MOTTA SANT’ANASTASIA – Si cerca un cadavere nelle campagne di Motta Sant’Anastasia. Nelle settimane scorse, così come ha rivelato La Sicilia, è stata organizzata dai carabinieri del Nucleo Operativo di Catania una ricerca particolarmente precisa e delicata con l’ausilio dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Paternò nella zona a sud del comune mottese. Sull’identità della persona le fonti ufficiali hanno le bocche cucite, ma tra le ipotesi che prendono più corpo è che le ricerche siano legate all’indagine che riguarda la scomparsa di Jonathan Pasqualino. Un nome che compare in molti atti e verbali della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania riguardanti il clan Mazzei.
Il 30enne ha fatto perdere le sue tracce già da 18 mesi. L’ultima volta fu visto a metà settembre 2015 alla guida di un ciclomotore Honda Sh 300 bianco. Poi il nulla. Dopo la denuncia di un parenti è scattata l’inchiesta. Le indagini, sin da subito, si sono mosse a 360 gradi. Non fu esclusa alcuna pista: né l’allontanamento volontario né quella più tragica dell’omicidio. I militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Catania non potevano escludere che qualcosa fosse legato al crimine organizzato locale, avendo al centro dell’indagine il nome di Pasqualino. Ad un certo punto sarebbe arrivato un pentito proveniente dalle file di un gruppo mafioso alleato ai Mazzei che avrebbe dato utili indicazioni sul luogo dove sarebbe stato fatto sparire il cadavere. A questo punto si apre la tesi della lupara bianca.
Nei giorni scorsi sono state svuotate diverse cisterne per cercare elementi utili all’inchiesta: i pompieri si sono calati all’interno delle vasche con gli autoprotettori. Ma le ricerche non hanno avuto buon fine. Non era la prima volta che si cercava, si ispezionava, si scavava in quelle zone di campagna mottese. Ma se si è tornato a cercare le varie operazioni organizzate non avrebbero avuto epiloghi utili all’inchiesta.
Il nome di Jonathan Pasqualino resta un’ipotesi. Ma la sua scomparsa potrebbe essere legata a dissidi nella criminalità organizzata: o interna alla cellula dei “Carcagnusi” o con altri gruppi che operano il territorio. Ma è troppo presto per azzardare analisi e scenari.

