"Ora Sicilia? 'Scappati di casa' |La Lega è distante da Musumeci" - Live Sicilia

“Ora Sicilia? ‘Scappati di casa’ |La Lega è distante da Musumeci”

Stefano Candiani: "Potevano volerci in giunta subito. Ora dico 'accà nisciuno è fesso'. Perché stare in una coalizione con Miccichè?".

L'intervista
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PALERMO – Altro che asse di ferro tra Lega e musumeciani. Stefano Candiani, plenipotenziario di Matteo Salvini in Sicilia, boccia l’operazione che ha fatto nascere all’Ars un gruppo di deputati eletti qua e là che si affianca a quello di Diventerà Bellissima. E si dice non interessato alle alchimie della politica e ai giochi da “scappati di casa”. Il leghista chiede piuttosto una svolta sui contenuti, esprimendo un giudizio poco lusinghiero sull’efficacia dell’azione della Regione. E bollando come tardive le “strizzate d’occhio” di chi cerca la Lega solo oggi che il Carroccio è così forte.

Senatore Candiani, l’adesione di Tony Rizzotto a Ora Sicilia gli è costata l’allontanamento dalla Lega. Ci siete rimasti male?

“Premesso che era marcato a uomo da parecchio tempo…”.

Da chi?

“Da me. Indubbiamente la sua attività politica all’Ars non è stata particolarmente brillante. Detto questo, la sua scelta di aggregarsi con quel tipo di formazione politica formata da ‘scappati di casa’ e da questo tipo di soggetti è quanto di più lontano ci possa essere dalla linea politica della Lega di Salvini. Io sono nauseato da questo continuare a leggere di alchimie, passaggi da una parte all’altra, e non sento invece parlare di programmi e di soluzioni ai problemi”.

Di cosa vorrebbe che si parlasse?

“Invece di parlare di ‘esco ed entro dalla maggioranza’ si dovrebbe ragionare di strade, lavoro, enti locali. Avessi sentito uno che diceva ‘entro o esco perché non si sta facendo questo o quello’, sarebbe stato almeno dibattito politico. Invece è tutto fatto in funzione di equilibri, geometrie e sono cose che fanno male alla Sicilia e diventa tutto autoreferenziale”.

Resta il fatto che non avete più un rappresentante all’Ars.

“E chi se ne frega: averlo o non averlo era uguale per quello che faceva. Voglio parlare di programmi non di entrare o non entrare in giunta, trovo sconcertante che sindaci si rivolgano al governo centrale perché non cercano neppure le risposte alla Regione”.

Le è capitato in prima persona?

“Guardi, l’altro giorno avevo qui un sindaco siciliano che mi ha portato tutta una serie di problemi, dalle strade all’agricoltura, o la stabilizzazione dei dipendenti. E a proposito di quest’ultima mi dice: ‘come farò a farlo quando finirà il contributo regionale?’. Gli ho chiesto: ‘ma ne avete parlato con la Regione?’. Mi ha risposto di no, sconsolato, ‘perché a Palermo i problemi restano problemi!’. C’è un livello regionale che si sta occupando da troppo tempo di problemi politici ed equilibrismi distraendosi dai problemi della gente”.

Ma Musumeci e il suo movimento sono l’interlocutore naturale della Lega in Sicilia o abbiamo capito male?

“Ancora una volta stiamo parlando di alchimie e fusioni a freddo. Io dico: tu ti presenti a me con quali programmi, quali idee? Perché io dovrei avere interesse a stare in una maggioranza in cui c’è un Micciché che un giorno sì e uno no insulta Salvini, anzi ora sta zitto ma perché gli è stato imposto”.

Mi pare che quanto lei dice allontani l’ipotesi di un vostro ingresso in giunta.

“Non mi interessa entrare in questa amministrazione regionale. Musumeci poteva coinvolgerci quando la Lega gli ha consentito di vincere le elezioni regionali. Adesso che la Lega ha il 20 per cento in Sicilia e ci sono le strizzate d’occhio, dico in napoletano ‘accà nisciuno è fesso’”.

Per ora le istituzioni regionali sono scosse dall’indagine su Nicastri e Arata, che ha lambito anche il governo nazionale. Che idea vi siete fatti di questa vicenda? C’è una permeabilità delle istituzioni che desta allarme?

“È una cosa di cui non mi sono occupato. Ci sono indagini della magistratura che devono fare il loro corso, ed è bene che ci siano per dare risposte ai cittadini”.

Senta, ammesso che il centrodestra ci sia ancora, quali priorità dovrebbe avere in Sicilia secondo lei?

“Il centrodestra è superato ormai come categoria. Ci si trova con Miccichè che strizza l’occhio continuamene al Partito democratico. Chi con me non vuole parlare di programmi non perda tempo”.

Un programma c’era, vi avete aderito anche voi sostenendo Musumeci.

“Sì, ma mi sento distante da come si stanno sviluppando le linee politiche regionali. Mi sembra che il dibattito sia abbastanza distante dai problemi veri della Sicilia. Forse è il caso di cambiare qualcosa”.


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