PALERMO – Il panellaro aveva messo le mani avanti. Niente storie serie. L’ambulante, 25 anni, con una fama consolidata di tombeur de femmes, non aveva alcuna intenzione di impegnarsi. Solo che la faccenda si è fatta serissima, quando la donna, 23 anni, a cui è stato imposto il divieto di avvicinamento all’uomo, è rimasta incinta.
E qui si innesta la vicenda penale. Perché lei, sedotta e abbandonata, avrebbe iniziato un’azione persecutoria per richiamare lui alle proprie responsabilità. Lo avrebbe fatto con metodi fin troppo espliciti e bruschi. Messaggi intimidatori (“Vengo con un mitra”), appostamenti e pedinamenti (come dimenticare il putiferio dell’ultima Pasquetta) e atti vandalici (sulla Moto Ape dell’ambulante spuntò la scritta “maniaco”).
Nulla in confronto a quando spinse l’uomo contro la friggitrice, procurandogli ustione di primo e secondo grado al braccio. E così partita la denuncia del panellaro del rione Falsomiele e il provvedimento cautelare emesso dal giudice per le indagini Nicola Aiello. Il gip ha interrogato la donna. Nessun atto persecutorio, è stata la sua difesa, ma tentativi legittimi di convincere l’uomo a riconoscere in futuro il figlio che nascerà. Non ha alcuna intenzione di vivere con l’ambulante, ma il suo bambino ha bisogno di un padre.

