iscritti nel registro notizie di reato, per compiere accertamenti irripetibili, e anche difensivi, come prevede la legge. Non escludo  – osserva l’avvocato Lipera – che possa emerge il coinvolgimento di una donna, tra le potenziali sospettate dell’assassinio della povera Maria Concetta Velardi, il convincimento è maturato sull’analisi di elementi emersi finora”. E su questo punto Lipera va all’attacco e annuncia una conferenza stampa per domani mattina alle 10,30: “Ci costringono a scendere sul piano mediatico? Accettiamo la sfida non avendo nulla né da temere né da nascondere. Le tracce di chi, e non a caso usiamo questo lessico: ‘chi’, ha ucciso Maria Concetta Velardi – conclude il legale – esistono”.


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Commenti

    Certo che costringere Lipera a “scendere sul piano mediatico” deve essere stato arduo.

    Si si certo, atto dovuto! La parole del fratello della vittima, intanto sono un macigno. Non vuole sapere il nome dell’assino perchè lo scandalo sarebbe troppo. Già! Povera donna, riposa in pace.

    Molto arduo, stento a crederci….

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