Orlando, bluff del modello Palermo | Civismo buono per prendersi il Pd - Live Sicilia

Orlando, bluff del modello Palermo | Civismo buono per prendersi il Pd

Dopo avere disprezzato i Dem, ecco l'adesione del sindaco. Tutto previsto da tempo?

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PALERMO – Il giorno della sua vittoria, dentro il calice del brindisi cadde una goccia di veleno. Che Leoluca Orlando sputò subito contro la giornalista di La7 e il direttore Enrico Mentana che avevano “osato” associarlo al Partito democratico. “Ma quale Pd?” protestò il neo-ri-sindaco. Ma quale Pd? È proprio questo il punto. Perché in effetti, in occasione delle amministrative palermitane, quel partito aveva persino deciso di tenere nello sgabuzzino il proprio simbolo. Il proprio nome. Confondendo storie e tradizioni con quelle degli alfaniani, ossia degli ex berlusconiani.

Ma quale Pd? Protestava Orlando. Sventolando sotto il naso dei palermitani e poi – via tubo catodico – sotto quello degli italiani, l’esempio vincente del “civismo”. “Il mio partito è Palermo”, ribadiva. E ribadisce anche oggi, come se nulla fosse successo.

E invece, il passaggio di Leoluca Orlando e fedelissimi al Pd, suona proprio come una sterzata secca, per immettersi contromano rispetto alla coerenza. Anzi no. Meglio mettere da parte il richiamo peloso alla coerenza, ma quantomeno difendere quello alla memoria. Non quella storica, lontana e sedimentata. Ma quella dei fatti dell’altroieri, che suonerebbero come qualcosa di assai vicina all’attualità, se tutto non fosse macinato velocemente dalle esigenze della realpolitik.

Insomma, mentre Leoluca Orlando, nei minuti dell’annuncio, saluta il segretario palermitano del Partito democratico, forse bisognerebbe ricordare i recentissimi trascorsi tra il primo cittadino e il faroaniano Carmelo Miceli. A metà del 2016, ad esempio, il segretario cittadino parlava di “una sceneggiata che a Palermo va in onda da più di 30 anni”. Sarebbero trentadue, adesso, stando al racconto del politico Dem. Il protagonista, ovviamente, era Orlando che pochi giorni prima aveva a sua volta accarezzato il partito di Miceli: “Il Pd ha perso il consenso, chi si allea con loro perde il consenso”. Evidentemente, qualcosa da allora è cambiato.

Eppure, in quei giorni lo stesso Miceli, segretario Pd legato a Davide Faraone, parlava di “uno schema già visto, trito e ritrito per certi versi politicamente patetico. A differenza delle puntate precedenti, – assicurava Miceli nell’autunno del 2016 – chi ha mal governato la città relegandola agli ultimi posti di tutte le classifiche è Orlando stesso, non altri”. Insomma, se non fosse ancora chiaro quale fossero le idee del Pd su Orlando, basta voltare poche pagine del calendario: “Palermo e i suoi cittadini, stavolta, – diceva poi Miceli – non sono disponibili a farsi incantare da chi, sulla scena da sempre, ha prodotto solo buone intenzioni e raccolto macerie, e persevera nello spacciarsi per nuovo  Il ‘cavaliere senza macchia né peccato’ Leoluca Orlando. Tra essere nuovo e recitare il nuovismo – concludeva – la differenza è tanta, troppa anche per un abile ma stanco e attempato attore come Orlando”. Cioè il sindaco che ha appena aderito al Pd, grazie anche ai buoni uffici di Faraone. Quel Pd, insomma, che lo stesso Orlando provava a tenere lontano. Del resto, nell’ottobre del 2015 affermava sicuro: “Un candidato che appaia espressione del Pd non ha nemmeno il voto di sua sorella”. Un viatico non proprio incoraggiante, per il suo fedelissimo Giambrone, prossimo candidato nelle liste Dem.

Insomma, tutto portava lì. Al ferreo, inderogabile richiamo al civismo, all’esperienza politica, cioè, che andasse al di là dei partiti. Eccolo, il “Modello Palermo” così vincente da renderlo necessario, imprescindibile anche in vista delle elezioni regionali.

E lì, ecco però emergere altre evidenti contraddizioni, sospetti e ombre. Che anche dentro il Pd erano spuntate, a taccuini chiusi e microfoni spenti: “C’è in atto un progetto per spaccare il Pd, per prendersi il Partito democratico”. Sospetti cresciuti improvvisamente, di fronte al “tonfo” non tanto della “vittima designata” (da Orlando), cioè il rettore Fabrizio Micari, quando nel flop della lista dei territori che avrebbe dovuto esibire i muscoli di un sindaco-politico in grado di farsi valere anche fuori dal comprensorio palermitano. Un fallimento prevedibilissimo se non addirittura congegnato, voluto. Questo pensava qualche big dei Dem, in quei giorni.

Perché di fronte alla possibilità di perdere, era forse più utile “straperdere”. Per vedere calare il valore di alcune (non tutte) azioni del Pd. E poter entrare da socio nobile, in quella cordata del “rinnovamento” e della rottamazione che si fonda su Leoluca Orlando, appunto, e Totò Cardinale. E così è stato. Con tanto di seggi sicuri alle Politiche. Il civismo votato dai palermitani? Dopo sette mesi è già in soffitta. Sette mesi di continua campagna elettorale, in una Palermo soffocata dalle emergenze. Una campagna che ha prodotto un risultato solo, frutto, forse, di un solo fine: quello di prendersi il Pd, dopo averlo disprezzato.

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Commenti

    Palermitani come potete votare due soggetti del genere, Orlando e Giambrone! Della bugia fanno un valore di vita!

    e beh di cosa ci si dovrebbe stupire…il comune è quasi in dissesto il sindaco trova il paracadute ai suoi delfini e lui prepara la fuga, pieno stile orlando. Ogni commento è superfluo

    Avete presente il baratto?
    “Noi del PD ti facciamo nominare “capitale italiana della cultura” quel fallimento totale che è palermo, e tu ti comporti da bravo bambino con il PD”.
    Vi sembra così inverosimile?

    Mai nulla di più vero. Un’analisi impeccabile.
    Il guaio è che la città declina sempre più in basso ma lui riesce sempre a spuntare un premio sicuro per il suo cerchio magico.
    Anziché ripulire la città da cima a fondo contratta poltrone per i suoi fedelissimi.
    Che sindaco passerà alla storia?
    Il sindaco delle chiacchiere!!!

    il più grande pifferaio magico di tutti i tempi…

    E così’ la vecchia volpe ha fagocitato un partito allo sbando, con buona pace di Miceli, Cracolici,
    Faraone etc etc. Poi non ci lamentiamo se i M5s hanno vita facile

    Mi sarei preoccupata di più , se si fossero alleati con partiti , che sicuramente
    alle prossime elezioni avranno una buona affermazione elettorale . Ma lo
    sbarco nella spiaggia del PD , farà sicuramente naufragare tutti . E questa
    volta nessuno tirerà loro un salvagente . Fine di una esperienza , e gli
    elettori ? Troveranno un’altra barca , non risponderanno al richiamo
    della foresta , visto che ora é diventato un cespuglio , causa della siccità .

    non e’ politica ma ingegneria poltronistica senza riferimenti e valori.
    E’ il risultato della rottamazione dei partiti storici e di un rinnovamento fasullo.
    Con la questione morale mai affrontata in PARLAMENTO, si e’ gettato via il bambino con tutta l’acqua sporca.
    Sono guasti difficili da riparare.
    Orlando e’ un democristiano abile e navigato e potrebbe, sfruttando il suo carisma, rianimare un partito democratico che certamente non naviga in buone acque.

    Palermo Val bene una muffa…. Quella del gioco ovviamente! La muffa o tocco veloce che trasformava i giocatori da prede ad inseguitori………. E cari piddioti il Prufissuri si rivela sempre tale nei confronti di chi ne sottovaluta strategie ed arguzie. Senza volermene ma la scuola fa la differenza ed il Prufissuri sà fira. Poi l’elettore farà altro ma questa è un’altra storia

    Quando si tratta di Leoluca Orlando dovete sempre fare una affannosa ricerca del cosiddetto pelo nell’uovo. Vi conviene rassegnarvi e prendere finalmente atto del recente responso elettorale palermitano, ci riuscirete?

    Se fosse un pifferaio magico allora saprebbe suonare bene in quanto 150.000 elettori palermitani lo hanno voluto riconfermare.

    Un articolo troppo aggressivo. La politica offre di meglio ?

    È veramente ignobile ! Ma Orlando non si vergogna dopo le vergogne dette sul Pd e lo stesso PD non si umilia visto che la fonte del disastro voluto alle regionali è stato Orlando. Ma dignità?
    Orlando nel PD per ottenere un mortificante seggio per Giambrone. Basta non ho più dubbi. Io con il PD non avrò mai più a che fare. Vergogna

    o affossarlo definitivamente come ha fatto con il candidato alla presidenza della Regione???

    Apritevi gli occhi,votate 5stelle, sicuramente nn perderete nulla

    L’Italia paese di santi, poeti e “navigatori”.

    Perderanno le elezioni politiche in Sicilia,come persero le regionali.

    Cari palermitani tenetevi orlando stretto stretto ve lo meritate!!!!!!!!!!! e poi tra 5 anni mi raccomando rivotatelo di nuovo. Se potessi prenderei la multa a chi si lamenta di Orlando, è da 30 anni che lo votate e ancora non lo conoscete? Aviti a testa dura ma dura dura!!!!!!!

    @Carlo Ti faccio notare che se non gli avessero cambiato la legge elettorale portando il quorum al 40% non sarebbe stato rieletto. Ha perso quasi la metà dei consensi che aveva avuto negli anni ’90. Se si votasse adesso sarebbe molto al di sotto del 40%

    Se i tuoi capelli sono a posto e indossi belle scarpe, puoi cavartela in ogni situazione.
    [Wenn deine Haare richtig gemacht sind und du gute Schuhe trägst, kannst du mit allem durchkommen].

    Come se si trattasse di un feudo, così il professore dispone a suo piacimento del governo della città, dando qualche osso al cane in cambio di uno strapuntino parlamentare per il suo fedele sovrastante. Direi che se non è accattonaggio politico questo, ditemi voi cosa è. Mah! Peccato, un uomo di una così tale capacità e intelligenza, ridotto così. Che dispiacere!

    In effetti i risultati del responso elettorale sono chiari, cosi come è chiaro che Palermo è una città allo sbando, finita, con un sindaco (o presunto tale) che cerca di piazzare i suoi alle prossime elezioni. Però adesso tutti hanno una certezza: Orlando il sindaco NON lo sa fare. Ci vediamo tra 5 anni, Se resterà qualcosa.

    Attendiamoci la soddisfatta analisi di “palermo è bella”.

    Voi che vi lamentate, spero che non l’abbiate votato. Io no, mai ! Gli altri che lo hanno riconfermato se lo meritano ! Noi no!

    Questo insuperabile maestro del bluff ve lo terrete per altri quattro anni, perchè nessuno lo potrà spostare da lì. Ma poi, palermitani, vi meritate qualcosa di meglio? Per voi Orlando è il massimo.

    Più che sentire ripetere “Palermo resta il mio partito” vedremmo meglio Giambrone convergere su di un collegio accettando la sfida del maggioritario. Sarebbe la dimostrazione pratica del valore aggiunto che Orlando porta al PD.

    Quando si tratta di Leoluca Orlando CASCIO.
    Sono i particolari che vi fregano sempre…

    Sindaco tra una cosa e l’altra fai pulire le strade…

    Resta il suo partito perchè fuori da Palermo non ha voti.

    Lo confermo alla fine una minoranza in questa città.

    Orlando prevalse contro nessuno idem nel 2012,di fatti nel 2007 perse al primo turno.

    Tutti questi che si lamentano per orlando sarei curioso di sapere cosa hanno votato alle scorse comunali. Molto probabilmente non sono nemmeno andati a votare salvo lamentarsi ora fuori tempo massimo per lo sfacelo in cui si trova la città e criticare questo vecchio volpone che da una vita fa solo spot inutili senza mai risolvere nessuno dei problemi strutturali della città, molti dei quali sono stati creati da lui o si sono aggravati con lui. Pietoso lui e chi lo ha votato ma peggio ancora chi avendo la possibilità di votare per un cambiamento è rimasto a casa e non ha votato affatto

    X superare Orlando a Palermo serve gente di peso (Come nel 2007) no giovani con la speranza di un futuro radioso in politica.

    bastava votare per un altro candidato. che fosse ferrandelli, forello o spallitta non aveva importanza. Chiunque di loro avrebbe potuto far meglio della pessima giunta orlando. restando a casa era ovvio che ri-vinceva complice la indegna legge elettorale votata dal pd all’ars!!

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