Berlusconi, le stragi, l'orologi di lusso: Brusca racconta VIDEO

Le stragi, Berlusconi e l’orologio da mezzo miliardo: Brusca racconta VIDEO

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La voce del boss pentito in aula

Le stragi del 1992 e del 1993, i rapporti fra i mafiosi e Silvio Berlusconi, il pizzo e l’orologio del Cavaliere che valeva mezzo miliardo di lire di cui gli parlò Messina Denaro. Il padrino di Castelvetrano lo avrebbe saputo da Giuseppe Graviano, stragista di Brancaccio, il quale gli riferì di averlo visto al polso di Berlusconi durante un incontro.

Ecco i racconti di mafia dalla voce di Giovanni Brusca, sentito come testimone durante il processo in corso a Firenze che vede imputato Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna, imputato di calunnia nei confronti del conduttore tv Massimo Giletti. Il passaggio, registrato dal prezioso lavoro di Radio Radicale, riguarda le domande del pm Leopoldo De Gregorio sui rapporti intrattenuti con la politica da Cosa Nostra.

Giovanni Brusca l’anno scorso è tornato ad essere un uomo libero. Dal 2021 era in libertà vigilata. In carcere c’è rimasto 25 anni (era stato condannato a 30 anni ma come tutti i detenuti ha goduto dello sconto per la buona condotta), nel 2021 la scarcerazione per fine pena. Oggi ha 69 anni.

Capomafia di San Giuseppe Jato, mandamento in provincia di Palermo, fedelissimo di Totò Riina, Brusca scelse la strada della collaborazione con la giustizia, ammettendo, tra i tanti omicidi commessi, il suo ruolo nella strage di Capaci e nell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Per il suo “contributo eccezionale alle indagini” negli anni, quando era ancora detenuto, Brusca ha ottenuto vantaggi e permessi premio. Di contro ha spesso mantenuto un atteggiamento ondivago, con passaggi dimenticati e tornati alla memoria fuori tempo massimo.

ll 21 settembre è stato convocato come testimone Giuseppe Graviano che ha ripreso, come accade di tanto in tanto, a farsi sentire. In passato aveva già parlato degli investimenti mafiosi negli affari di Berlusconi. Risultato: nulla di fatto, inchiesta archiviata. Ora ha fatto sapere di avere altro da dire. Ci saranno altre indagini sulla stagione delle stragi.

Dei boss Graviano Baiardo è stato un favoreggiatore ed è per questo che è stato condannato.

Qualche anno fa mostrò a Massimo Giletti una foto che ritraeva, seduti a un tavolino davanti al lago d’Orta, Giuseppe GravianoSilvio Berlusconi e il generale Francesco Delfino. Circostanza confermata dal conduttore televisivo che riconobbe un giovane Berlusconi e il generale Delfino nello scatto, ma non Graviano. Baiardo si è poi rimangiato la storia della foto ed è per questo che è sotto processo per calunnia. Secondo i pm di Firenze, la fotografia fu realmente mostrata ma sull’autenticità i dubbi non sono mai venuti meno. Impossibile fare una verifica.

Brusca, Graviano, Baiardo: tra messaggi e ambiguità le indagini non si fermano mai.


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