Pane e pasta in cambio di voti | Fu solo beneficenza: assolte

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Il processo riguardava le elezioni amministrative di Cefalù del 2012.

LA SENTENZA
di
1 min di lettura

PALERMO – Alle elezioni amministrative di Cefalù del 2012 non ci fu voto di scambio. Lo ha stabilito il giudice Fabio Stuppia del tribunale di Termini Imerese che ha assolto Rosa Di Francesca e la figlia Maria Cassata accusate di avere distribuito pacchi di generi alimentari per procacciare voti al candidato sindaco Rosario Lapunzina (poi eletto) e al consigliere Vincenzo Garbo, entrambi del Pd.

All’origine dell’inchiesta le dichiarazioni di una candidata in una lista concorrente che lamentava la distribuzione delle derrate alimentari in occasione di un comizio di Lapunzina in piazza Garibaldi. Ma quel comizio, hanno accertato gli investigatori, non c’è mai stato. E i generi alimentari erano distribuiti dall’associazione Civitas, di cui madre e figlia erano volontarie, sulla base di un elenco di persone in stato di necessità. Da qui l’assoluzione delle due imputate, difese dagli avvocati Vincenzo Lo Re e Vincenzo La Grua.

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