A Palermo vampe e sassaiole: in azione anche un elicottero

Vampe illegali dalla Zisa al Capo: fuoco, tensioni e lanci di pietre

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Vampe a Palermo (Foto d'archivio)
Sassaiola vicino all'ospedale Civico. In azione un elicottero

PALERMO – Si accendono i primi fuochi a Palermo. Dopo le sfide sui social, dai quartieri cominciano già ad arrivare segnalazioni di vampe illegali. L’allerta in città è massima e già da giorni la Rap e le forze dell’ordine sono impegnata in un’attività di prevenzione che ha permesso il sequestro di oltre cinquanta tonnellate di legname. In molte zone la ‘raccolta’ non si è però fermata e gruppi di ragazzini hanno già appiccato le fiamme in attesa di stasera.

Vampe, tensioni e sassaiole

Nel pomeriggio di oggi, 18 marzo, i vigili del fuoco sono intervenuti alla Zisa, in via Imera, in via Cimbali, in piazza Sant’Anna al Capo e in via Carmelo Lazzaro. Proprio dalle parti dell’ospedale Civico, dove già in passato si sono verificate scene di vera e propria guerriglia urbana, con fumogeni e sassaiole, si è nuovamente verificato il lancio di pietre verso gli operatori della Rap e le forze dell’ordine. In via Vincenzo Barone sono stati colpiti anche i mezzi dei vigili del fuoco, poi intrevenuti anche in via Mosca, allo Zen 2 e in piazza Achille Grandi.

Fiamme al campo di calcetto

Fiamme anche nel campo di calcetto che si trova al Borgo Vecchio e in via Guglielmo il Buono, dove già nella notte era stato necessario l’intervento della polizia in tenuta antisommossa. Un gruppo di ragazzini, tutti incappucciati, ha infatti appiccato le fiamme a una montagna di legno, ribaltando poi i cassonetti dei rifiuti al centro della strada. L’obiettivo? Ostacolare ancora una volta l’intervento delle forze dell’ordine e le operazioni di spegnimento. In piazza Magione è anche stata data alle fiamme una palma: è stata cosparsa prima di benzina.

Vampe, degrado urbano e pericoli

Mancano ancora diverse ore alla notte che ogni anno rischia di trasformarsi in emergenza nel capoluogo siciliano e dall’alto anche un elicottero sorvola la città per monitorare la situazione. Quella delle vampe di San Giuseppe è una tradizione antica che col tempo si è però trasformata in un simbolo di degrado urbano e pericolo per la pubblica incolumità. Tra i casi più eclatanti, quello di due anni fa a Brancaccio, quando fu tesa una trappola alla polizia municipale. Fu segnalata un’auto ribaltata alla rotonda Norman Zarcone, ma si trattatava di un veicolo rubato dato alle fiamme. Quando gli agenti arrivarono sul posto, il loro mezzo fu colpito da un fitto lancio di pietre. A pochi metri, fu accesa, nel frattempo, un’altra enorme vampa.

Le zone monitorate

Il quartiere è tra le zone maggiormente monitorate in queste ore. Polizia e carabinieri hanno potenziato il servizio su strada, gli operatori della Rap continuano con gli interventi di rimozione, scortati dalle forze dell’ordine. Vengono presidiate le aree ritenute ad alto rischio, a partire dall’Albergheria (dove già ieri una piccola vampa è stata accesa tra le auto in sosta), stazione centrale, Zisa, Foro Italico, Noce, Sperone, Kalsa.

Vampe, la sfida sui social

Il messaggio, tramite TikTok, è chiaro da diversi giorni: le varie borgate si sono organizzate per realizzare il falò più grande e, per questo, sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine ci sono anche i social. I video documentano la “competizione” per le vampe più alte, con bambini e adolescenti su grandi montagne di legna che poi trasportano il materiale. “Zen, non ci prenderete mai”, scrivono dallo Sperone. Il quartiere controbatte: “Stiamo arrivando, non ce n’è per nessuno”.


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