PALERMO – Il recupero economico e sociale di Partanna Mondello a partire dalla viabilità e dalla valorizzazione del patrimonio storico. Queste le battaglie portate avanti dall’associazione “Aiace”, che con l’organizzazione di assemblee aperte alle istituzioni e ai cittadini cerca di risolvere i problemi della zona. Domenica mattina il primo incontro: si è discusso con il consigliere e presidente della commissione Ubanistica Giovanni Lo Cascio, il presidente della commissione Attività produttive Ottavio Zacco, Roberta Cancilla, consigliere comunale, il presidente della VII circoscrizione, Giuseppe Fiore e gli imprenditori della zona, del completamento, per esempio, di via Aiace, opera del 1970 mai ultimata.
L’arteria stradale ospita attività commerciali di lunga data come il negozio di mobili Interlinea, sede della prima riunione cittadina: “In Via Aiace non esistono servizi e lo sanno sia i residenti sia chi ci lavora come noi – spiega l’imprenditrice Monica Adile -. Esistono i pali ma non la luce, per esempio. Inevitabilmente ho dovuto provvedere io stessa, dando luce anche ai residenti. Siccome, però, non sono Babbo Natale, alle 20 devo staccarla, così rimangono tutti al buio. Altro tema scottante la spazzatura – denuncia Adile – Una volta qui davanti c’erano i contenitori. Mio padre faceva un regalo agli impiegati dell’allora Amia per venire a svuotarli. Oggi che io non faccio più regali a nessuno mi lasciano i sacchetti davanti all’azienda. Uno sfregio? – si chiede l’imprenditrice – Non so, ma è tutto molto spiacevole”. Anche le proprietarie dei terreni di via Aiace, Valeria Santo Canale e Sara Gioè attendono da anni una risposta da parte del Comune: “Dicono che le nostre concessioni edilizie sono illegittime e per questo non si possono terminare i lavori – racconta Gioè – noi abbiamo fatto le opportune verifiche e non è affatto vero. Aprire finalmente questa strada che congiunge Mondello paese a piazza Simon Bolivar darebbe respiro ai cittadini e ai negozi della zona e consentirebbe anche un maggiore flusso di turisti provenienti dal vicino aeroporto per raggiungere il mare”. Intanto una prima risposta è giunta nel corso dell’assemblea, in cui Lo Cascio ha annunciato l’apertura di un tavolo tecnico permanente per discutere problemi e soluzioni ah hoc per la viabilità della borgata.
Altra battaglia che sta molto a cuore all’associazione Aiace è quella per il recupero dell’ex Cotonificio siciliano, stabilimento che si trova nella zona industriale di Partanna. “Ci siamo battuti per la bonifica di più di 5mila metri quadri di amianto presente sui tetti di quei capannoni industriali e nel 2016 siamo riusciti ad ottenere il risultato – afferma Eduardo Marchiano, presidente dell’associazione – Ma l’opera di archeologia industriale, attraverso la quale potremo ottenere la riqualifica, il mantenimento e il riuso degli spazi deve continuare”. L’obiettivo sarebbe quello di creare all’interno della struttura un polo produttivo, affidando gli spazi a titolo gratuito a imprese, organizzatori di eventi o attività commerciali. “Alcune cooperative sembrerebbero, però, interessate ad acquistare la struttura per poi costruire e rivendere a privati circa duecento appartamenti -denuncia Marchiano – andando a distruggere la memoria storica di questa realtà che, invece, vogliamo resti di proprietà del nostro territorio”.

