Più posti letto, meno primari | Ecco la nuova rete ospedaliera - Live Sicilia

Più posti letto, meno primari | Ecco la nuova rete ospedaliera

Mantengono il Pronto soccorso gli ospedali di Giarre e Barcellona Pozzo di Gotto. Saranno 150 in meno le Unità complesse.

18 Commenti Condividi

PALERMO – Oltre 170 posti letto in più rispetto a quelli attivi nel 2016. E circa 150 unità complesse in meno: cioè meno poltrone da primario. La nuova rete ospedaliera siciliana voluta dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha finalmente un volto. E anche qualche novità. A cominciare da quella annunciata pochi giorni fa dallo stesso presidente della Regione Nello Musumeci: “Avevamo assunto – ha detto – un impegno in campagna elettorale: restituire a Giarre un ospedale classificato come presidio di base. Avevo dato questa indicazione all’assessore alla Salute che ha già pronta la proposta di delibera sulla Rete ospedaliera. Mi fa piacere confermare che dalla Regione Siciliana verrà prevista la re-istituzione del presidio ospedaliero di Giarre, con un proprio pronto soccorso”. E così sarà. Almeno se la rete reggerà adesso il vaglio della commissione Salute dell’Ars, dove dovrà sottoporsi a un esame e al voto. Dopo il confronto con i sindacati, previsto già per le prossime ore.

Più posti letto, meno primari

Cosa cambierà, quindi, nella sostanza? La rete che ha ricevuto l’ultima revisione meno di 48 ore fa, si muove all’interno dei paletti fissati dal decreto 70 del 2015 del ministero della Salute. E prende le mosse, in parte, dall’ultimo documento sottoscritto dal governo Crocetta e dall’assessore Gucciardi. Si parte da lì, insomma, ma non mancano le novità.

Intanto, come detto, l’approvazione della rete dovrebbe consentire l’attivazione di 170 posti letto in più: dai 16.336 attivi al primo gennaio del 2016 ai 18.051 già previsti dalla precedente programmazione. La vera novità, rispetto agli anni passati, sarà la distribuzione dei posti tra “acuti” e “post-acuti”: i primi notoriamente più redditizi per i privati, a differenza dei secondi (quelli per la lungodegenza). I posti letto per acuzie crescono di poco (264), mentre quelli per le lungodegenze di molto (1.451 in più).

Scenderanno, invece, le Unità complesse, cioè le strutture guidate da primari: dalle 1024 previste dalla rete del governo Crocetta alle 873 previste nel documento di Razza.

Primo livello, secondo livello, presidi di base

Nella nuova rete, è confermato il modello che suddivide gli ospedali gerarchicamente in Dea di secondo livello (strutture altamente specializzate e integrate), Dea di primo livello (grossi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (sono quelli che mantengono almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l’ortopedia), ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture di base per affrontare le emergenze).

Il Bacino Palermo-Trapani

Confermato anche in questo documento la “separazione” tra gli ospedali palermitani Villa Sofia e Cervello: saranno entrambi Dea di I livello. Le strutture di massima dimensione saranno invece l’Arnas Civico e il Policlinico, entrambi ovviamente di Palermo. Il “Giglio” di Cefalù è confermato Dea di primo di livello, così come l’Ingrassia. Restano quindi, come “presidi di base” solo gli ospedali di Partinico e Termini Imerese, mentre vengono confermati come presidi in zone disagiate quelli di Corleone e Petralia Sottana.

Tutto confermato a Trapani, dove diventa “Dea di primo livello” l’ospedale di Marsala che farà quindi compagnia agli “Ospedali riuniti” di Trapani e Salemi. Confermati come ospedali di base quelli di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Alcamo. Presidio in zona disagiata resta quello di Pantelleria.

Il Bacino di Catania-Ragusa-Siracusa

Come detto, una delle novità della rete è presente nella distribuzione degli ospedali nel Catanese. Giarre si “stacca” dall’ospedale di Acireale col quale, stando alla rete del governo Crocetta, avrebbe dovuto formare un unica struttura, perdendo così il pronto soccorso. Giarre sarà invece un presidio “riconquistando”, appunto, il pronto soccorso. Per il resto, tutto come previsto un anno fa: i tre Dea di secondo livello saranno il “Cannizzaro”, il “Garibaldi” e il Policlinico. I Dea di primo livello saranno il “Gravina” di Caltagirone e l’ospedale riunito Acireale-Giarre. I presidi di base, oltre a quello di Giarre saranno quelli di Biancavilla e Paternò che quindi scongiureranno la chiusura, mentre la struttura di Militello Val di Catania viene “promossa” a ospedale in zona disagiata insieme a quello di Bronte.

In provincia di Ragusa sarà Dea di primo livello l’ospedale di Modica-Scicli. Si aggiunge a quelli di Ragusa e di Vittoria-Comiso. A Siracusa gli ospedali di maggiori dimensioni (Dea di primo livello) saranno l’Umberto I del capoluogo e l’ospedale di Avola-Noto. Quello di Lentini viene indicato come ospedale di base, mentre il “Muscatello” di Augusta resiste come presidio in zona disagiata.

Il Bacino di Messina

Una novità anche nella provincia dello Stretto: difende il proprio pronto soccorso l’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto che diventa un presidio di base. La struttura infatti verrà “divisa”, rispetto alla rete prevista dal governo Crocetta, dall’ospedale “Generale” di Milazzo che rimane comunque Dea di primo livello insieme al Bonino Pulejo-Piemonte, al San Vincenzo di Taormina, al Papardo di Messina e all’ospedale di Barcellona-Milazzo. La struttura di massime dimensioni, però, per tutte queste, sarà il Policlinico del capoluogo. Confermati come “presidio di base” invece gli ospedali di Sant’Agata di Militello e Patti. Tra gli ospedali “in zona disagiata” quello di Lipari e l’ospedale di Mistretta.

Il Bacino Agrigento-Caltanissetta-Enna

A Caltanissetta si trova la struttura di massima dimensione: la Dea di secondo livello è infatti l’ospedale “Sant’Elia” del capoluogo nisseno. Confermato l’ospedale di Gela come Dea di primo livello. Da questo, già nel documento approvato dal governo Crocetta, erano già stati separati l’ospedale di Mazzarino confermato struttura in zona disagiata insieme a quella di Mussomeli e Niscemi.

Ad Agrigento, insieme alla Dea di primo livello del “San Giovanni di Dio”, confermato l’ospedale riunito di Sciacca e Ribera. Conferme anche per i presidi ospedalieri di base di Canicattì e Licata (avranno quindi il loro pronto soccorso). A Enna, l’Umberto I si era già “staccato” dagli ospedali di Piazza Armerina e Leonforte e sarà l’unica Dea di primo livello. Le altre due strutture diventeranno rispettivamente ospedale di base (insieme a quello di Nicosia) e ospedale “in zona disagiata”.

L’iter, i tempi, i concorsi

Già nelle prossime ore, l’assessore regionale Razza incontrerà i sindacati per illustrare il dettaglio del nuovo documento. Poi servirà un passaggio attraverso la commissione Salute all’Ars: lì, il rischio che le recenti tensioni politiche possano esplodere. Superato questo scoglio, servirà il decreto dell’assessore, quindi il via alla nuova Sanità del governo Musumeci. E probabilmente, via anche al percorso che dovrà condurre ai tanto attesi concorsi.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

18 Commenti Condividi

Commenti

    Buongiorno! Praticamente se andrà tutto bene fra due anni ci sarà la conferma della “nuova” Rete Ospedaliera” che alla sua attuazione sarà già “vecchia”, pertanto si procederà alla rielaborazione di una “nuova rete” alla luce delle incombenti e necessarie innovazioni e direttive dettate da chissà quale “nuova coalizione di governo”. Comunque …sereno lavoro a tutti i medici, infermieri e parasanitari e…buona salute ai cittadini..Pace!!!

    Giocano…. giochini tipo lego….ps portatevi il kit ( che comprate voi) di “medicazioni fai da te “….. sopratutto ai ps….

    L’affermazione in assoluto più triste è questa:

    “E circa 150 unità complesse in meno: cioè meno poltrone da primario.”

    Una volta il primario era un punto di riferimento. Adesso è divenuto “una poltrona”.

    Questo è uno dei REALI problemi della sanità; che, se non risolto, rende gli altri passaggi null’altro che il gioco delle tre carte.

    Per umanizzazione s’intende quel processo in cui si deve porre il malato al centro della cura; questo concetto segna il passaggio da una concezione del malato come mero portatore di una patologia ad una come persona con i suoi sentimenti, le sue conoscenze, le sue credenze rispetto al proprio stato di salute. Si può sottolineare quindi che il processo di umanizzazione consiste sostanzialmente nel ricondurre al centro l’uomo con la sua esperienza di malattia e i suoi vissuti.
    Egregio Assessore non ritiene che molti dei cosiddetti “Primari” non dovrebbero essere sottoposti ad un test serio che tenga conto di quanto detto in premessa affinché possano nei fatti esercitarne il ruolo proprio di chi deve essere capace professionalmente ed umanamente a poterlo fare, ruolo che purtroppo è stato mercificato molto spesso e con spregkudicatezza a scambio solo politicopartitocratico?

    Una specie di dormitorio pubblico … senza medici … vedo che finalmente la sanità migliora.

    Diminuiscono i primari ma non diminuiscono le strutture complesse veterinarie.
    Ad Agrigento ce n’è addirittura una per l’anagrafe animale.
    Cose da pazzi.

    Ficurinnia rassegnati. E’ finito il tempo delle vacche grasse in cui il posto da Primario era uno strumento per alimentare serbatoi elettorali. Adesso viene giustamente considerato un costo; che vale sostenere se adeguato ai bisogni dell’utenza.

    Razza smantella la sanità siciliana e ha la faccia di farla passare come un virtuosismo

    Tutti a discutere di posti letto, primariati e DEA di primo e secondo livello. Intanto vengono riconfermati ancora una volta il “Falcone e Borsellino”, per il bacino centro occidentale e il “Fontanarossa” per il bacino centro orientale come i migliori ospedali in assoluto della Sicilia. Con buona pace di riformatori e innovatori di turno.

    è risaputo che negli ultimi anni quello del primario non è un ruolo ma un premio di fedeltà all’appartenenza politica, se poi c’è anche il titolino che combacia è fatta, un serbatoio di yes men fedeli e asserviti. Bene ha fatto l’assessore. Dovrebbe mettere mano alla riforma sanitaria , i carrozzoni con un manager a capo di più ospedali non funziona e lo sperpero di denaro è immenso, incontrollabile a distanza, L’assessore Razza dovrebbe ripensare alla possibilità di direttori, veri, seri, no politici per ogni ospedale, conti alla mano si risparmierebbe .

    E di tutti questi dipartimenti veterinari vogliamo parlarne? A che servono?

    No, Ippocrate, io non parlo di tempi di “serbatoi elettorali”. Parlo di tempi in cui esisteva un esame di idoneità a primario, ed in cui il primariato si vinceva per concorso; parlo di un epoca pre1992.
    Sullo spessore del pannicolo adiposo delle vacche non saprei; mi riferisco al fatto che un primario, almeno in teoria, sarebbe stato qualcuno che sapeva fare qualcosa meglio di altri. Quando parlo di punto di riferimento, intendo “per medici e pazienti”, non per il referente politico. Come è adesso.
    Per cui, prima il primario era una figura che impersonava la conoscenza; ora, impersona una “poltrona”

    Se e’ vero che leggendo i commenti del vostro Giornale on line capiscono qualcosa, che capisca chi decide ,che non e’ con i tagli che risolvi,sopratuttodel personale medico.Perche’ più imprecisa e ritardata e’ la diagnosi …e relativa cura,più spendi con rivalutazioni e farmaci….devo pensare che forse così si fanno grandi solo di facciata….

    A Trapani ci sono più strutture complesse di pronto soccorso che utenti. Mah !! Chissà perchè…:)))))))

    MOBILITA’ SENZA PROVA COLLOQUIO !

    – STOP ai Bandi di Mobilità per Titoli e PROVA COLLOQUIO che è ILLEGALE e utile solo per pilotare l’assunzione del RACCOMANDATO di turno privo di Titoli e Anazianità di Servizio.
    – Il DPR 483/1997 parla chiaro con punteggi trasparenti e verificabili da ogni Candidato.

    – STOP ALLE ILLEGALITA’ DI STATO DELLA PROVA COLLOQUIO (nella MOBILITA’) che continua a leggersi sui Bandi della ASL italiane pubblicati in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
    Ma è mai possibile che si consenta che un Organo di stampa ISTITUZIONALE pubblichi Bandi ILLEGALI nell’indifferenza di Medici, Infermieri e Magistrati ?

    – INSEGNANTI, NOTAI e MAGISTRATI NON devono sostenere una PROVA COLLOQUIO per trasferirsi ! Perchè MEDICI e INFERMIERI SI ?

    – Ministro GRILLO, faccia rispettare le Leggi sulla MOBILITA’, SENZA PROVA COLLOQUIO !

    da notizie di stampa si è appreso che l’anno scorso gli italiani hanno speso 40 miliardi di tasca propria per curarsi.chi non aveva i soldi si è venduto la casa o ha fatto debiti.l’assessore lo sa?a quanto pare se sei senza soldi rischi parecchio la salute.

    Per l’assessore e la redazione: prego informarsi che il termine “primario” non esiste più nella normativa sanitaria da almeno 10 anni

    Con i debiti che abbiamo si taglia solo dove ci sono i deboli ( i malati) ….diciamo una ” potatura” , poi chi pota viene premiato, dal potere … hanno promesso di non fare scappare i giovani… di creare posti di lavoro…. poi penso chi ci governa in Sicilia …. e non mi ricordo più chi e’ ….. e in Italia? Tra poco pure…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *