CATANIA – Scossone nel Consiglio comunale: Riccardo Pellegrino (vicepresidente vicario), e Melania Miraglia (consigliera metropolitana ad interim) lasciano Forza Italia e approdano al gruppo misto. Una scelta maturata dopo una lunga fase di distanza politica e organizzativa dal partito. E da bisticci carsici all’interno di Palazzo degli elefanti: con il sindaco Enrico Trantino e con i componenti dello stesso gruppo azzurro.
Pellegrino e Miraglia lasciano Forza Italia
Una presa di posizione netta, accompagnata da parole dure nei confronti della gestione regionale e provinciale degli azzurri, con un riferimento diretto al commissario Marco Falcone e alla linea politica adottata negli ultimi anni.
“Forza Italia in Sicilia ha ormai perso la propria identità politica. In provincia di Catania, in particolare, la gestione del commissario Marco Falcone non ha prodotto aggregazione, ma al contrario ha progressivamente isolato e marginalizzato tutto ciò che non apparteneva alla sua corrente, portando il partito a un atteggiamento di appiattimento politico e sull’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Trantino”.
Le motivazioni
Il consigliere traccia poi un confronto con il passato del partito, evocando una stagione politica che, a suo dire, non esiste più. “Di quel partito democratico-liberale, laico, riformista e pragmatico, capace di dialogare con i commercianti e con il tessuto produttivo della città – quella Catania che un tempo veniva definita la Milano del Sud – oggi è rimasto ben poco. Ricordo ancora la formazione politica che si faceva come giovani di Forza Italia il mercoledì nella sede di Corso Sicilia: si discuteva e si cresceva al fianco di chi quel mondo lo aveva visto nascere. Tutto questo non esite più. In questi anni, in oltre, non si è vista alcuna iniziativa concreta a favore dei quartieri popolari e delle fasce più deboli della città. Problemi evidenti come sicurezza, povertà, droga, trasporti e viabilità sono stati troppo spesso minimizzati o ignorati”.
Non manca una critica alla gestione amministrativa del partito. “Non si è lavorato per modernizzare la burocrazia comunale o per dare risposte strutturali alla città. Si è assistito piuttosto a una politica fatta di gestione del potere e di occupazione di poltrone, con l’unico obiettivo di garantire la tenuta della coalizione. Una subordinazione politica che non condivido”.
Azzurri addio
Pellegrino rivendica il proprio percorso politico. “Non lascio il partitoIo con leggerezza. Sono nato politicamente in Forza Italia nel 2004, nella scuola politica del senatore Pino Firrarello. Ho sempre creduto nei valori che Silvio Berlusconi ha rappresentato: il liberalismo, la libertà d’impresa, la visione di uno Stato moderno e vicino ai cittadini. Ma oggi vedo quei valori profondamente traditi”.
E ancora, un richiamo al proprio impegno nei quartieri popolari. “Non sono un uomo di poltrone e non ho mai fatto della politica una professione. Il mio impegno nasce nei quartieri popolari della città, da San Cristoforo di cui sono stato consigliere di quartiere dal 2008 al 2013 a tutte quelle periferie troppo spesso dimenticate dalla politica e dalle istituzioni. L’ho fatto da consigliere comunale nel 2013 tra le file dell’allora Popolo delle Libertà, da candidato alla regione per Forza Italia nel 2017 contribuendo con la mia candidatura a far eleggere 12 rappresentanti. Nel 2018 quando ho iniziato a vedere il rapporto col partito cambiare ho deciso di candidarmi sindaco con una lista civica che ricordo superò anche la Lega a Catania. È così che voglio continuare a fare politica: portando avanti le battaglie per la legalità, la sicurezza e il riscatto sociale”.
“Qualcuno festeggia la mia uscita…”
Nel mirino anche alcune reazioni interne al partito. “Leggo che qualcuno festeggia la mia uscita: non capisco cosa ci sia da festeggiare. Forza Italia perde un consigliere che ha portato migliaia di voti. Forse c’è preoccupazione, visto che diversi amministratori stanno facendo le stesse valutazioni. Il partito è diventato un contenitore lontano dal merito e vicino a logiche personali”.
Infine, un appello ai vertici nazionali, con un riferimento a Marina Berlusconi. “Mi auguro che intervenga per riportare Forza Italia in Sicilia a essere un partito credibile e radicato. La politica si fa perchè si è espressione delle persone, non perché si è messi lì dal partito come succede purtroppo adesso. E solo così si è realmente liberi: gli unici a cui dobbiamo render conto sono gli elettori”.
Chiude con un passaggio personale nei confronti di Nicola D’Agostino. “Il mio unico rammarico è lasciare il gruppo che fa riferimento all’onorevole Nicola D’Agostino, che considero una delle poche anime dialoganti rimaste all’interno del partito e con il quale ho condiviso importanti battaglie, soprattutto per l’attenzione verso San Cristoforo e i quartieri popolari”.
La replica di Falcone
“Auguriamo a Riccardo Pellegrino le migliori fortune per il prosieguo del suo percorso politico, prendiamo atto della scelta compiuta”. Lo dichiarano il segretario provinciale di Forza Italia Catania, Marco Falcone, e il segretario FI Grande città Massimo Pesce.
“Nel tempo – proseguono – sono emerse differenze di vedute che si sono rivelate non più conciliabili. Forza Italia va avanti con determinazione nel lavoro al servizio della città, nel segno della coerenza e della chiarezza” concludono Falcone e Pesce.

