Palermo, mafia: la rete per ripulire sacchi pieni d'oro

Palermo, mafia: la rete per ripulire i sacchi pieni d’oro NOMI

La merce rubata nelle case dei palermitani veniva fusa e rivenduta
L'INCHIESTA
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PALERMO – I finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria aggiungono un nuovo capitolo all’inchiesta sull’affare mafioso dell’oro. Un capitolo che parte dalla “Luca trading” srl di Corso Pisani, finita sotto sequestro nei giorni scorsi, e coinvolge a cascata un serie di persone che avrebbero avuto un ruolo nel riciclaggio di “sacchi di gioielli rubati” .

I sacchi pieni di oro

È dentro i sacchi infatti che ladri, rapinatori e ricettatori portavano la refurtiva nei locali della società dove, su ordine dei boss di Porta Nuova, veniva convogliato l’oro rubato in città. Nel nuovo capitolo la Direzione distrettuale antimafia ricostruisce i passaggi attraverso cui gli oggetti preziosi sarebbero stati riciclati.

Francesco Luca e il figlio Vincenzo, con la collaborazione di Antonio Augugliaro e Giuseppe D’Agostino (dipendenti dei Luca) avrebbero fatto da collettori della merce rubata. Poi l’avrebbero fusa fabbricando lingotti e verghe.

Da Palermo a Messina

Quindi i sacchi pieni di oro sarebbero stati trasportati da Vincenzo Cinà e Salvatore Lupo (dipendente dei Luca) fino alla Gold&Gold di Messina, avvalendosi delle imprese di Mario D’Agostino e Salvatore Di Simone con sede in via Cuba e via Cluverio (entrambe sono ora finite sotto sequestro).

La Gold&Gold risulta avere comprato il metallo prezioso che è stato fatturato (la cifra supera i 5 milioni di euro) e così ripulito. Il pagamento finale sarebbe avvenuto tramite bonifici a numerosi “soggetti compiacenti”.

Fatture di comodo

Tra di loro ci sarebbero Domenico Di Simone; Carolina, Salvatore e Domenica Romagnolo; Francesco Poalo Del Vecchio, Teresa Sciarratta; Giuseppina e Giuseppe Perna; Giuseppa Bianco, Maria Giovanna Cataldo e Giuseppe Monti.

Questi ultimi avrebbero infine prelevato i soldi in contanti per girarli a Vincenzo Di Simone, Martino e Gaetano D’Agostino che a loro volto li avrebbero consegnati nelle mani di Vincenzo Luca, Antonio Augugliaro e Carmencita Lucchese.

Chi si è prestato al gioco sporco avrebbe incassato una percentuale sull’operazione. Ci avrebebro guadagnato tutti.


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