"Periodo drammatico| per la disabilità"

“Periodo drammatico| per la disabilità”

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L'avvocato Maurizio Benincasa scrive al sindaco Enzo Bianco.

Lettera aperta
di
7 min di lettura

L’avvocato Maurizio Benincasa, presidente dell’Associazione 20 novembre 1989, che oggi raggruppa sei coordinamenti territoriali in diverse zone del territorio regionale, circa 250 persone iscritte, oltre mille famiglie rappresentate, sia come Presidente Nazionale della First, una Federazione che raggruppa, allo stato, 25 associazioni sparse sul territorio nazionale, scrive una lunga missiva al sindaco Enzo Bianco sul tema della disabilità. L’avvocato non le lascia certo a dire.

Ecco la lunga lettera che pubblichiamo integralmente:

“Il tema della disabilità e la tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle famiglie è una problematica di cui mi occupo da anni, insieme ai nostri associati, sia come Presidente dell’ associazione 20 novembre 1989, che oggi raggruppa sei coordinamenti territoriali in diverse zone del territorio regionale, circa 250 persone iscritte, oltre mille famiglie rappresentate, sia come Presidente Nazionale della FIRST, una Federazione che raggruppa, allo stato, 25 associazioni sparse sul territorio nazionale, pertanto avverto il dovere civico di esprimere il mio pensiero critico e oggettivo su quello che si è fatto o non si è fatto nel corso di questi anni da parte dell’amministrazione Bianco.

Sotto questo punto di vista, a mio parere, sono stati periodi “ drammatici ” per le persone con disabilità e i loro familiari, almeno sotto il nostro punto di vista, perché l’amministrazione Bianco è stata totalmente carente di una politica di medio e lungo periodo in tema di disabilità, con effetti disastrosi sulle condizioni di vita delle persone più deboli e disagiate economicamente.

Come sanno tutti quelli che vivono i problemi delle persone con disabilità nella città di Catania: 1) manca da anni il servizio di trasporto scolastico per gli alunni con disabilità previsto obbligatoriamente dalla legge 104/1992 e da quella Regionale L. 1981 n. 20; 2) I contributi richiesti dalle famiglie per fare fronte alle spese di trasporto, in sostituzione di un trasporto scolastico negato, sempre rigettate con la stessa motivazione “ carenza di fondi”; 3) E’ stato letteralmente distrutto uno dei servizi di trasporto extrascolastico che rappresentava il fiore all’occhiello e che “ funzionava” benissimo e con gradimento delle persone con disabilità cd “ Pollicino”, servizio gestito dall’ AMT di Catania con orario dalle ore 6.00 alle ore 24.00, perché fu detto che costava troppo, quindi bisognava risparmiare a scapito delle persone più deboli, malgrado nel contratto di servizio della municipalizzata è prevista l’obbligatorietà di un servizio di tal genere; 4) Questo servizio è stato smantellato per essere sostituito con un servizio che doveva essere gestito inizialmente da ben cinque cooperative, perché si disse “costava meno”, accreditando cooperative di cui ben presto tre, se non erro, sono letteralmente “scappate via” una inventandosi “ un guasto al motore”, lasciando che il servizio fosse gestito per moltissimo tempo solo da due cooperative, le quali, però, non erano in condizioni oggettive di gestire tutte le richieste delle persone con disabilità, pertanto, diversi disabili sono rimasti per mesi senza servizio costringendo le famiglie ad attrezzarsi come meglio potevano per trasportare i loro figli, malgrado il diritto ad avere un trasporto gratuito. Peraltro, l’orario svolto dalle cooperative non è mai stato quello che garantiva il Pollicino “ per forza che costava meno”! La comparazione dei costi si fa con la comparazione degli orari del servizio!

Incredibile dovere apprendere personalmente che in favore delle cooperative che si erano lanciate in questo business, dopo che erano state scelte dalle famiglie, una volta che vi rinunciavano, lasciando le famiglie allo sbando, non era stata prevista neppure una penale di un solo euro! Lasciate libere di entrare in un servizio di assistenza delicatissimo e liberi di uscire come volevano!

Il tutto perché si doveva risparmiare sulle persone con disabilità! 5) Catania non ha mai adottato un vero accordo di programma per l’integrazione degli alunni con disabilità previsto obbligatoriamente dalla legge 104 del 1992, art. 13, cioè da ben 27 anni; vi fu un tentativo grottesco di adottarlo da parte dell’amministrazione, ma naufragò miseramente perché “ avevano letteralmente copiato in molte parti quello della città di Bologna”; scoperto tale fatto lo ritirarono”; 6) Nel 2014, a cavallo tra la fine dello stesso anno e l’inizio del 2015, andò letteralmente in fumo un contributo previsto da un D.M. 184 del 2014, attuativo del D.L. 2013 n. 104, convertito in legge 2013 n.128, per i servizi di trasporto scolastico per le famiglie con disabilità a basso reddito, perché non fu data al bando n. 7 del 4.12.2014, una massiva informazione, pure prevista dalla circolare regionale n. 23 del 4.12.2014. E’ vero che la diffusione era a carico della scuola, ma tutto passava dal Comune e dai rispettivi assessorati che potevano benissimo dare ampia diffusione al bando, tenuto conto che il Comune sapeva benissimo, più della scuola, quali erano i bisogni delle famiglie. Nulla, invece, fu fatto, solo pochissime famiglie seppero di quel bando e poterono fare la domanda, su migliaia che avrebbero potuto farlo. Il riparto dei fondi per la città di Catania, pur non essendo in possesso di questo dato numerico, immagino sia stato “ risibile” rispetto all’effettivo fabbisogno; 7) La città di Catania sconosce letteralmente una “ piena ed effettiva presa in carico della persona con disabilità e della sua famiglia”, essenziale e imprescindibile per garantire la vita e i bisogni delle persone con disabilità e dei suoi familiari, prevista dalla legge 328 del 2000. Solo qualche famiglia, delle tante nostre associate, che hanno presentato la domanda è stata chiamata, solo per garantire servizi irrisori che nulla hanno a che vedere con “ la presa in carico” che è un altra cosa, eppure ciò costituisce un obbligo per il Comune; 8) Sconcertante la gestione di un assessorato delicatissimo come quello dei servizi sociali. Gestito nel tempo da ben tre assessori diversi, una sorta di porta girevole, lasciato scoperto e allo sbando per mesi dopo le dimissioni dell’assessore Villari, quando si sapeva da diverso tempo in Città che l’assessore Villari si sarebbe dimesso perché candidato al Consiglio Regionale; 9) E’ vero che è stato regolamentato il servizio di assistenza alla autonomia e comunicazione previsto dalla legge 104 del 1992, ( ma era un obbligo ineludibile per il Comune che sarebbe stato sommerso da miriade di cause che lo avrebbero visto perdente con assoluta certezza), ma quel servizio partì con una destinazione di bilancio risibile per il numero e le esigenze degli alunni con disabilità di circa, se non vado errato, di appena €. 200.000,00, non sufficienti a coprire i bisogni dei bambini e mi risulta che ancora ad oggi gli operatori non sono stati interamente pagati. Quest’anno lo stesso servizio, delicatissimo per l’integrazione a scuola dei bambini con disabilità grave, è partito solo nel mese di Novembre, perché non avevano reperito i fondi. I bambini lasciati allo sbando per tre lunghissimi mesi, visto che la scuola inizia nel mese di Settembre senza un servizio essenziale previsto obbligatoriamente dalla legge 104 del 1992; 10) Catania non ha ancora adottato un regolamento unico del sistema integrato dei servizi socio – assistenziali. E’ vero che tale atto è di competenza del Consiglio Comunale, ma il Sindaco, però, dovrebbe detenere la maggioranza, ma pochi sanno che la prima volta che fu presentato dall’assessorato ai servizi sociali, fu ritirato rocambolescamente, non solo perché non si era svolta alcuna ampia consultazione con le parti sociali interessate e le commissioni, ma perché era “ STATO COPIATO FINO

ALLE VIRGOLE IN MOLTE PARTI DA QUELLO IN VIGORE PRESSO LA CITTA’ DI BOLOGNA. QUESTO FATTO FU’ DENUNCIATO DA CHI QUEL REGOLAMENTO LO AVEVA LETTO E SI ERA ACCORTO DEL POCO EDIFICANTE COPIA INCOLLA!

11) E’ stato disposto il bando per la nomina del garante Comunale per la disabilità. Le domande dei candidati presentate, i termini ampiamente scaduti. Dopo mesi nessun Garante è stato nominato. A questo punto mi auguro che non si pensi di farlo ora in campagna elettorale; 12) Catania è una città difficilmente accessibile per le persone con disabilità motoria, poco o nulla è stato fatto; 13) E’ noto a tutti la sofferenza in cui versano i lavoratori socio – assistenziali che lavorano per le cooperative sociali nei servizi di assistenza per le persone con disabilità.

Mi fermo qui, potrei, purtroppo, continuare ancora, è evidente che Catania non è una città che tutela i diritti delle persone con disabilità è davvero poco ha fatto questa amministrazione, le persone con disabilità e le famiglie meritavano certamente maggiore attenzione.

Maurizio Benincasa

 

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