Palermo, bancarotta vecchio Bar Alba: tutti assolti

Crac vecchio Bar Alba: imprenditori, avvocati e commercialisti assolti

Non regge l'accusa di bancarotta fraudolenta

PALERMO – Tutti assolti “perché il fatto non sussiste” e società dissequestrata. Non regge davanti alla quinta sezione del Tribunale presieduta da Donatella Puleo l’ipotesi bancarotta fraudolenta per la società che un tempo gestiva gli storici Bar Alba di piazza Don Bosco e a Valdesi.

Bar Alba, gli assolti

Gli assolti sono Giuseppe Caronia (che nel luglio del 2018 fu arrestato, difeso dagli avvocati Ninni Reina e Marco Lo Giudice), un tempo sindacalista della Uil marittimi, nonché padre della deputata regionale Marianna Caronia, e la moglie Susanna Castania (avvocati Marco Lo Giudice e Angelo Mangione); Ermelinda Salvia, commercialista ed ex liquidatrice delle due società che gestivano i bar prima del fallimento (avvocati Daniele Giacalone e Giovanna Garofalo), l’avvocato Marcello Madonia (difeso dagli avvocati Sergio e Mario Monaco), il commercialista Ermelindo Provenzani (difeso dall’avvocato Antonio Sottosanti), Filippo ed Epifanio Arcara (erano difesi dagli avvocati Sergio e Mario Monaco).

Per loro la Procura di Palermo aveva chiesto condanne comprese fra quattro e sei anni di carcere.

Le accuse cadute

Venivano contestate presunte irregolarità prima nel fallimento della società “N. pasticceria Alba”, che nel 2009 aveva acquistato l’azienda e dei rami d’azienda “Bar Alba srl” e “Pasticceria Alba srl”. Irregolarità che sarebbero proseguite nell‘acquisizione da parte della “Apr srl“, gestita da alcuni degli altri indagati (il locale oggi è regolarmente aperto sotto una nuova gestione).

Secondo l’accusa, “gli investimenti fatti dalla Apr con le risorse fornite dalle socie e da Caronia, non avevano portato alla formazione di nuovi bar con nuove insegne, nuovi marchi, nuove maestranze, nuove sedi, beni strumentali del tutto nuovi”.

La curatela fallimentare si era costituita parte civile chiedendo la condanna degli imputati anche al risarcimento dei danni per una somma non inferiore a 4,5 milioni di euro.

Con il fiato sospeso fino ad oggi c’erano più di ottanta dipendenti in servizio nel bar storico di piazza Don Bosco attualmente gestito da Caronia. Caronia era imputato come presidente della società Apr, mentre Provenzani, i fratelli Arcara e Marcello Madonia erano i consiglieri di amministrazione della società (nella fase delle indagini preliminari erano stati raggiunti dalla misura cautelare dell’interdizione dall’esercizio della professione).

Marianna Caronia esprime la sua “felicità mista a rabbia e tristezza, perché oggi si chiude finalmente un capitolo doloroso per la mia famiglia, che ha subito un attacco gravissimo ed ha vissuto un dolore che non si cancella certo con la sentenza di assoluzione. Siamo felici anche per tutti quei dipendenti il cui lavoro è stato messo a rischio ma che non hanno mai smesso di credere nella correttezza del nostro operato.”


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