ETNA – L’intensità dell’attività è progressivamente diminuita, ma nulla è mai detto quando si parla di Etna. Fino a due giorni fa, una colata divisa divisa in due, come spiegato dal direttore dell’Ingv, Eugenio Privitera, ha richiamato turisti e visitatori a frotte, non senza incidenti, come quello occorso a una turista francese, precipitata all’interno delle bocche eruttive del 2002, a 2700 m.s.l.m.. O quello che ha visto ferite decine di persone, colpite da lapilli incandescenti causati da un’esplosione freatica scatenata dal contratto tra la lava incandescente e l’acqua.
Visitatori che sono attesi in centinaia per oggi. Il vulcano attivo più alto d’Europa è, da sempre, infatti, meta privilegiata per trascorrere la Pasquetta e anche quest’anno, si prevede verrà preso d’assalto da orde di cittadini, non sempre abituati alla montagna, alle sue insidie, e non sempre avvezzi a portare rispetto ai luoghi pubblici e alle ordinanze sulla sicurezza che vietano di spingersi oltre determinate quote. Che cambiano con il cambiare dei limiti di altitudine imposti per salvaguardare la pubblica incolumità.
Per questo, oltre a un’informazione il più possibile capillare, occorre anche la tempestività. “L’attività escursionistica prosegue nell’ordinario, secondo i limiti imposti dalla Protezione Civile e pubblicati nelle ordinanze sindacali – spiega Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna, Abbiamo posizionato i cartelli dove il divieto è assoluto – prosegue – e ci sono servizi di controllo effettuati da parte delle forze dell’ordine. Le persone devono sapere cosa può accadere – sottolinea – e l’informazione deve essere il più capillare possibile”. Mazzaglia spiega che, nei giorni scorsi, il limite è passato da quota 2.800 metri a 2.650. “Cambia continuamente – prosegue – soprattutto di fronte all’eruzione, per cui è stato necessario adeguare i cartelli alle nuove altitudini”. Depliant, brochure informative, potrebbero agevolare la conoscenza dell’Etna, naturalmente se aggiornate; così la pensa anche il comandante del nucleo operativo della Forestale di Catania, Luca Ferlito.”Occorre informare in tutti i modi – dice – altrimenti ognuno all’interno del parco fa quel che vuole.
Un impegno che si intensifica di fronte all’aumento dei flussi di visitatori, “soprattutto in questo periodo – continua Mazzaglia – per cui c’è l’esigenza di aumentare l’informazione e di comunicare più dettagliatamente”. Per il resto, la presa d’assalto dell’Etna è comunque un dato positivo per la presidente, anche se si rende necessario aumentare i controlli. Anche per le manifestazioni di inciviltà che, ogni anno, lasciano segni profondi sul vulcano “Le forze dell’ordine non sono sufficienti di fronte ai dati straordinari dell’afflusso che abbiamo in questo periodo – sottolinea, parlando del dialogo costante tra tutti i soggetti coinvolti – Parco, Comuni, Forze dell’ordine e associazioni – ma tutti facciamo il possibile”.

