In migliaia all'albero Falcone FOTO | I nomi delle vittime e il silenzio

In migliaia all’albero Falcone FOTO | I nomi delle vittime e il silenzio

Il palazzo dove abitava Falcone

Slogan contro la mafia lungo la marcia, nel ricordo delle altre vittime della mafia. FOTO e VIDEO

LA COMMEMORAZIONE
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PALERMO – La città chiama l’Italia, e l’Italia risponde con più di mille studenti che marciano per le vie del centro e si raccolgono davanti all’albero di Falcone, in via Notarbartolo. È questo contatto tra Palermo e il resto d’Italia a risuonare più spesso nella manifestazione per la commemorazione dell’attentato di Capaci. Gli studenti, arrivati questa mattina con la ‘Nave della legalità’, hanno assistito prima alle celebrazioni dell’anniversario all’aula bunker dell’Ucciardone, e poi si sono incontrati davanti alla casa del magistrato ucciso.

Arrivati sul posto la folla ha assistito a un momento molto emozionante: la garitta in via Notarbartolo è stata restaurata e oggi sono state accese delle luci che non si spegneranno mai più. Il dono della città di Palermo alla memoria del magistrato ucciso dalla mafia, assieme alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti di scorta, per trasformare un luogo del ricordo e di morte in un luogo di vita e di speranza.

“Le mafie hanno perso – ha detto il sindaco Leoluca Orlando – e questa fascia che indosso – ha aggiunto, indicando il tricolore – è il segno che oggi sono con voi e che questa città è nostra”. Sul palco, in via Notarbartolo, anche l’attrice comica siciliana Teresa Mannino che ha intrattenuto i ragazzi raccontando il suo 23 maggio del 1992. “Non ci fermeremo fino a che non verrà fuori tutta la verità sulle stragi”, ha detto Roberto Scarpinato. “Cosa Nostra pensava di ucciderli ma invece li ha resi immortali”, ha scandito poco prima dal palco il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Rhao, che ha aggiunto: “Le mafie saranno battute da noi tutti insieme”. “Palermo non è mafia – ha detto nel suo intervento Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso – ma è anche mafia. Chi oggi, dopo anni, ha steso le lenzuola sui balconi, vuole dirci che è con noi”. Sul palco anche Nando Dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, secondo il quale Palermo, nonostante tutto, “ha saputo resistere”.

“Questo è l’altare laico della memoria condivisa e della testimonianza civile. Bella Palermo – ha detto l’ex magistrato e senatore Pietro Grasso – e questi ragazzi che sono venuti da tutta Italia. Questo è il momento della partecipazione, di chi è qui e ha buttato alle spalle la rassegnazione e con tutti gli altri vuole costruire qualcosa. Ancora una volta siamo qui per un atto di fede, perché chi è qui porta avanti un messaggio per tutta Italia”.

Con il minuto di silenzio alle 17.58, dopo la lettura dei nomi delle vittime delle stragi di Capaci e via D’ Amelio da parte di Grasso, si sono concluse le manifestazioni per il 26/o anniversario delle stragi. 

Dietro lo striscione con la scritta “Insieme per non dimenticare”, era partito, tra palloncini tricolore, il corteo di oltre tremila studenti, scout e cittadini che da via D’Amelio, luogo della strage in cui morirono Paolo Borsellino e la sua scorta nel 1992, ha raggiunto l’albero Falcone in via Notarbartolo, a Palermo. Lì si è ricongiunto con l’altro serpentone partito dall’aula bunker del carcere Ucciardone. Slogan contro la mafia hanno animato la marcia, assieme a canzoni e al ricordo delle altre vittime della mafia. Al fianco del corteo anche la “Bibliolapa” ideata da Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso il 19 luglio del 1992, che ha assistito alla partenza del corteo dal balcone della casa di via D’Amelio. “Palermo è nostra e non di Cosa Nostra”, hanno urlato forte e chiaro i ragazzi che hanno cantato e suonato lungo il percorso.

I ragazzi, al termine della commemorazione, hanno fatto rotta verso il porto, da dove ripartiranno con la nave per Civitavecchia.

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