Erano le 8.21 quando la terra ha tremato a Palermo e in numerosi paesi della Sicilia Occidentale. Una forte scossa, di magnitudo 4.2 della scala Richter, durata per fortuna solo pochi secondi, che sono sembrati, però, interminabili. Tanta paura ma fortunatamente nessun danno anche se il sisma ha risvegliato, soprattutto tra le persone più anziane, lo spettro del terremoto che nel ’68 semino’ morte e distruzione nella Valle del Belice.
La scossa è stata avvertita distintamente dalla popolazione e non solo ai piani alti degli edifici. Perfino alcuni atleti che stavano nuotando nella piscina comunale si sono accorti di quanto stava accadendo non appena hanno notato l’acqua incresparsi di piccole onde nonostante l’impianto fosse al coperto. Nel capoluogo numerose persone sono scese subito in strada, mentre scuole e uffici pubblici sono stati fatti evacuare per sicurezza. Anche Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione, è stato sgomberato. Le operazioni si sono svolte, tuttavia, in modo ordinato e senza scene di panico; gli studenti sono rimasti pazientemente in attesa davanti agli istituti, prima di ricevere la comunicazione ufficiale che li autorizzava a tornare a casa. Il terremoto, i cui effetti sono stati avvertiti fino a Trapani e Mazara del Vallo, presenta alcuni aspetti di “novità”, come sottolineano gli studiosi.
L’ipocentro del sisma è stato localizzato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma nel basso Tirreno, a 12 chilometri dal litorale di Capaci, sulla direttrice tra Palermo e Ustica, a una profondità di circa 10 chilometri. Una zona diversa da quella che in passato è stata al centro di fenomeni tellurici di rilievo; in quei casi l’ipocentro era molto più distante dalla costa e a una profondità maggiore. Anche per questi motivi il sisma è stato avvertito distintamente. La scossa delle 8.21 è stata seguita da altre tre repliche di minore intensità, la prima, di magnitudo 2.4, alle 8.44; la seconda, di magnitudo 2.9, alle 9.15 e l’ultima, di magnitudo 3.1, alle 11.45.
“Il terremoto – spiega Alberto Michelini, funzionario della sala sismica dell’Ingv – è avvenuto in un sistema di faglie a mare relativamente nuovo rispetto a quello più spostato verso Nord Est dove, nel settembre del 2002, si registrò una violenta scossa di magnitudo 5.2. In quel caso si trattò di un movimento di tipo ‘compressivo’, legato cioé allo scontro tra la placca africana e la piccola placca tirrenica. Nel sisma registrato oggi il movimento è stato invece di tipo ‘distensivo’, quando cioé le placche si allontanano e si registra un rilassamento, come nel caso del terremoto dell’Irpinia, dell’Umbria e dell’Aquila”.
L’esperto dell’Ingv osserva infine che la zona dove si è registrato il fenomeno appare particolarmente “complessa” dal punto di vista sismico. Subito dopo il terremoto i centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine sono stati tempestati da centinaia di telefonate da parte di cittadini allarmati che chiedevano informazioni. Nessuno, tuttavia, ha segnalato danni tanto che le squadre dei vigili del fuoco sono rimaste sostanzialmente inattive, mentre la centrale operativa della Protezione Civile regionale ha fatto scattare il piano di allerta previsto in questi casi, con verifiche in edifici pubblici e infrastrutture.
I controlli hanno riguardato anche Igor D’India, il filmaker palermitano che da 19 giorni vive in una grotta di Monte Pellegrino, a 25 metri di profondità, con l’obiettivo di restarci per un mese. Lo speleonauta, assistito via radio dallo staff del Corpo nazionale soccorso alpino, ha detto di avere avvertito la scossa di terremoto ma di volere continuare nella sua impresa.

