Palazzo Barone non è sicuro, Orlando ordina lo sgombero

Palazzo Barone non è sicuro, Orlando ordina lo sgombero

Commenti

    L’ Hotel Patria , in via Alloro è da quasi un decennio , finito , non usato , vuoto , dopo aver speso un bel po’ di soldi
    per recuperarlo , che fa , lo facciamo deperire , senza usarlo , per poi , rispendere altri soldi , per rimetterlo
    in sesto , doveva essere usato per residenza universitaria , ma quelli che dovevano usarlo , si sono già laureati ,
    non siamo alle comiche finali , ma alla finale di una delle della comicità delle istituzioni .

    Azzz, il Servizio sicurezza sui luoghi di lavoro che deve traslocare in quanto ubicato in un immobile a rischio crollo. Così come i Servizi Cimiteriali che funzionano come sappiamo da anni. Davvero non c’è più cosa sentire in questa città sventurata e “visionaria”.

    portali al parco cassarà, chiuso alla comunità ma non ai comunali, ogni giorno sostano centinaia di auto all’interno, vergogna

    Non vi affannate a dare consigli. Orlando il sindaco lo sa fare, troverà lui una ottima soluzione

    Orlando il distruttore di Palermo

    Una cosa ormai è assodata, il nostro prode Leoluca non è proprio fortunato con il settore cimiteriale. L’unica cosa che ormai gli resterebbe da fare come estremo tentativo per invertire la nefasta situazione sarebbe quella di pregare le anime dei nostri concittadini defunti quantomeno per chiedere loro perdono……

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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