TERMINI IMERESE – “La Chiesa denuncia una crisi sociale forte. Si è inceppato un meccanismo. E’ crollato un intero territorio”. Padre Francesco Anfuso, l’arciprete di Termini Imerese da sempre a fianco degli operai della Fiat, spiega così le ragioni che hanno indotto i parroci del comprensorio madonita a scrivere ai fedeli invitandoli a scendere in piazza giovedì prossimo per la manifestazione a Termini Imerese a sostegno degli operai, 1.200 persone coperte fino a fine giugno dalla cassa integrazione, poi l’incubo del licenziamento. “C’è un intero comprensorio in ginocchio, i negozi sono vuoti, i commercianti non esistono più, le banche tartassano – dice don Anfuso – c’è chi chiude, chi si rivolge agli usurai”. E aggiunge: “Cerchiamo di aiutare le famiglie come possiamo anche con i soldi delle offerte, ma bastano a malapena a pagare le bollette”. “Li sproniamo alla carità, ad aiutarsi l’un l’altro – prosegue l’arciprete – Sono cristiani, mi occupo di loro, abitiamo nella stessa casa, per questo abbiamo scritto la lettera, per dire che non sono soli”. Padre Anfuso sarà in piazza con gli operai, alla vigilia del vertice al ministero dello Sviluppo economico in programma venerdì. “Ognuno ha il proprio ruolo c’è – afferma – il sindaco, il sindacalista. Tutti concorrono per risollevare la situazione. Io porto la mia testimonianza, non li lascio soli”.
"C'è un intero comprensorio in ginocchio, i negozi sono vuoti, i commercianti non esistono più, le banche tartassano, c'è chi chiude, chi si rivolge agli usurai".
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