I numeri sono da brivido |Ma la speranza è ancora viva - Live Sicilia

I numeri sono da brivido |Ma la speranza è ancora viva

Ezequiel Munoz, tra i migliori nella sfida contro il Pescara

La classifica è impietosa, i rosa sono ultimi e ad un passo dalla retrocessione. La reazione manifestata negli ultimi minuti, però, lascia ancora sperare. Il sogno salvezza rimane vivo.

IL PROCESSO DEL LUNEDì
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PALERMO – Ci resta solo la fredda verità dei numeri, quelli che ho odiato tutta la vita e che, invece, ora rappresentano, per me e tutti quelli come me (tifosi a prescindere, oggi, domani, sempre) l’ultima luce prima del buio finale: quello della serie B. No, io non mi rassegno e insisto: non è finita, ce la possiamo ancora fare.

E immagino le risate di scherno per questa mia fede scriteriata, che non ha validi punti di appiglio, ma la fede non ne ha bisogno, la fede c’è o non c’è, e quando c’è non ha bisogno di spiegazioni di alcun tipo. Raggranellare un misero punticino nelle due partite interne consecutive, che avrebbero dovuto rilanciarci verso la salvezza; non averlo fatto, fra l’altro, contro due dirette concorrenti, dovrebbe schiarirmi le idee e convincermi a dare ascolto a certi amici, che da mesi mi dicono “E’ finita, rassegnati” oppure “Loro ci perdono la serie A, ma tu peggio: tu ci perdi la salute! Fregatene e la domenica vattene al cinema”. Ma sono veri amici, costoro? Loro dicono di sì ma io penso proprio di no, perché, se lo fossero mi lascerebbero in pace, specie a pochi minuti dal fischio finale del bravo Irrati di Pistoia, ottima la sua prova, e invece il mio telefono di casa è tutto un crepitio di squilli e, dall’altra parte, le voci amiche che mi vorrebbero al cinema o al teatro e non a soffrire per “una squadra ormai condannata”. E allora stacco il telefono e mi concentro sulla mia indomita voglia di lottare assieme ai miei undici ragazzi in maglia rosanero. Stavolta lo faccio via tv, perché il colpo della strega mi inchioda al letto da tre giorni, ma, non ci crederete, lo sento anch’io nelle ossa il gelo del Barbera. Come quei pochi presenti sugli spalti semivuoti, pochi ma buoni, che incitano la squadra, che tuttavia pare non sentirli nemmeno: gli undici rosanero sembrano paralizzati dalla paura, eppure davanti hanno un avversario più spaventato ancora, che fa affidamento solo sul contropiede e si guarda bene dallo scoprirsi alle spalle.

E guardo verso la panchina e scopro un Malesani per me inedito, che se ne sta immobile, non un muscolo della sua faccia ha un fremito, come se quel che gli succede davanti non lo riguardi neppure. Ma non è così, non può essere così per un allenatore sanguigno e passionale come Malesani. La verità è che lui la vede per la prima volta la sua squadra e se la sta studiando con feroce attenzione. Degli undici che ha schierato ne conosce bene appena la metà e, infatti, per la sua prima al Barbera, anzi che ai neo acquisti, si è affidato ai senatori, a Rios, davanti alla difesa e a Donati come regista. Ma i due si pestano i piedi, perché andrebbero meglio se si scambiassero le posizioni in campo e intanto i minuti passano e, tranne le incursioni di Fabbrini, non succede nulla di confortante sul versante rosanero. Anzi, se tra i pali non ci fosse quel portierone di Sorrentino, sull’unica chance del Pescara saremmo già sotto, a metà primo tempo. Insomma, un Palermo inguardabile, roba da rimpiangere persino quello ultima versione di Gasperini, quello che teneva palla, tocchettava di fino e non entrava mai nell’area di rigore avversaria. E mi son chiesto: ma dov’è il Malesani che conoscevo io, quello che appena due stagioni fa prese il Bologna di nessuno (nessun presidente e nessun stipendio pagato per mesi) se lo caricò sulle spalle e lo mise in salvo alla grande? Tutti per uno e uno per tutti, i suoi ragazzi sputavano sangue in campo dal primo all’ultimo minuto. E ad ogni gol correvano da lui e se l’abbracciavano, perché giocavano e vincevano solo per lui, visto che di soldi neanche a parlarne e di dirigenti che garantivano, idem. Era solo lui, Malesani, la garanzia, e ai giocatori, a cominciare dal capitano rossoblù, Marco Di Vajo, bastava e avanzava la sua parola. Malesani, arrivato al Bologna disse: “Non c’è la società, non ci sono soldi? Embè? Avete fiducia in me? E allora sventiamo il solito luogo comune, che noi del calcio siamo solo dei mercenari. Facciamogli vedere chi siamo”.

E io sono sicuro che, dopo un primo tempo bruttissimo, che gli è servito per studiare e capire i suoi ragazzi, nell’intervallo Malesani ha parlato presso a poco come aveva fatto a Bologna a suo tempo e si è vista, nella ripresa, un’altra squadra: combattiva, determinata, coesa. E non solo Fabbrini e le sue incursioni, perché nell’area pescarese si è subito avvertita anche la fisicità di Boselli e, a centrocampo, la regia di Kurtic, entrato al posto di un lento e mai ispirato Donati. Ma si sa com’è il calcio, è il gioco più affascinante che esiste perché nei novanta minuti può accadere tutto e il suo contrario, quando meno te l’aspetti. E infatti, succede che va in vantaggio non il Palermo, che lo meriterebbe, non foss’altro per il gol che s’è divorato Dossena a due passi da Perin, ma il Pescara, su punizione e colpo di testa del neo entrato Bjarnason.

Sembra finita, anche se manca più di mezz’ora, ma quando mai il Palermo ha saputo recuperare, dopo un gol subito? Una sola volta, a Parma, con Budan, ma non fa testo, perché a un minuto dalla fine si fece infilare di nuovo e finì 2-1 per gli emiliani. Sembra finita, ripeto, ma stavolta in panchina c’è uno che anche da lì si fa sentire e si fa capire: qual è infatti, al di là della retorica di rito, la qualità principale di un buon allenatore? Quella di saper cambiare il corso della partita anche nei momenti più difficili e Malesani è uno di questi: lui non ci sta, fustiga la squadra, quasi entra in campo, certo è che il Palermo sembra morso dalla tarantola, dal primo all’ultimo giocatore in campo. Dopo Boselli, l’ho già detto, entra Kurtic e dà il suo, poi Formica, sulla fascia al posto del pur bravo Nelson e parte da lì, da quella fascia, l’azione del pareggio. C’è un cross, anzi è un mezzo cross, che non arriverebbe neanche nel cuore dell’area pescarese se non lo allungasse in tuffo di testa Munoz, diventato da qualche minuto attaccante aggiunto. La palla giunge sui piedi di Fabbrini, che la piazza di giustezza e fa l’1-1. Poi l’assalto finale, vibrante quanto vano, perché le forze sono ormai al lumicino e il Pescara è un fortino, tutto rattrappito davanti al suo portiere. Prendiamo solo un pareggio, che è poco, che è quasi niente, ma s’è vista finalmente l’anima di una squadra. Una cosa nuova, appena un brillio che, però, se si lotta tutti insieme – noi tifosi e la squadra – per altre 14 partite, può diventare una luce vivida capace di condurci fino alla salvezza. E’ un sogno? Può darsi, ma che vita sarebbe senza la capacità di sognare?


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Commenti

    IO Sogno e prego di rimanere in serie A, ma tutte notti SOGNO e PREGO ANCORA DI PIU PERCHE VADA VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA Zamparino, quello si che sarebbe un VERO MIRACOLO.

    Speranza?Forse se qualche squadra non si riesce ad iscrivere sì

    La speranza non basta a mantenere una squadra in serie A.
    Per guadagnarsi la salvezza occorrono giocatori degni di questo nome e di categoria.
    Con Garcia, Morganella, Von Bergen e compagnia l’ultimo posto è meritatissimo.

    Non riesco a capire tanto rancore verso Zamparini. Ci ha portato in serie A,abbiamo fatto coppa uefa,abbiamo avuto fior di campioni e abbiamo avuto diversi nazionali.Da 2 anni non va bene e Zamparini è criticato.Giusto, ci può stare. Ma con quali presidenti abbiamo avuto un palermo così importante? Mai.E pensare che non è palermitano.Addirittura qualche pseudo tifoso incita a non fare la spesa al centro commerciale di Zamparini .Assurdo.E pensare che ha creato pure posti di lavoro.Alcuni palermitani sono impossibili da decifrare,forse perché abbiamo avuto tante dominazioni . Il primo a essere dispiaciuto che il palermo va male è il vero tifoso palermitano ma non bisogna arrendersi prima del verdetto.L’amico vero si vede nel momento del bisogno e la squadra in questo brutto momento ha veramente bisogno.Aiutiamo la squadra.

    Il tuo è un sogno sbagliato. Lascia perdere. Tifa un’altra squadra che è meglio.

    Caro Isidro, non parlerei di rancore, quanto di delusione. Sì, è vero, massima gratitudine nei suoi confronti per la serie A, per i palcoscenici europei e per le grandi soddisfazioni che la squadra ci ha regalato. Però, non credo che questi risultati e i posti di lavoro li abbia creati per filantropia verso i palermitani, ma solo ed esclusivamente per il suo tornaconto personale. E questo, come ho detto altre volte, ci può stare.
    La delusione da parte mia nasce dalle promesse tradite, dall’annuncio continuo di obiettivi mirabolanti mai raggiunti, dall’assenza di un vero progetto sportivo.
    E’ sufficiente come spiegazione?

    Noi palermitani siamo come quell’uccello che pensa che senza l’impiccio dell’aria potrebbe andare molto più veloce, non rendendosi conto del fatto che, non fosse per l’aria, non potrebbe nemmeno volare.
    È triste ammetterlo, ma senza Zampa non saremmo a scrivere queste cose.
    Lui questo lo sa bene.
    Sapremmo sostituirlo?

    Ma che dici Berger è uno dei 5 migliori difensori d’europa come rendimento, parola di “senzaparole”.

    Che poi sarebbe lo stesso che, nei giorni del trasferimento di Cavani, disse “gli abbiamo fatto il pacco al Napoli”. Un intenditore.

    Zamparini non ha nessun supermercato a palermo. Il centro commerciale non è più suo, l’ha venduto.

    non riesco a capire come questi tifosi anno solo in mente che zamparini deve andare via.
    chi compra il palermo ‘quali imprenditori si faccia avanti nessuno nessuno ma forse sono tutti ragazzi questi tifosi che non sano dire altro zamparini vattene

    Quindi, in base al suo ragionamento, è preferibile continuare a genuflettersi davanti al sovrano Zamparini? Mi faccia capire: se mia moglie mi fa le corna, ma purtroppo sono vecchio e brutto e non posso trovarne un’altra, devo tenerla lo stesso, giusto?
    Le parole “dignità”, “orgoglio” e “amor proprio” non le dicono proprio niente?

    perché invece CON ZAMPARINI stiamo andando diritti in CHAMPIONS.

    IL PALERMO IN SERIE D MA CON DIGNITA E SOPRATUTTO ENZA ESSERE UMILIATI COME OGNI GIORNO ACCADE DA PARTE DI QUESTO BUFFONE FRIULANO CHE SI ATTEGGIA A GRANDE PRESIDENTE MA CHE IN REALTA’ E’ UN’ESSERE CONVINTO CHE LUI E’ INTELLIGENTE E I PALERMITANI SONO DEI CAPRONI CRETINI A CUI SI PUO’ INVENTARE CIO’ CHE SI VUOLE. INDEGNO SEI!!!!!!!!!!!!!!! VATTENE!!!!!!!!! NESSUNO TI VUOLE!!!!!!!
    U TIEMPU RI CHIACCHIERI FINIU

    NUMERI da BRIVIDO:
    la squadra con il SETTIMO FATTURATO della SERIE A (senza che il PADRONE ci metta un euro dal 2006) va in serie B.
    Ma questo, i TALEBANI, non lo commenteranno MAI.

    Quando Zamaprini prese la squadra da Sensi che aveva ingaggiato Pruzzo allenatore e Sturba come fuoriclasse eravate felici. Euforia massima per la A dopo 32 anni. Vittorie in casa di Milan, Juventus, Roma. Europa League. Cose mai viste. Ed ora non sapete accettare una eventuale Serie B (eventuale) che potrebbe durare solo un anno. Abituati al pane duro, vi siete abituati presto al caviale ed allo champagne ed ora non vi più bene una normale minestra calda ed un bicchiere di vino. Siete voi che contestate la vergogna, mica Zamparini.

    (ancora abbonato). Ottimo articolo signor Caminiti. Alcuni non capiscono che tanto andremo allo stadio in qualsiasi categoria possa mai giocare la nostra squadra del cuore, il Palermo Calcio.
    Non so se possiamo riuscire a salvarci ma da stanotte sognerò insieme a lei.

    Clyde, non ci sono però!

    Perfetto!! Ti quoto al 100%!

    Iniziatici ad abituare, anzi no, il nostro habitat naturale senza Zampa è la C!
    Per rispondere alla tua domanda poi ti faccio un’altra domanda, prima di Zamparini che fatturato aveva il Palermo?
    Come dice Sgarbi: capra! capra! capra! capra! capra!

    Caminiti ti seguo sempre con trasporto perché i tuoi articoli sono gemme preziose in un calcio sempre piu infangato dalle logiche del business dove anche la figura del vero tifoso, che tu rappresenti emblematicamente, si sta estinguendo per essere sistituita da spettatori-consumatori piu’ sparute bande di violenti che nel calcio trovano sfogo alle loro frustrazioni.
    La storia che hai raccontato di Malesani a Bologna non la conoscevo e ti ringrazio di averla citata, e’ l’esempio a cui mi sforzo di richiamare tutti in una piazza, quella rosanero, dominata da ignoranza e poco voglia di lottare e conquistarsi certi traguardi da soli, contro tutti. Molto piu comodo assumere l’atteggiamento passivo e di sudditi, alcuni sperando e difendendo un padrone che ha mollato da tempo, altri contestandolo nella speranza paternalistica che ne arrivi un altro piu buono. Ma senza voler cambiare veramente le cose, senza il rovesciamento del sistema attuale, fra qualche anno non ci saranno piu veri tifosi che ragioneranno come ragioni tu!

    Ricordi male! Malissimo! Il fantoccio Pruzzo lo mise Sensi quando stava per andare a p***ane la trattativa con Zamparini. Infatti il giorno dopo cominciava il ritiro e non avevamo allenatore. Su Sturba potresti anche avere ragione, non ho gli elementi per contraddirti. La prima cosa che fece Zamparini da presidente fu di chiamare il ritiro del Venezia e ordinare a Glerean la transumanza verso quello del Palermo.

    Jimmy fai finta di niente: avevo letto male e capito peggio !!!!!!

    ma SMETTILA, che TU all’idea di PERDERE la A tremi e saresti DISPOSTO perdere tutto, tanto la DIGNITA’ non sai dove sta di casa.
    Adesso tornano GLI arabi, di passare per la BARZELLETTA d’ITALIA non ti interessa. TU puoi solo stare ZITTO

    Meglio CAPRA che schiavo.
    Poi: c’erano o NO i diritti TV? Mi rispondi, GENIO?

    SONO SICURO SENZA GLI INFORTUNATI MANTOVANI,HERNANDEZ E MICCOLI CONTINUO AVREMMO I STESSI PUNTI DEL CATANIA,UN’ANNO AVVERSO.IO NON CI CREDO PIU’ ALLA SALVEZZA.

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