Pd, a Paternò si dimette | il capogruppo Ezio Messina

Pd, a Paternò si dimette | il capogruppo Ezio Messina

Pd, a Paternò si dimette | il capogruppo Ezio Messina

"Pur rimanendo nel mio partito, il Pd, non posso proseguire il mio mandato da capogruppo in un’amministrazione che ha perso totalmente il contatto con la città compresi in primis i nostri elettori e il nostro partito", scrive il consigliere democratico.

Il caso politico
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PATERNO’. La lettera con la quale il consigliere democratico, Ezio Messina, ha rassegnato le sue dimissioni da capogruppo:

“Le ultime vicende che purtroppo si sono verificate, hanno creato un clima insostenibile in cui non esiste reciproca collaborazione e forse neppure fiducia. Le differenti posizioni da me assunte in Consiglio Comunale rispetto agli indirizzi dati dall’amministrazione, hanno condotto ad un irrefrenabile precipitarsi degli eventi di crisi tra me e l’amministrazione Speravo che il primo cittadino riuscisse a superare le difficoltà o almeno tentasse di smorzare le polemiche per ricucire un clima di effettiva responsabile partecipazione e di evitare, con eleganza, i toni accesi pur rimanendo con opinioni diverse. Forse, purtroppo, non c’e’ stato neppure il tentativo di fare tutto questo, anzi il crescendo di questi ultimi giorni conferma ancora di piu’ le profonde lacerazioni e i comportamenti molto strani che non mi sento di condividere. In uno dei miei ultimi interventi in consiglio ebbi a dire che l’amministrazione stava navigando a vista ma per navigare a vista occorrono capacita’ non indifferenti altrimenti si rischia di andare definitivamente alla deriva.

Ahimè l’assoluta mancanza di programmazione e di pianificazione dell’azione amministrativa ha portato la nave varata nel 2012 a prendere le sembianze di una zattera in balia delle onde dell’indifferenza e dell’approssimazione, a nulla servendo gli incontri e i confronti tenutisi in consiglio comunale e in qualche sporadica riunione di maggioranza. A nulla sono serviti in questi tre anni i suggerimenti e gli allarmi venuti da tutti la Citta’ compresi i consiglieri soprattutto quelli del nostro stesso partito che purtroppo oggi si trovano inevitabilmente in opposizione. Da tempo, e lei signor Sindaco ne e’ perfettamente a conoscenza ho fatto rilevare la mancanza di collante che ha caratterizzato e caratterizza la gestione dell’intera attività amministrativa. Nonostante i rilievi e i suggerimenti posti dallo scrivente nelle sporadiche riunioni alle quali sono stato invitato, non si e’ mai ritenuto opportuno coinvolgere la città e il Consiglio tutto, per le decisioni strategiche che sono state intraprese. Insomma è venuta a mancare la funzione indispensabile per la vita politico-amministrativa di una maggioranza cioè il confronto il dialogo. E’ il confronto, il dialogo, fatto anche di opinioni diverse e di momenti di discussione, caro Sindaco, il sale della democrazia e del buon governo. Senza dibattito non può esserci confronto e senza confronto non può esserci né una maggioranza qualificata né un progetto politico che punti ad arrestare il declino a cui assistiamo da anni.

Lei Signor Sindaco è artefice di una politica fatta a porte chiuse che ha rifiutato sistematicamente di sentire la voce dei consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, e di sentire i suggerimenti forniti da tutte le parti sociali e da tanti nostri concittadini. Proprio per l’inesistenza di tale presupposto a mio parere fondamentale, in propria coscienza e con la consapevolezza che tale modus operandi sia anni luce lontano dal mio modo di far politica basato sul dialogo e sul confronto e sulla concertazione, prima che si consumino ulteriori tentativi di delegittimazione nei confronti del sottoscritto, lo stesso, consapevole dell’impossibilita’ di continuare a svolgere il ruolo di capogruppo ne prende atto e toglie il disturbo.

La mia formazione all’interno del sindacato mi ha istruito alla nobile arte dell’ascolto della gente ed oggi sento il grido di protesta più forte rispetto al passato. Credo sia doveroso, per quando mi riguarda aver dovuto esternare le motivazioni che mi hanno indotto a tale decisione, scelta certamente ponderata e sofferta ma obbligatoria da parte mia, giusto per essere coerente soprattutto e con l’etica dei valori di rettitudine morale e intellettuale che ritengo essere capisaldi ai quali fare sempre riferimento, certamente in antitesi con l’arroganza, l’ipocrisia, la superbia, caratteristiche con cui la città e costretta da tre anni a convivere.

Pur rimanendo nel mio partito il PD non posso proseguire il mio mandato da capogruppo in un’amministrazione che ha perso totalmente il contatto con la città compresi in primis i nostri elettori e il nostro partito, incapace di saper interpretare i sentimenti e le esigenze dei cittadini. Ringrazio i miei elettori che continuano a credere in me coprendomi della loro stima e fiducia ancor più alla luce delle ultime scelte politiche.

Sono sempre più convinto che occorre molto coraggio a restare nel PD e molto meno ad uscirne ma uscire significherebbe lasciare il PD a chi come questa amministrazione vuole trasformare il PD in un mostro a sette teste lontano dai valori che hanno portato alla sua fondazione. Non si tratta di una scelta polemica, ne’ di una separazione dal partito a cui continuerò a dare il mio instancabile contributo. In un momento così delicato per la vita politica ed amministrativa della Città preferisco lanciare un segnale di scossa, superando la logica dei singoli ruoli e riaccendendo, spero, la passione di chi fa politica nell’interesse esclusivo della Città e credo che il Partito Democratico che rappresento qui in questa assise insieme ad altri colleghi, non può esimersi dal partecipare a queste mie considerazioni.

Quindi rassicuro i miei amici, compagni, elettori dicendo che resterò consigliere del Pd e continuerò il mio impegno politico spero con tanti di voi che insieme a me sentono e vogliono identificarsi in quell’area del partito che rappresenta la nostra storia, la nostra identità, il mondo del lavoro e far si che i valori di trasparenza, legalità e condivisione riprendono la loro imprescindibile importanza a tutti i livelli amministrativi-istituzionali”.

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