PALERMO – La presidenza della Regione siciliana e l’Assemblea regionale siciliana chiedono di costituirsi parte civile al processo che vede imputati il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’autista Roberto Marino.
Il processo a Gaetano Galvagno
In aula davanti alla terza sezione del tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, era presente l’avvocatura dello Stato. Assenti gli imputati.
La storia delle accuse a Galvagno
Galvagno, che ha scelto il rito immediato saltando l’udienza preliminare, è imputato per corruzione nell’assegnazione dei fondi della presidenza ad imprenditore ritenuti a lui vicine e alla sua ex portavoce Sabrina De Capitani. Galvagno, esponente di Fratelli d’Italia, è imputato anche per il peculato legato all’uso blu. Stessa cosa l’autista Marino. Entrambi sono imputati per truffa. L’autista avrebbe presentato note spesa per viaggi in auto mai fatti e Galvagno li avrebbe controfirmati.
Le due posizioni sono state riunite stamani, prossima udienza il 18 giugno quando il tribunale sceglierà le riserve sulle richieste di costituzione.
La difesa
“Stamane durante la prima udienza del processo è stata verificata la regolarità delle notifiche. Abbiamo anticipato che verrà presentata eccezione sulla competenza territoriale dal Tribunale di Palermo a quello di Catania, istanza che verrà compiutamente formulata il prossimo 18 giugno in occasione della prossima udienza”, spiegano gli avvocati di Galvagno, Ninni Reina e Antonia Lo Presti. Marino è difeso dall’avvocato Salvatore Sansone.
È solo uno dei filoni processuali. Mercoledì 6 maggio, davanti ad un altro giudice per l’udienza preliminare, è fissato il processo che vede imputati De Capitani, l’imprenditrice Caterina Cannariato (condannata il 20 aprile scorso per corruzione nel processo in cui è stata rinviata a giudizio l’assessora Elvira Amata, pure lei di Fratelli d’Italia), la dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato e il manager della comunicazione Alessandro Alessi. Accusa e difesa si stanno scontrando sulla utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche.

