Palermo, mafia: a Porta Nuova occhi puntati sugli scarcerati

Palermo, la mappa della mafia: scarcerati, vecchi e nuovi boss

Chi comanda a Porta Nuova? La mappa del potere fra vecchi e nuovi boss

PALERMO – Per cercare di inquadra la mafia che verrà i riflettori vanno tenuti accesi sugli scarcerati per fine pena. La storia, purtroppo, insegna che troppe volte il carcere non rieduca i detenuti.

Un anno fa l’ultima festa

A Porta Nuova l’ultima festa che conta per la caratura del personaggio è avvenuta esattamente un anno fa. Nunzio Milano ha finito di scontare la condanna a 9 anni. Era stato arrestato l’ultima volta nel 2014. Venne fuori l’acredine che nei suoi confronti provava Giovanni Di Giacomo, killer ergastolano del gruppo di Pippo Calò, e fratello di Giuseppe, crivellato di colpi alla Zisa. Di Giacomo vedeva in Nunzio Milano un ostacolo per l’ascesa al potere del fratello. Giuseppe Di Giacomo cadde sotto i colpi dei killer il 12 marzo 2014. Un delitto per cui nelle scorse settimane è stato arrestato Onofrio Lipari. Non correva buon sangue fra i Milano e i Di Giacomo.

Di padre in figlio

Nunzio Milano non è il solo componente della famiglia tornato in libertà. Lo ha preceduto il fratello Salvatore, che tutti chiamano Totuccio. Nel luglio 2021 discuteva con Giuseppe Mangiaracina, arrestato in uno degli ultimi blitz, degli attuali assetti dell’organizzazione mafiosa. C’erano persone che dovevano restare “al loro posto”, diceva Milano.

Altro scarcerato è il figlio Nicola, che apprese mentre era detenuto che suo ‘padrino’, Nicola Ingarao, era stato massacrato per volontà di Salvatore Lo Piccolo. Fu la ritorsione contro Nino Rotolo, il capomafia ergastolano di Pagliarelli che aveva messo le mani sulla città e dichiarato guerra al ‘barone’ di Tommaso Natale. Lo Piccolo voleva dettare legge ovunque e decise di piazzare a Porta Nuova un altro scarcerato eccellente, Tommaso Lo Presti, soprannominato il lungo per distinguerlo dal cugino detto il pacchione e arrestato l’estate scorsa.

Matrimonio simbolico

I Lo Presti sono imparentati con un’altra storica famiglia mafiosa che ha piazzato due uomini al comando del mandamento mafioso: i fratelli Gregorio e Tommaso Di Giovanni, entrambi detenuti. Nel 2018 la figlia di Gregorio ha sposato Emilio Greco, fratello di Leandro Greco e cugino di Giuseppe Greco, che prima di finire in carcere si sarebbero alternati alla guida del mandamento di Ciaculli. Un matrimonio dal forte valore simbolico, dunque.

Il ritorno dello “scintillone”

Chi sarebbe tornato a muoversi a Porta Nuova è Antonino Lauricella, soprannominato lo Scintillone a cui pochi giorni fa hanno arrestato il figlio Salvatore. Alessandro Cutrona, pure lui di recente arrestato, spiegava che Lauricella doveva chiedergli il permesso per muoversi: “Prendi Nino u Scintilluni… che cosa fa Nino u Scintilluni… omissis… è messo, lo hai capito come? Che prima che fa una cosa… dopo 50 anni di carcere… prima che fa una cosa, ci vado io, che sono un vidduni confronto a lui… omissis … e gli devo dire che si deve stare fermo”. Anche perché muovendosi Lauricella rischiava di fare danno a se stesso e agli altri.

Francesco Mulè, esempio plastico di boss che tornano presto in cella, consigliava di stargli alla larga: “… qua vedi che è pieno pieno di telecamere… e non fare movimenti qua per ora… e stai attè… perché a quello lo conoscono come Settebello, o Scintilluni lo conoscono come… come Settebello… digli che la smette ma sennò ci vado… ci vado io e gli vado a tirare le orecchie”.

Un latitante a Porta Nuova

Sempre a Porta Nuova da qualche tempo, ha finito di scontare la pena Stefano Comandè, che è stato anche il superiore della Confraternita delle Anime Sante di piazza Ingastone. Qualcuno, vista la sua sua importanza suggeriva di cambiare il nome in “piazza Comandè”.

Se si parla di Porta Nuova, non si può non tenere conto del latitante Giuseppe Auteri. Dal 6 luglio scorso è in fuga. Una fuga preparata con cura a giudicare dai risultati. Si sarebbe allontanato senza dire nulla, né ai familiari né agli uomini del clan, dopo avere scalato le posizioni di potere. Nell’aprile 2020, qualcosa iniziò a cambiare a Porta Nuova. La scarcerazione di Tommaso Lo Presti, il lungo, segnò anche il ritorno di Auteri.


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