PALERMO – Il movente resta oscuro, la scena drammatica. “Sono stato io ma non sono lucido. Sono sotto l’effetto di cocaina e alcol”, racconta Giovanni Bruno Madonia mentre confessa ai poliziotti di avere assassinato Vito Petrigno.
Al momento il ventitreenne (che ha diversi precedenti penali, i più gravi per tentata estorsione ai danni di una parente da cui pretendeva del denaro e resistenza a pubblico ufficiale), non vuole aggiunge altro. “Ora sono confuso“, spiega. Riferisce del suo abituale consumo di droghe. La sera prima dell’omicidio c’era andato giù pesante.
Dichiarazioni da verificare. Una cosa è certa: Madonia confessa di avere assassinato brutalmente il suo vicino di casa. Una conclusione a cui erano già giunti gli investigatori della Mobile che lo hanno rintracciato e fermato poco dopo il delitto a casa di un amico.

Omicidio a Palermo, la ricostruzione
Madonia stamani è sceso dall’abitazione dove vive con la madre nel condominio di via Papa Giovanni XXIII a Bonagia. È lo stesso palazzo della vittima. Aveva premeditato l’omicidio del commerciante di scarpe o è stata una decisione estemporanea dopo averlo visto? Un piano di morte o un raptus di follia? Lo ha sorpreso mentre l’uomo stava sistemando delle cose nel garage assieme alla moglie. Uno, due, tre e forse più colpi con un coltellino che porta sempre con sé affondato con violenza.
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Un’azione repentina che ha sorpreso i coniugi. La moglie, ancora sotto shock, non lo ha visto arrivare. Poi, il lago di sangue e la chiamata al 118. I sanitari hanno provato a tenerlo in vita, ma le coltellate alla schiena non gli hanno lasciato scampo. È morto sotto gli occhi della moglie. Aveva 69 anni.
Perché tanta rabbia? È il tema delle indagini della Procura della Repubblica. Ci sarebbero state delle precedenti liti. Il pubblico ministero Valentina Draetta sentirà di nuovo l’indagato per omicidio volontario, in presenza del suo legale, l’avvocato Rosa Maria Salemi. Nel frattempo Procura e polizia lo hanno fermato.




