Sei pistole e una mitraglietta in casa |Carabinieri sequestrano "arsenale" - Live Sicilia

Sei pistole e una mitraglietta in casa |Carabinieri sequestrano “arsenale”

Le armi sono state trovate dai militari dell'Arma del nucleo investigativo nella casa di una coppia incensurata, accusata di esserne 'custode'.

a san cristoforo
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CATANIA – I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno arrestato due coniugi catanesi, P.F., 58enne, e V.A., una 52enne, per detenzione illecita di armi e di sostanze stupefacenti in concorso. Ieri pomeriggio, i militari a conclusione di un’articolata attività investigativa, hanno preceduto a perquisizione domiciliare nell‘abitazione della coppia in via Ferrera rinvenendo, abilmente occultati fra le tovaglie stipate nei mobili della sala da pranzo: una pistola semiautomatica Mauser modello “HSC” calibro 7,65 “Browing”, con serbatoio inserito e privo di cartucce; un revolver calibro 38 Smith&Wesson corto, con matricola abrasa; una pistola semiautomatica Beretta, modello 98 Sf, con matricola abrasa, completa di caricatore contenente quindici cartucce; una revolver Colt, calibro 38 Special, modello Diamondback, con matricola abrasa; una pistola semiautomatica Bernardelli, modello P018, calibro 9×21 con matricola abrasa, completa caricatore privo di cartucce; una pistola mitragliatrice “Scorpion” calibro 7.65 “Browing”, completa di caricatore; un revolver Colt, calibro 357 magnum modello Pyton 357, con matricola abrasa; un migliaio di cartucce di vario calibro. Inoltre i militari rinvenivano 6 involucri di cellophane, contenenti complessivamente 60 grammi di cocaina e 2 bilancini di precisione.

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Le armi, in buono stato d’uso ed efficienti, saranno inviate al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina per gli accertamenti balistici per verificare se le stesse siano state utilizzate in fatti criminosi. Sono in corso indagini per verificare se le armi e la droga siano riconducibili ad organizzazioni criminali mafiose. Gli arrestati sono stati tradotti nel carcere di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.


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