Palermo, la cultura che educa: progetto nelle carceri - FOTO - Live Sicilia

Palermo, la cultura che educa: progetto nelle carceri – FOTO

Un'iniziativa importante, ecco i particolari
CULTURA
di
0 Commenti Condividi

Palermo, 17 maggio 2022– Il progetto GAP “Graffiti Art in Prison” del Simua-Sistema Museale dell’Università di Palermo, in partenariato con il Kunsthistorische Institut in Florenz Max-Planck-Institut, il Dems dell’Università degli Studi di Palermo, l’Università di Saragozza e l’Accademia di Arte e Design Abadir di Catania, finanziato nell’ambito del programma europeo Erasmus+ col patrocinio del Ministero della Giustizia (DAP-Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) e del Ministero della Cultura, è entrato nel vivo con il lavoro delle artiste di GAP nelle carceri di Palermo.
Sono due i workshop artistici avviati in questi giorni dalle artiste di GAP, Stefania Galegati che è già da una settimana al lavoro con 5 dottorandi dell’Università di Palermo e 12 detenute impegnate nel progetto relazionale intitolato “Pagliarelli University. La scuola dei saperi”, e Matilde Cassani, che da lunedi ha coinvolto 12 dottorandi internazionali e 13 detenuti impegnati in una trasformazione visiva dello spazio carcerario dal titolo “Operazione Grigi Cortili” all’interno del carcere dell’Ucciardone. Intanto, sono partite le riprese del documentario di Chiara Agnello, con il supporto del canale Sky Arte. Giovedì e venerdì sono inoltre previste due passeggiate nel centro storico, il primo sul tema della street art e dei graffiti a cura della professoressa Cinzia Garofalo di Unipa, il secondo tra fotografia ed architettura, condotto dall’artista Giovanna Silva, che realizzerà anche le fotografie delle detenute.
Il Direttore del Carcere Ucciardone di Palermo, Fabio Prestopino in apertura del progetto aveva già ribadito che: “Il progetto GAP rappresenta l’occasione per confermare il desiderio di essere parte di un positivo cambiamento. La comunità dell’Ucciardone accoglierà con gioia il progetto di Matilde Cassani, inserendolo armonicamente all’interno della cinta muraria borbonica, aggiungendo un elemento artistico a quello storico e alla qualità del tempo”.
Matilde Cassani spiega il senso del suo lavoro all’interno di una delle aree di passeggio del carcere: “Per un detenuto il luogo dove avviene la pausa è fondamentale, seppure i cortili hanno un aspetto scarno sono spazi dove avviene la socialità. Qui sono tredici i detenuti che utilizzano colori e altri materiali per ridisegnare lo spazio e le sedute. Inizieremo a discutere con i dottorandi su come rivivere e trasformare lo spazio, poi inizieremo a lavorare e speriamo che la comunicazione, rimanga come un segno vivo tra i soggetti che coinvolgiamo tra queste mura”.
Spiega Stefania Galegati, già attiva con il progetto “Pagliarelli University” da alcuni giorni nel carcere palermitano: “Mi muovo su diversi piani per otto incontri, per realizzare un laboratorio pratico che ho definito una scuola di saperi, un lavoro di gruppo dove le destinatarie sono le detenute stesse ed i dottorandi conivolti, a turno ciascono insegna qualcosa agli altri, e produrremo così anche un video. Condivisione e pedagogia radicale sono le direttrici del mio lavoro e il mio personale obiettivo è quello di fornire gli strumenti a chi è detenuto per istruirsi a vicenda anche in futuro. Realizzeremo inoltre una scritta a terra nel cortile del Pagliarelli, una striscia bianca nel cortile dell’ora d’aria, come ho già fatto altrove, con scritte in bianco che raccontano storie emblematiche, frammenti di vita che emergeranno in questi laboratori, pensieri che escono fuori”.
“GAP, avviato con le università partner europee con studiosi ed esperti di vari discipline ha l’obiettivo di avvicinare categorie sociali distinte facendole dialogare con i linguaggi dell’arte. Il progetto è diventato a tutti gli effetti un processo – ha sottolineato la direttrice artistica Laura Barreca, annunciando la terza fase del progetto che vedrà dottorandi e partner internazionali nuovamente insieme a luglio a Colonia, ad Ottobre a Palermo e poi ancora a Firenze e Saragozza nel 2023”.
Altri interventi nelle carceri palermitane sono previsti ad ottobre, con il lavoro dell’artista Elisa Giardina Papa che espone alla 59. Biennale di Venezia la video installazione “U Scantu” ispirata alle cosiddette “donne de fora”, le streghe ed eretiche di Sicilia. Giardina Papa entrerà nel carcere minorile del Malaspina per lavorare con i minori.

Le giornate di lavori in corso a Palermo, che si concluderanno il 20 maggio, si svolgono presso l’Orto Botanico ed il centro storico cittadino, e si sviluppano attorno al tema del rapporto tra censura ed immaginazione un campo quanto mai attuale, che vede la partecipazione tra gli altri di Giorgio Vasta, Michele Cerruti But, Paolo Cirio, Claire Fontaine, Luca Trevisani, Giorgio Caravale e altri. Durante la settimana sarà inoltre presente una troupe di SKY Arte, media partner del progetto GAP, impegnata in una serie di riprese del progetto nelle carceri e nei siti culturali di Palermo.
Altre iniziative saranno realizzate nel corso del 2022-2023, con la collaborazione dell’Associazione Acrobazie ed in collaborazione con l’Associazione “Un Nuovo Giorno” impegnata nella Casa Circondariale Pagliarelli, e con l’Associazione “Gli Amici di Ambra Agnello”.

Informazioni e iniziative del progetto GAP al link www.graffitiartinprison.it

Articoli Correlati


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

0 Commenti Condividi

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.